Non basta uno squarcio d’azzurro
tra nuvole poste sul piede di guerra,
sorde al richiamo di spostarsi un po’,
determinate a completare l’opera.

È l’inquietudine di questi tempi,
la paura di aver paura della paura,
del declino dei valori umani
che pure è palese, è sotto gli occhi.

Nei giorni in cui tutti protesteremo
per una guerra che offende il mondo,
terre e cuori non subiranno sismi.

Ci apriremo in un grande girotondo
e in mezzo metteremo gli sciacalli
e li derideremo e li consumeremo
tra i fumi più densi dei loro errori.

Poi, forse, questo stesso squarcio
si tramuterà in cielo, mai così atteso.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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