con l'accento del sorriso dell'emozione che mi sfiora,
un ricordo del mio sogno più grande,
sulla sabbia umida che lo accoglie,
il tuo cuore accanto al mio amore.
Trema la mia mano mente t'immagino
mentre si scontra con più forza
con la mano dell'onda più grande,
cancellando ogni volta il ritratto
della speranza più coltivata dal cuore.
Disegno ancora i nostri cuori uniti
perché resti ancora prepotente in me,
caldo respiro profondo nella vita,
oh amore immenso nell'anima.
Ma anche se non sei più qui
sulla terra ad abbracciarmi,
ma rapito tra gli angeli più lucenti,
e sei nel regno dei cieli a riposare,
resti ancora e per sempre
il battito d'amore eterno in me
l'unico amore vero che mi ha regalato
la felicità della forza e della luce
che solo il nostro legame indissolubile
ci ha fatto vivere nella sua grazia.
Lo spazio attorno si riduce in fretta.
La minaccia del destino adesso è
di divenire presto algido cielo
che pianta le frontiere sulle ossa.
I giorni intanto corrono veloci…
non c’è tempo per fermare il tempo,
per sghiacciarlo nell’attimo finale
che stabilisce la resa dei conti.
Non più movenze blu nei letti sfatti
da gremire con carezze audaci
che pensavamo fossero capaci
d’annullare i dubbi sul futuro.
Quest’ultima rosa è sempre rossa,
protetta dalle mie mani stanche,
ed io non voglio ch’essa ti giunga
a profumare gli orli dell’altare.
Quando, timorosa, lei sarà con te
non appassisca tra le tue dita scarne.
Parlale, con i linguaggi che vorrai
ma… parlale!
il rosso del tramonto
tra le nuvole
sulle ombre
dei tuoi profondi silenzi,
tra le strade grigie d'inverno
i tuoi eleganti passi
sui tacchi
attraversano labirinti
di cristallo
dove le sue uscite
profumano del sorriso
di un altro cuore di uomo,
che ami
mentre mi stringi la mano.
È fredda l'amara lancia acuta
che lentamente
mi strappa la felicità,
mentre lascio volare
le tue ali
nel giardino
dei tuoi sogni nascosti.
Non c'è parola
che voglia trattenerti
nelle mie radici d'amore
per te,
nelle lacrime
che nascondono dolore.
Non c'è egoismo
che voglia punirti
per distruggere
la tua gioia sbocciata.
Ti lascerò andare
se vorrai
lentamente,
come lentamente vai via,
perché l'amore
è libertà di essere
dove vuol vivere
per crescere felice,
senza fili spinati nelle carni
che facciano piangere l'anima
nella gabbia dell'infelicità
che ammala
la voglia di respirare.
Ti vedo - bella da viverti -
dentro un sogno che sto sfilando al tempo
mentre sparge i semi dell’oblio.
Con educato passo vieni
ornando di te un minuto intenso
vissuto a tarda sera dai tuoi figli.
Guardi la porta del balcone
per esser certa che non sia aperta
e poi rimbocchi inverno e le coperte.
Adesso che mi sei accanto,
la mano tua incide la penombra
e poi sul capo mio s’adagia.
Mi reinvento attor provetto
perché tu creda me preda del sonno
e quindi assisto a magie d’amore.
Non voglio perdere quel bacio
che puntualmente sulla fronte arriva
così che il tatto sia pago anch’esso.
Rassicurato, mi addormento
sdraiato sopra un aquilone immenso
e solco il cielo del più puro affetto.
Io salto un esame del tempo.
Che sparga pure i semi dell’oblio,
terreno fertile lui non troverà
nel cuore di chi ama ed è amato!
era in verità
un Diavolo
L'Angelo della felicità
ti prometteva l'eternità
L'Angelo della felicità
era una ragazza
Tentatrice e ammaliatrice
superba e divina
Lucente e splendente
in cima all'Oriente
L'Angelo della felicità
in verità
era un Diavolo.
Un Diavolo senza peccato
che ti faceva rimanere come eri.
L' Angelo della Felicità
un pò mi manca
chissà se lo rivedrò
o si camufferà in qualche libro
o in qualche altra bella ragazza
per me irraggiungibile da sempre.
Mi resta questa vita
la solita realtà
Angelo in città
Quel mare dove gioventù perdemmo
ci illudemmo
quando l’asse di felicità vacilla,
rinforzerò gli ormeggi di mitezza
e aspetterò che rincasi primavera.
Avrò cura di immergerti nei profumi
che nel profeta autunno avrai versato
tra le schiume di marmo e fiori finti
a sostenere i tuoi glutei stanchi.
Avrò cura di asciugarti nei molli drappi
comprati quest’estate dai mercanti,
di cospargerti di ciprie e caldi unguenti
accatastati ai piedi dell’età che scansi.
Al banco del tempo assassino acquisterò
gli stracci per arginare la pioggia sui vetri.
Aprirò gli occhi sui tormentati giardini
che invecchieranno senza mai lagnarsi.
Avrò cura di allargare la trapunta a scacchi,
di seguirne con le dita il primo colore
e di frenare, respirando, all’inizio del secondo
per fare poi un giro nuovo, come la vita.
*
Stesura 2002
Ho del suo raggiante viso,
solo una nebbiosa e vaga reminiscenza,
il ticchettio di pioggia sui vetri,
mi rende triste ed anche assai inquieto.
Vorrei vederla limpida e sorridente,
in tutta la sua gioia, sempre splendente,
quando correva libera sui prati,
quando le correvo dietro per baciarla.
Tempo e necessità sono assassini,
ti separano da ogni cosa bella,
fanno dimenticare tutto il passato,
persino il volto di chi hai sempre amato.
Se chiudo gli occhi e provo a ricordarla,
vedo foschia e strane sue forme,
il viso suo non è mai chiaro,
ma spero tanto di vederlo in sogno.
I ricordi vaghi ed assai remoti,
sono evidenti segni di nostalgia,
sono profondi e fanno rimuginare,
ma spesso lasciano la bocca amara.
Vorrei fuggire da questo tempo buio,
ritrovare la luce dentro agli occhi tuoi,
per accenderla, non serviva un interruttore,
bastava che ti sfiorassi con un dito.
Vorrei tornare a quei tempi belli,
a quando il sole splendeva anche la notte,
per coprirti, non ti servivano le lenzuola,
le mie braccia ti scaldavano più delle coperte.
Il tempo però scorre e non si ferma,
il ritmo non accelera e non rallenta,
si dice che guarisce le ferite,
in realtà però, sa solo contare.
Il tempo conta i secondi, i minuti, le frazioni,
conta sempre e non si stanca mai,
logora e distrugge tutte le masse, la materia,
nulla però può fare contro l’Anima e lo Spirito.
Vorrei fuggire da tutti i mali della terra,
vorrei che il corpo non morisse mai,
che vivesse intatto con l’Anima e lo Spirito,
nell’infinito, nell’Eternità, là dove il tempo non sa contare.
La tua ambiguità
non mi permise
di capire la realtà
dei tuoi sentimenti.
Quali erano i tuoi intenti?
Forse non lo sai neanche tu
sei indecisa, anzi di più.
Non riesci a comprendere
cosa vuoi davvero,
perciò spesso lasci intendere
più di quanto sia vero.
Quindi lanciasti il sasso
tirando indietro la mano.
Pensavo aspettassi un mio passo
e alla fine non andammo lontano.
Cosa cercavi da me?
Un amico sincero?
O qualcuno che ti facesse la corte,
per alimentare il tuo ego?
Allora per tua volontà
le nostre anime si sfiorarono,
lasciarono per un istante
le dure crudeltà
di questa vita incostante.
Poi ti allontanasti
come la luna quando vede il giorno,
come te nello scorgermi attorno.
Perciò m'illusi di piacerti realmente,
anche se non ti dissi niente.
Ero convinto di essere nei tuoi pensieri,
soffrendo immensamente quando non c'eri.
Pieno di sonno
dopo mille argomenti
per non dirti baciami.
.
Situazioni giovani
quando tutto prepara
al finir male sempre
o quantomeno spesso.
.
Tutta la bellezza intatta
da conservarsi salva
per un dopo del forse
e nessuna promessa.





