In compagnia della luna
Smarrito nel silenzio
Dei miei astrusi pensieri
Guardo lassù
Ammirando le stelle
Sono troppo vecchio
Per lambire la luce di un sogno
Come naufragare
Da un capo all'altro del tuo volto
Ma questa
È la mia dolce condanna
Un folle innamorato
Che giace nell'ombra.
Tra lune oscure
Cedendo la mia anima
Alle tue labbra
Il mio folle cuore
Cavalca onde irriducibili
Si ridestano le luci
Dubbi assalgono ragioni
Scorrono inibizioni
Tu rimani a osservare
Ciò che accade
Mentre io trattengo i sogni
Che mi son rimasti
La solitudine ascolta
Il caos di questo mondo.
Volendo Maria,
volendo si può anche scherzare
sul tempo che passa e la vita,
sul transito delle comete, le ombre,
sul volto che cambia allo specchio,
su tutti quei sogni già nati delusi.
Volendo Maria,
insieme si può anche scherzare
su mille ideali, sulle promesse,
su tutte le lune trascorse,
i tanti pensieri non detti
ed anche sugli amori, volendo.
Volendo Maria,
(avendone il tempo)
si può sempre accendere un faro,
un sole, un abbraccio, una luce,
forse anche un dopo domani
e infine riscrivere il tempo.
Lui si dichiara a un'amica
Ti amo da sempre
La donna scompare
In macchina
Lei
Punta le stelle
Lui
Esclama promesse
L'uomo scompare
A una festa
Lei sorride
Lui la bacia
La donna scompare
In strada
Lui ritrova l'amica
Che fai stasera?
Ceniamo insieme?
L'uomo scompare
Alla finestra
Nuvole al tramonto
Screziano il cielo
Lui abbraccia l'amica
La donna scompare
Da lontano
Un uomo e una donna
Vorrebbero amarsi
Ma hanno paura
La vita scorre
Indifferente
Rubando sentimenti
Il mondo scompare.
É passato un po' di tempo,
da quando mi hai lasciato
senza spiegarti,
senza sprecare fiato.
Nel lento trascorrere della vita,
che senza te é men gradita,
pensavo di averti dimenticata
e che in fin fine mi eri indifferente
quasi come se non ci fossi mai stata.
Ebbene sì, mi sbagliavo.
É bastato scorgerti per strada
per far tornare quelle emozioni antiche
il travaglio per farti innamorare, le fatiche.
E forse un po' innamorata lo eri,
ma non abbastanza.
É bastato il primo venuto,
con un po' di costanza,
a portarti via.
Lontana da me ma non dal mio cuore,
dalla mente forse sì,
perché labile nelle cose d'amore.
Ma il cuore no, lui non dimentica mai,
ti ama ancora, forse lo sai.
Perciò quando ti vidi
ripensai mesto
a noi due e a tutto il resto.
Come sei bella...ma altrettanto crudele,
non ti importò nulla di ferirmi,
non é nel tuo costume esser fedele.
Ciò che odio é che non dicesti nulla,
semplicemente sparisti
come fanno le stelle di primo mattino
che non si curano del tuo destino.
Cosa rimane
Della tua anima
Dei tuoi occhi
Dei tuoi sentimenti
Dopo ogni tramonto
Dopo ogni sguardo
Dopo ogni bacio
Vorrei sapere
Cosa rimane
Di te
Di noi
Quando finisce il giorno
Quando la luna è immensa
Quando il mio cuore esulta
Per un respiro
Della tua vita.
Quando mi guardi negli occhi
Sono solo un estraneo
Come tanti altri
E tu
Ti diverti a osservare
Piano piano
I miei movimenti
E gli errori
Che non sono capace di contenere
Sono sempre stato un timido
Un uomo oscurato
Dai suoi stessi principi
Consumando le proprie emozioni
Nel fondo di un precipizio
Nessuno mi hai mai detto
Che potevo uscirne
E ora
Che ti vedo senza volerlo
Per l'ennesima volta
Vorrei tanto essere diverso
Anche solo per un istante
Per amarti davvero
Come nessun'altro
Perché io ti amo
Fin dalla prima volta
Che il tuo sguardo è penetrato
Nella mia anima.
Ristretto in un orizzonte conosciuto
ho fatto i passi che sapevo fare
fin quando la tua voce da lontano
disse dei boschi e delle rose in fiore.
Maledissi quell’ora
come se fosse un abito dismesso
che non mettevo più da chissà quando
di quella giacca con la martingala
quei “pied de poule” dei pantaloni corti.
Venni in ritardo come sempre faccio
e ancora non mi sono perdonato.
Nato nei paraggi di una guerra
che vissi solo per sentito dire
anche se il dire era insufficiente
per fare pace con il sottoscritto.
Seppi d’Inferno seppi di miseria
e poco, lo confesso, dell’amore
comunque non gli davo l’importanza
che ti dovevo, che volevo darti.
Santa arroganza! Io ti volevo
come non ho mai voluto qualcos’altro
e, come se avessi perso l’orizzonte,
dopo d’allora, non sono mai vissuto
veramente.
girasole ardente,
che nel campo dorato
ergi lo sguardo,
tu segui l'astro diurno,
sempre presente,
come amante fedele,
dal cuore gagliardo.
In te si specchia
l'essenza del sole,
con petali che sfidano
l'azzurro cielo,
un disco d'oro
che al vento si duole,
ma resta saldo,
fiero e senza velo!
Tu danzi con grazia
tra spighe e folate distratte,
un faro di luce
in terra radicato,
il tuo calore
è un eterno momento,
che riscalda i cuori
dal gelo lasciato.
La tua corolla,
un mosaico vivente,
di raggi e olezzi,
splendore fluente,
nel tuo abbraccio,
il sole è innamorato,
e il tuo amore per lui
è incandescente.
Oh, mio girasole,
emblema di vita
e speranza,
nel tuo volto si legge
una silente danza,
di giorni che passano
in una lenta che avanza,
ma la tua fiamma non conosce stanchezza o giammai stanca!
Così resti, colosso tra i fiori,
tu simbolo di forza
e di ardenti passioni,
che nei campi risuona
di mille sfumature,
e nel cuore semini
eterni splendori.
E ancora lasciami sostare
tra le tue onde a sognare,
nel tuo mare d'oro,
il tuo ricordo nel mio cuore.
Lo sappiamo bene tu ed io
cosa ci accade quando viene sera,
quando mi stringi forte ed io ti stringo,
quando l’affetto può più dell’amore
e la dolcezza ci dipinge gli occhi.
.
Sono sicuro
che mentre m’addormento
sto sorridendo vivendo quel momento
in cui mi abbraccerai e io ti abbraccio.
.
Abner Rossi.
31 maggio 2024.
all'ombra di ogni giorno
che commuove sassi senza parole
e lacrime senza respiro.
Sei sempre nelle mie braccia,
vuote come un pozzo senza cuore,
oh, eterei aliti d'amore mai eclissati,
dove sei adesso senza me?
Sei sempre tra le mie braccia,
assente, espressione infante,
nei tuoi giorni di fiori di maggio,
nella tua croce in libertà,
verso il terso cielo senza nembi!
Sei sempre nel mio cuore,
culla di emozioni mai sopite,
al gelo in note dolenti nella nenia,
sempre dispiegata ai raggi di luna.
Sempre, resterai per l'eternità
nelle mie nude e forti braccia,
nei brividi che avvolgono l'anima
quando guardo la tua immagine sbiadita sfumare via
nel tempo dei singulti,
senza colorati palpiti di gioia.
Sei nelle mie braccia,
ad avvincermi che da lì
non sentirai mai più freddo,
non più di quel che sento io
ogni qual volta i miei occhi
non si fondono coi tuoi,
gemme di vita rubata
per mano di antico fato inclemente,
senza veli di compassione,
per me che son solo
la tua tribolata dolce mamma,
e per te che sei l'amore della mia vita.
Mettere da parte
Per una volta
La mia coltre di parole
Accarezzarti i capelli
Il volto
Inebriarmi del tuo sapore
Così riuscirei a dimenticare
I mali che affliggono il mondo
Poi mi rendo conto
Che non potrai mai appartenermi
Perché sei troppo bella
Perché sei troppo distante
Dallo squarcio di luce
Da cui ti sto osservando
E in cuor mio so che un giorno
Non potrai udire
Nemmeno le mie flebili parole.
Alla finestra
Una foglia
Smarrita dal tempo
Una parola
Sospesa nel cuore
Mentre la luce
Riflette l'amore
Lo sguardo
Infranto dal pianto
Fragili lacrime
Dolore soffocante
Nessuno
Si accorge del vento
La piccola nuvola
Continua
A volare in silenzio.
Cuori
Dentro il letto
Respirano
Amano
Ignorano
Il mondo
La luce filtra
Sulle loro
Candide forme
Indisturbata
Un bacio
Una carezza
Una tenerezza
Ogni giorno
Il tempo passa
Le ferite
Si rimarginano
E loro
Si dannano
L'anima
Trattenendo
Un battito
Ogni tanto
In attesa
Che il caos
Bussi
Alla porta
E chieda loro
Di andar via.


