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pastiglie.
E ne sarebbero
bastate appena 9
per affievolire
l'astinenza
e indurre
l'ipnosi
del
cuore.
E invece
adesso
eccoti
qui
con me,
amico mio,
che attraversiamo
un mare verde brillante
per entrare nel caffè scuro
del fiume Nilo, per dileguarci.
Le nostre lunghe toghe bagnate
si gonfiano attorno alla vita
e si torcono come una
spessa corda bianca,
mentre i pensieri
si appiccicano
come tante
farfalle
ai
nostri
pochi capelli
per punzecchiare
testa ed orecchie.
Potremmo graffiare
oppure annegare,
perché oramai
non importa
davvero più
se chi
ci ama
avrà fissato
cento occhi
per seguirci:
non ci capiranno.
Ci incolperanno apertamente
con la lingua noiosa di una mucca,
e ci offriranno un nome importante
ma senza saperci confortare.
Siamo inchiodati
al terreno
fresco
del
tempo:
tu chissà
da che forza,
io da una donna
che pensa d’essere
Afrodite, o Artemide.
Siamo ridotti
al collare
e al suo
giogo.
Con
gli occhi secchi
e con i nervi glassati
dal tocco freddo della luna.

Commenti
Dantesca. Molto bella.
ciao:)
Rita
un abbraccio
charlie