
"Colline" giancarlogravili@paints
Tornavo nella mia casa sulle colline,
le umide note delle pietre s'arrampicavano
sui muri della vecchia chiesa.
Un volo radente di verdastri siepi
arginava il vuoto della sua assenza.
Mary aveva un sogno e occhi smeraldo.
Un sogno scritto sul messale posato in terra.
L'ombra del serale cielo
appariva nel lucore del mio vagare.
La campagna accoglieva i passi solitari
e l'esistenza interiore del mio incedere.
Occhi accennati e capelli sciolti
erano il serto fiorito che dolcemente
s'appoggiava sul suo volto.
Le labbra sussurravano parole dimenticate
e la mia mano s'accompagnava al migrare dei ricordi.
Una porta attendeva le ansie.
Abbandonai la vanità su un'improvvisata sedia,
lodai il mio Dio e sognai negli occhi di Mary.
Sognai tanto che non raggiunsi mai la mia casa in collina.
Rimasi immagine riflessa del mio perduto chiamare,
fra muschi e violette cercai chi non c'è.
Cercai il mio Dio.

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