I

Il modo in cui le luci scendono su come cascate nel cielo sfumato di latte e rosa
con nuvole alte, chiarissime come vele che denunciano l'assenza di vento
sorprendono l'abbandono masturbativo dei miei occhi
che nel profondo e strascicato inferno delle prime onde notturne
rivedono le tue mani bianche e delicate come zagare dormienti
mentre guardo la città divenire un'immensa sputacchiera per questa bocca essiccata di fumo
sempre più difficile per me essere un aquilone sopra i suoi neri fili elettrici.

II

I ragazzi del quartiere fanno ancora saltare i super Santos sopra le auto quando passano
ed hanno quella vana speranza di ritrovarsi un giorno da qualche parte
anche se qui ci sono solo magliette con sponsor di acqua minerale e strane scritte che nessuno sa leggere e tradurre
con nei paraggi facce sdentate noleggiate da qualche concessionario d'occasione
o comprate ai più grossi centri commerciali d'Europa.
Sulle panchine spelacchiate ai giardinetti lingue veloci come lepri corrono sui rilievi del palato
acquattandosi in bocche umide di baci
sotto gli occhi dei guardoni onanisti con il corpo stanco da anni e anni di estasi matrimoniali stento un'ora.

E ce ne siam fatti cicchetti di risate sotto la luce slavata come i miei jeans ormai troppo sottili per l'Inverno
sebbene tutti in preda al panico da cellulare non immaginano che le nostre democratiche illusioni non reggono ai complotti terroristici
e l'unica cosa che resta è fermarci a mangiare setacciando menu di carni prese per corrispondenza
alimentando le tragedie del pianeta.

Se solo la gente leggesse più libri
ma il mondo potrebbe lo stesso andare a sbattere contro fantasmi fatti di gomma 
o bambini che sembrano di pezza e succhiano lecca lecca.

III

Che bella sensazione di pace mi danno quelle strade non asfaltate che portano diritte alle gambe aperte delle mulatte
che vivono sopra le discariche abusive ed ogni foglia ansimando raccoglie le luci dimenticandosi di muoversi.

Non sto giocando. Sto facendo pulizie di piatti sporchi.
"Questi bicchieri vanno nella plastica" come le preghiere che mi tengo in mezzo ai denti
e non ho avuto più la forza di sputare mentre lo sperma schizza tutto da un lato della stanza
ripensando alle vergini beltà sedicenni in sosta come puledre in calore con tanto di stivali per montare
che giocano a pompini con le chewing-gum americane
nelle orbite di smunti vecchi in posizioni compromettenti
e questi fornelli sbrodolati di oli per frittura che "Stai attento a non scottarti".

IV

Oramai il Sole s'è congelato sul confine delle eriche in fiore.
Tutto ciò è stato scritto in direzione del mare.
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Profilo Autore: Antonio  

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Commenti  

pierrot
+1 # pierrot 17-10-2016 23:10
Una pulizia che costa molto. In direzione mare. Un territorio dove si sopravvive per un piacere che sfibra il corpo e dove il corpo è l'unico patrimonio perché per il resto non c'è speranza. Un affresco che dalla strada arriva all'anima attraverso la rabbia la denuncia la sfiducia.
Le eriche sono fiori freddi, ma io leggo tanta ricchezza d'umanità proprio in quei luoghi.
Complimenti e grazie.
E stato utile e "bello" leggere
Antonio
+1 # Antonio 18-10-2016 18:46
Grazie a te per essere passato

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