I
Sono bianche come i denti delle donne di colore sulla due sei sette
quelle nuvole sdraiate al largo in cielo che mi fissano con ghigni e musi bioccolosi
e sembrano quasi gridare "Terra!" da lassù,
io invece faccia a faccia con me stesso
a scoprire di esistere e soffrire e niente liquori
quando piango questa noia aspettando una poesia
senza domande o strappandomi i capelli su ciò che siamo
e lagne, critiche, lodi o comete di pensiero
ma semplicemente scorrendo come l'acqua dalle grondaie
con maglie scolorite e i due jeans che ho tenuto tutto l'inverno.
II
Il crepuscolo indossa un elegante smoking
per corteggiare dimesse madri di periferia intente a stirare camice dai colletti consumati
in questo luminoso oceano d'infinito che porta via lontano molti pesci boccheggianti
pronti a tuffarsi nel fulgore biancore del pensiero
ed io vedo solo angeli di desiderio allargare le braccia
e vorrei congelassi per sempre nell'amore.
Qualche volta gironzolo nei grandi magazzini
solo per sentirmi dire quel "Desidera?"
e poter rispondere magari "Certo che desidero,
desidero quel tuo viso bianco come un giglio
darti un morso e sentire il sapore della vita
poi metterci di traverso perché il tuo corpo abbassi questa febbre"
ma sarebbe troppa dolcezza per me solo
dolce come quando il pranzo è servito e ti viene l'acquolina in bocca
o come quando ho mangiato clementine nella luce del fuoco
e da qualche parte c'è chi sta in preda alla sete, alla stanchezza, alla pazzia.
III
Ho imparato a odiarmi quando sto da solo e sono me stesso
con dentro quella nullità abissale peggiore del mio pressapochismo
ma non potrei mai dimenticare le scie di luce dell'autunno sulle aperture dei tuoi maglioncini,
tu che vieni incontro con un sorriso profumato di mandorle
e in questo stato d'animo me ne sto disteso pancia sotto
e sogno tutta la società, le belle facce delle puttane dell'est
la forza di attrazione delle cosce e l'oscurità che sta nel mezzo
e di primo mattino quella voce impastata e vivace che hanno gli studenti
che farfugliano facendo a gara a chi ha i peggiori corsi di studi
o i libri più spessi delle biblioteche universitarie
ed io mi aggiro sconsolato come uno straniero
notando come i fiori se ne fregano di tutte queste cose,
hanno il corpo ricoperto di rugiada e basta.
IV
"Se solo fossimo altrove
se solo fossimo a New York o ad Hollywood
potremmo diventare degli artisti" -
avremmo qualcosa da fare, anzi
avremmo qualcosa da essere -
ma poveri cuori che battono e sbattono dovunque
i giorni passano -
non possono fermarsi -
io non me ne accorgo.
A questo penso le domeniche pomeriggio fissando il calendario
e capisco che metà giornata è già andata via
mentre vedo generazioni di orrori e cemento senza fondo
oltre le solitarie piogge della provincia,
manciate di foschia e conti pagati alla cassa,
i vecchi paranoici che gridano "Ladro!" a chiunque si avvicini
gli intellettuali balordi con la puzza sotto al naso
in compagnia di declassate coi capelli patinati
ed è tutto, solo, una questione di discriminazione,
occorrerebbe molto più caos per rimettere le cose in sesto
frattanto che mi dimetto dai tentativi della felicità
ma ci vuole un bel coraggio a vivere quest'impasse
ammettendo che tutto è a posto.
Per fortuna conosco una strada dove il rosa caldo dei tramonti
diventa un insieme di pastelli sparsi per il cielo
la sera viene giù morbida come le guance di un bambino
la luna si inabissa e la terra rotola via
e posso starmene seduto a contemplare - Signore - i tuoi lunghi corridoi di luce.
V
Gli uomini restano uomini anche se hanno il cuore sopra uno stelo.
Vivono per desiderare, è cosi forse che si fa
anche si trattasse di una forma di vuotezza.
Questa mente è un tappeto di stracci oramai.
I miei libri segnano sempre le stessa pagina
e quel mio modo di andare in giro succhiando fumo poi.
Il sole è sceso e una luna di ghiaccio ne prende il posto.
Sono stanco di sentire quello che devo dire.
Alla fine non frega niente a nessuno
e non ha la benché minima importanza.
Tutto quel che voglio è un carillon colorato.
Sono bianche come i denti delle donne di colore sulla due sei sette
quelle nuvole sdraiate al largo in cielo che mi fissano con ghigni e musi bioccolosi
e sembrano quasi gridare "Terra!" da lassù,
io invece faccia a faccia con me stesso
a scoprire di esistere e soffrire e niente liquori
quando piango questa noia aspettando una poesia
senza domande o strappandomi i capelli su ciò che siamo
e lagne, critiche, lodi o comete di pensiero
ma semplicemente scorrendo come l'acqua dalle grondaie
con maglie scolorite e i due jeans che ho tenuto tutto l'inverno.
II
Il crepuscolo indossa un elegante smoking
per corteggiare dimesse madri di periferia intente a stirare camice dai colletti consumati
in questo luminoso oceano d'infinito che porta via lontano molti pesci boccheggianti
pronti a tuffarsi nel fulgore biancore del pensiero
ed io vedo solo angeli di desiderio allargare le braccia
e vorrei congelassi per sempre nell'amore.
Qualche volta gironzolo nei grandi magazzini
solo per sentirmi dire quel "Desidera?"
e poter rispondere magari "Certo che desidero,
desidero quel tuo viso bianco come un giglio
darti un morso e sentire il sapore della vita
poi metterci di traverso perché il tuo corpo abbassi questa febbre"
ma sarebbe troppa dolcezza per me solo
dolce come quando il pranzo è servito e ti viene l'acquolina in bocca
o come quando ho mangiato clementine nella luce del fuoco
e da qualche parte c'è chi sta in preda alla sete, alla stanchezza, alla pazzia.
III
Ho imparato a odiarmi quando sto da solo e sono me stesso
con dentro quella nullità abissale peggiore del mio pressapochismo
ma non potrei mai dimenticare le scie di luce dell'autunno sulle aperture dei tuoi maglioncini,
tu che vieni incontro con un sorriso profumato di mandorle
e in questo stato d'animo me ne sto disteso pancia sotto
e sogno tutta la società, le belle facce delle puttane dell'est
la forza di attrazione delle cosce e l'oscurità che sta nel mezzo
e di primo mattino quella voce impastata e vivace che hanno gli studenti
che farfugliano facendo a gara a chi ha i peggiori corsi di studi
o i libri più spessi delle biblioteche universitarie
ed io mi aggiro sconsolato come uno straniero
notando come i fiori se ne fregano di tutte queste cose,
hanno il corpo ricoperto di rugiada e basta.
IV
"Se solo fossimo altrove
se solo fossimo a New York o ad Hollywood
potremmo diventare degli artisti" -
avremmo qualcosa da fare, anzi
avremmo qualcosa da essere -
ma poveri cuori che battono e sbattono dovunque
i giorni passano -
non possono fermarsi -
io non me ne accorgo.
A questo penso le domeniche pomeriggio fissando il calendario
e capisco che metà giornata è già andata via
mentre vedo generazioni di orrori e cemento senza fondo
oltre le solitarie piogge della provincia,
manciate di foschia e conti pagati alla cassa,
i vecchi paranoici che gridano "Ladro!" a chiunque si avvicini
gli intellettuali balordi con la puzza sotto al naso
in compagnia di declassate coi capelli patinati
ed è tutto, solo, una questione di discriminazione,
occorrerebbe molto più caos per rimettere le cose in sesto
frattanto che mi dimetto dai tentativi della felicità
ma ci vuole un bel coraggio a vivere quest'impasse
ammettendo che tutto è a posto.
Per fortuna conosco una strada dove il rosa caldo dei tramonti
diventa un insieme di pastelli sparsi per il cielo
la sera viene giù morbida come le guance di un bambino
la luna si inabissa e la terra rotola via
e posso starmene seduto a contemplare - Signore - i tuoi lunghi corridoi di luce.
V
Gli uomini restano uomini anche se hanno il cuore sopra uno stelo.
Vivono per desiderare, è cosi forse che si fa
anche si trattasse di una forma di vuotezza.
Questa mente è un tappeto di stracci oramai.
I miei libri segnano sempre le stessa pagina
e quel mio modo di andare in giro succhiando fumo poi.
Il sole è sceso e una luna di ghiaccio ne prende il posto.
Sono stanco di sentire quello che devo dire.
Alla fine non frega niente a nessuno
e non ha la benché minima importanza.
Tutto quel che voglio è un carillon colorato.

Commenti
Intensamente ho pregato quel DIO AMORE in cui credo perché mai in TE muoia, nonostante TUTTO, quel desiderio intenso di COLORE nella tua VITA...Colore di SENSO PROFONDO...come TE.
Permetti un abbraccio?...
Vera
E' un testo che vale tutta la lettura, con quella chiave su noi stessi, che un po' ci descrive, nelle uguaglianze caratteriali e nelle disomogeneità. Siamo controsensi per natura? La tua mente ha cucito insieme gli stracci, li ha legati e ne ha fatto un batik di parole...chiazze chiaroscure di poesia-
Mi è piaciuto molto, complimenti.