Gli occhi della mente
guardano in strette fessure.
Porporina rossa vola,
pioggia cade disidratata.
Suoni lontani,
sempre più vicini
rimbombano
in orecchie stressate.
Nascondersi non serve.
Una macchia d'olio nero,
allunga i suoi tentacoli,
oscurando secoli e secoli
di insegnamenti.
Sprofondano in un abisso
senza fine.
Di chi è la colpa?
È labile la convinzione,
di tutti e nessuno.
Annega l'ottimo.
Volti oscurati vagano
nel deserto dell'insicurezza.
Si spengono certezze,
si annaspa 
nella vischiosa realtà.
Un fiore sfocato
emerge dalle macerie,
regala una flebile speranza.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Michelina  

Questo autore ha pubblicato 209 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

numerouno
+1 # numerouno 30-05-2018 21:45
E' chiaro che ci troviamo di fronte a una poesia che è metafora di un presente drammatico. Complimenti.
Simone*
+1 # Simone* 01-06-2018 06:57
La speranza è uno strano stringere a se ciò che fa sentire questa voglia di non appassire.. molto sentita.. complimenti
Silvana Montarello
# Silvana Montarello 03-06-2018 17:58
Una poesia molto profonda ma che nella chiusa parla di speranza, molto bella.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.