Vanità
a rasentare la perfezione,
tra le sbarre di uno sbaglio
e un ergastolo d’ inverno
va di scena
l’ ultima sagra di me e di te;
tra i sassi assassini
di promesse
messe in vendita
al peggiore offerente(io).
Ma è tra il grano dei fianchi
che sgrana le mani
e la deriva dei seni
dei tuoi continenti
incatenati
nel tepore dei pori
(l’anteprima di un geyser)
che il tempo V(i)OLA le regole.
Toccarti è
come trovare
Il mio ego in un pagliaio,
tra i capelli color paradiso
e l’indifferenza dei tuoi vestiti.

Commenti
- STUPENDA, CARISSIMO!!! -