Il più grande imbarazzo lo provavo restando solo.

Cosa ci saremmo detti io e me stesso?

Due finti vaghi, l'uno con gli occhi in alto

e l'altro con le mani giunte dietro e un piede ondulante.




Un colpo di tosse accennato per far evaporare il silenzio,

un flebile fischiettio morto in due secondi;

D'incrociare gli occhi per carità.




A volte ci toccano queste sale d'attesa quasi vuote.

Ce n'è una in ogni vita. La domanda è:

che tipo di medico deve uscire dalla porta?

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 541 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

alsemer
+1 # alsemer 23-07-2015 20:33
lo psichiatra
paolo di cristofaro
+1 # paolo di cristofaro 23-07-2015 22:19
ah, commento ironico quello di Alsemer, forte! ben compresa la situazione dell'attesa e dell'angoscia che provoca!
Rocco Michele LETTINI
+1 # Rocco Michele LETTINI 24-07-2015 08:33
C'è acuto poetar nel tuo riflessivo poetar... E' la vita che riserva "insolito" che tormenta... Lieta giornata
nabrunindu
+1 # nabrunindu 28-07-2015 00:55
l'importante è che il medico esca sempre....bravo!

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.