
Corre la strada
e crepuscoli l'accompagnano.
Scorre lento il tempo
veloce nel cuore
confuso nella mente
e luci sulle colline
e maree invisibili sulle spiagge.
Suoni s'alternano
e vite si sorreggono a sensazioni floreali.
Son io immerso nel mio sommerso
e vedo città bianche
chiuse da ancestrali muri
e vedo la notte avvolgermi di sé
sconvolgermi nel principio del viaggio.
Osservo quel che non s'osserva
sento pulsare le note,
sento il frastuono dell'irruenza
e abbraccio tutto
nel divenire soffuso di volti.
Nel passato divengo prossimo
e fui così come ora sono.
Fui viaggio di me stesso
che ancora non sapevo viaggiare.
Ore nel buio dei sensi
e stringevo a me quello che non avrei più rivisto
stringevo la mia condanna
oscurandomi dall'assoluzione.
Ricordai le preveggenze,
ricordai le premonizioni
e capii d'esser viaggio
e zingare lessero per me il viaggio,
inesorabile
destinato
ostinato.
Furono valigie nella mani
e ancor sono nel mio eterno viaggio
fra i corridoi delle stelle,
nell'oscuro bagliore
di bianche città.

Commenti
Credo che ognuno di noi ci si
poissa rispecchiare in essa; a qui il suo valore universale... Molto molto bella!*****HERA
Complimenti Giancarlo, sempre al top! Un caro saluto, Grace
Ancora una volta m'inchino alla tua arte!... Un abbraccio, ciao... ^.^