Ora che sono vecchio,
che ho il respiro corto,
e che le nostre 412 ossa
premono forte
contro 4 polmoni
ormai svuotati,
posso anch’io vedere
il triste moto di ritorno
della forbice.
Saremo presto
liberi di voltarci
e di assumere colore
in una forma indefinita:
non rossi di rabbia
o verdi d’invidia,
ma pallidi
di nuova vita.
Certo ti cercherò
e certo ti troverò,
e chissà come
e chissà
quando,
e in quale libro
e a quale capitolo.
Se succederà, comunque,
non tarderanno a nascere
tanti piccoli fiori gialli:
dal nostro amore,
e dal matrimonio
quasi casuale
dei nostri
pensieri più veri,
quelli che sanno
farsi poesia.
