Solitario, rivedo quel campo
ove adolescenti passi un dì solcarono
e ancora fioriscon papaveri.
Più non ondeggia il biondo grano
ma d’alberi in fila stormiscon le fronde.
Stride il campicello,
da grigie lingue ora cinto,
perché da solo osteggia il tempo.
Eppur dei perduti giorni l’eco
nel grembo porta seco
e la gioia che da quelli derivò.
M’arride ancora quel campo,
arride al corpo mio ch’è stanco
perché, col sole che bacia il mio volto,
in esso vuol esser sepolto.
ove adolescenti passi un dì solcarono
e ancora fioriscon papaveri.
Più non ondeggia il biondo grano
ma d’alberi in fila stormiscon le fronde.
Stride il campicello,
da grigie lingue ora cinto,
perché da solo osteggia il tempo.
Eppur dei perduti giorni l’eco
nel grembo porta seco
e la gioia che da quelli derivò.
M’arride ancora quel campo,
arride al corpo mio ch’è stanco
perché, col sole che bacia il mio volto,
in esso vuol esser sepolto.

Commenti
Dietro l'estrema delicatezza e la preziosità dei versi, armoniosi e colti, c'è o meglio si disvela un'incredibile voglia di vivere.............. ..un grande amore per la vita; proprio in quel: ( in esso vuol essere sepolto), paradossalmente, viene fuori la voglia di rinascere........... .Sempre!
Complimenti per l'anima tua, straordinaria....... .......un abbraccio ...............HERA
N. B. le persone pessimiste, paradossalmente sono quelle più tenaci.
Eh la fanciullezza e la nostra adolescenza son difficili da dimenticare... NON SARA' MAI OBLIO!
Il mio lodevole giudizio Luciano.
Lieta Domenica.
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