L’affresco della notte
è un piccolo fiato che muove appena
gli alberi , il viale .
Ovunque si racconta
nelle cose che non vedo
indugia la timida brina
una transumanza alle radici
è una recondita malinconia .
- Qui ora siede e raccoglie i miei occhi .
Occhi di carbone
che vivono di sole
non si urtano dell’inverno del mare
dalla speranza si lasciano accarezzare
si raccontano alla luna
fluttuano come bolle
in una terrazza di neve.
- Poi li vedo passare .
In un ricordo
a piedi scalzi
sulle ombre e sui passi
nella nudità dell’anima
dove ogni luogo è visione
è pace , è guerra
è confusione.
Perle d’ambra,
foglie sparse,
melagrana sulle mie cinquantadue primavere
nel delirio
piccole rughe di malinconia
un silenzio raccontato
echi di vita
vuoti che si colmano e
lasciano vivere tutta la mia poesia.

Commenti
straordinaria verità in ciò che leggo
di quelle verità che tra vita e poesia
hanno il dono di farti sentire la luce
in questo albeggiare.
Complimenti di cuore
e un saluto