Correvo annunciando un amore.
Correvo annunciando un amore
sotto la finestra della vecchia che svuotava il pappagallo
del marito addormentato in un letto senza più segreti;
correvo annunciando un amore
mentre il lungomare, come un serpente,
s'infilava nel seno di una montagna
fuori dalla portata dei granelli di sabbia;
correvo annunciando un amore instabile,
fatto dello stesso vuoto che le madri col pancione cullano;
annunciavo un amore schiamazzando come gli ubriachi
quando del funerale sono rimaste lacrime
che fanno crescere malerbe dalla la ghiaia del cimitero;
lo annunciavo chiamandolo per nome, senza riguardi,
come cantando una canzone i cui diritti d'autore
sono riservati al Natale.
Annunciavo un amore mentre lei tornava a casa
coi pudici pensieri rivolti ai piatti non finiti di lavare.
Annunciavo un amore rischiando di essere investito,
incurante delle strisce ormai invisibili a notte fonda.
Non finii di urlare finché il cielo non mi disse, stizzito:
"Qui ci sono santi che domani devono lavorare".
Correvo annunciando un amore
sotto la finestra della vecchia che svuotava il pappagallo
del marito addormentato in un letto senza più segreti;
correvo annunciando un amore
mentre il lungomare, come un serpente,
s'infilava nel seno di una montagna
fuori dalla portata dei granelli di sabbia;
correvo annunciando un amore instabile,
fatto dello stesso vuoto che le madri col pancione cullano;
annunciavo un amore schiamazzando come gli ubriachi
quando del funerale sono rimaste lacrime
che fanno crescere malerbe dalla la ghiaia del cimitero;
lo annunciavo chiamandolo per nome, senza riguardi,
come cantando una canzone i cui diritti d'autore
sono riservati al Natale.
Annunciavo un amore mentre lei tornava a casa
coi pudici pensieri rivolti ai piatti non finiti di lavare.
Annunciavo un amore rischiando di essere investito,
incurante delle strisce ormai invisibili a notte fonda.
Non finii di urlare finché il cielo non mi disse, stizzito:
"Qui ci sono santi che domani devono lavorare".

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