“L’avvenire ci tormenta il passato ci trattiene... il presente ci sfugge.”
(Gustave Flaubert)
Sulla collina, o al mare,
dentro la drupa dell’agrifoglio,
lungo il filo avventizio dell’edera,
o fra le eleganti spire della conchiglia,
sibila la bianca eco del mio primo ti amo.
Va e viene come il respiro corto della vita,
e poi si dissolve nella quintessenza
di quel dolore che non passa.
Sono soltanto un uomo,
fatalmente precario,
inconsistente,
effimero,
fragile.
Ma se
Dio vuole
vado e torno.
“La morte si sconta vivendo.”
(Giuseppe Ungaretti)

Commenti
Meravigliose immagini,potrei stare ad ascoltare quella conchiglia nel silenzio più assoluto e respirerei ancora poesia..
Bentornato,spero di leggerti più spesso..
Un saluto ..buona poesia
Ormai non frequento molto il club, lo so... e anche se probabilmente mi tirerò dietro altro odio, lo voglio dire:
A mio avviso in questo ambiente non si respira più poesia, e forse neppure tentativi di poesia (salvo le dovute eccezioni).
Ogni tanto torno, leggo, ci riprovo, ma poi resto sempre deluso.
Charlie
La vita è quello.
charlie