Succede che mi chino dai tramonti in Giugno
quando nei tuoi occhi di garofano fioriscono
petali di luce,
e più in là papaveri solitari ondeggiano
sotto le dita di glicine del vento
e il mio cuore sanguina come una vergine.
Passeggio con calma e spiccioli in tasca,
la sera spande la rosa sui miei vestiti che odorano di strade
e succede che sono stanco di me stesso,
delle parole,
della poesia che cerco come un piccolo Majakovskji
quando l'aria calda come sangue mi spinge in certi angoli,
in vicoli profumati con caffè e cipolle,
presso mura stonacate di case umide dove stanno
orribili volti di cera intagliati sulle porte,
dentiere lasciate a macerare in un bicchiere,
fermacapelli abbandonati su lavatrici stanche,
ombrelli nudi come ombelichi, fiori morti sulle gonne delle donne
e balconi con biancheria stesa su fili di ferro.
Io non voglio che un giardino in cui piantare una radice,
una bottiglia per serbare l'anima
perchè anche il mare può starsene in una conchiglia
e la terra nuda nel palmo della mano
ma l'uomo è più alto del cielo e più profondo dello spazio
e può se vuole sentire lacrime di farfalla
quando lo splendore è accovacciato sulla terra umida
come un bambino nascosto sotto al tavolo.
Lasciatemi piangere il tempo ora,
ricucire anello per anello le mie vene in un fiume di spighe azzurre
e datemi l'acqua e il fuoco,
la lotta e la resa,
il Sole avvolto in fasce tra le braccia della Luna
e datemi un bacio con labbra piene d'amore.
quando nei tuoi occhi di garofano fioriscono
petali di luce,
e più in là papaveri solitari ondeggiano
sotto le dita di glicine del vento
e il mio cuore sanguina come una vergine.
Passeggio con calma e spiccioli in tasca,
la sera spande la rosa sui miei vestiti che odorano di strade
e succede che sono stanco di me stesso,
delle parole,
della poesia che cerco come un piccolo Majakovskji
quando l'aria calda come sangue mi spinge in certi angoli,
in vicoli profumati con caffè e cipolle,
presso mura stonacate di case umide dove stanno
orribili volti di cera intagliati sulle porte,
dentiere lasciate a macerare in un bicchiere,
fermacapelli abbandonati su lavatrici stanche,
ombrelli nudi come ombelichi, fiori morti sulle gonne delle donne
e balconi con biancheria stesa su fili di ferro.
Io non voglio che un giardino in cui piantare una radice,
una bottiglia per serbare l'anima
perchè anche il mare può starsene in una conchiglia
e la terra nuda nel palmo della mano
ma l'uomo è più alto del cielo e più profondo dello spazio
e può se vuole sentire lacrime di farfalla
quando lo splendore è accovacciato sulla terra umida
come un bambino nascosto sotto al tavolo.
Lasciatemi piangere il tempo ora,
ricucire anello per anello le mie vene in un fiume di spighe azzurre
e datemi l'acqua e il fuoco,
la lotta e la resa,
il Sole avvolto in fasce tra le braccia della Luna
e datemi un bacio con labbra piene d'amore.

Commenti
I versi, lasciano trapelare ,desiderio di sentimenti veri e comprensione pura.........................
voglia i superare un momento difficile e ricominciare. La tua volontà è ferrea... ti dico già bravissimo. Complimenti!
Sei bravo, anzi di più. Sai emozionare e lo fai con padronanza di tecnica espressiva.
Complimenti sinceri. Un abbraccio, ciao... ^.^