A capo chino
rassegno le mie idee di vita,
vedo spuntare
i miei capelli bianchi
e qualche ruga qua e là sul viso.
Rivedo la mia vita
e vedo quel che resta.
No,
non voglio piangermi addosso,
lo so
che prima o poi,
anche per me sarà finita.
Addio speranze,
illusioni,
forse abbasserò ancor la testa
e arriverò così fino alla fine,
forse,
se ne avrò il coraggio
dirò basta
e mi avvierò al tramonto,
forse,
avrò il coraggio
di andare avanti
e vedrò ancora
l'alba di un nuovo giorno.
una carezza di sabbia scartavetra il buio
mondi lontani impiccati alle funi
e la paura resta aggrappata ai bambini.
Capire cosa manca non è vivere
star giù con la testa e aspettare che passi
l’illusione m’ illumina il viaggio
su terre di scrittura dove il saggio
lancia sassi nell’acqua
che han smesso di rimbalzare
giocattoli rotti sull’altare
la benda sugli occhi all’amore.
Proteggo la poesia dalla morte e dall’orrore
vergine cullo il figlio nella tomba
e dimentico di aver superato la soglia
con mani e piedi legati, sporchi di pioggia.
Io non sento più ma lui ha voglia.
E sorrido. Sono sola e sono viva.
Derubata di rabbia, vita e follia
con solo la fantasia a farmi compagnia.
Ecco chiudo gli occhi! Ora ha smesso di far male.
Fu mano della storia.
Gli albori di un percorso già scritto,
Le manette del caso.
Il libero abritrio
Mi portò su strade
Deserte, sicure e nobili,
Allagate e disertate.
Il percorso dei futili
E' un inferno
Tempestato di diamanti
Io bruciai
Tra le fiamme della coscienza.
Voglio cancellare il tuo volto dalla mia testa.
È crollato un castello.
Non piangere sulle macerie
non è cosi che lo ricostruirai…..
Alzati in piedi su queste macerie
asciugati il viso.
Alza lo sguardo al cielo
vedrai che il sole tornerà a brillare
Il tuo cuore tornera’ a battere
e sara’ come un’eclissi totale.
Prima il buio e poi la luce in
tutto il suo splendore.
Piangeva sangue acido.
Luci d'emergenza accecanti,
Vie di fuga obbligate,
In una fuga forzata,
Eterna.
Alle spalle
Tenebre di vita:
Chi ha il paradiso,
Chi sogna il paradiso,
Chi sogna se stesso,
Chi ai sogni non crede più.
L'urlo della buonanotte
Scosse solo le macerie
E restò muto.
per conto suo.
Confusa….
instabile.
La città
pullula di gente festosa
fanno shopping
ridono
resto nella confusione mentale.
In mezzo a tanta gente
sono sola...
sola in un deserto immenso.
Confusione…..
mi sento
morta dentro.
a specchio deformato
sull’orizzonte degli eventi
L’illusione stringe i pugni
e prega i sogni
di restare in silenzio.
Gocce di pioggia
cadono sulle lacrime
tombe amate
del fiume sacro
soffocando
l’infinita disperazione.
Resta fermo
aspetta il perdono
il fuoco spento della fede.
Un urlo!
Dio dove sei?
Il dolore è in ginocchio
e l’umanità nel nulla
ha rinunciato alla bellezza.
La stele crolla
e la memoria vaga
dimenticando
sulla croce il dono.
Perché imparare a essere
per poi morire?
La salvezza è dimenticare.
Le farfalle si spezzano le ali
e le rose si inchinano alla terra.
Nessun rimpianto
Si nasce sole
e si muore luna
nel buio di un tempo.
criptando il cammino verso il tramonto
seguendo l’acqua che, verso il mare scorre
tra i morsi del tempo che non fa sconto
E nell’oblio, cerco una facile illusione
rastrellando immagini perdute nell’anima
sfiorendo con la mia ombra da leone
stonando, all’interno di una lacrima
Taciturno, tra ferro e fuoco, dentro la notte
smantello le paure con la ragione
mentre sabbia zampilla dalle vene rotte
tra le stagioni di un sogno sornione
Non vedi più bianco o nero
adesso è solo nero.
Non hai più motivo di ridere.
L’ansia ti assale non ti da pace.
Non riesci a dormire la notte non ha fine.
Il sole splende ma stai male dentro.
Ti senti vuota….
Inutile…….
Ti manca perfino l’ispirazione per scrivere
già scrivere…..la tua passione.
La tua evasione dalla realtà
il tuo sfogo.
Non riesci più a mettere insieme le parole
non riesci più a comporre nulla.
Cadi nel vuoto nell'Abisso più nero.
come il cuore
batte forte il pensiero
non sa fermarsi
ed il sole s'affaccia
dopo un giorno di pioggia
e la notte non dorme
perché vuole ascoltare
il silenzio del buio.
Mentre piange una donna
perché lui se né andato
in un mondo lontano.
L'hanno preso per mano
ma non ha mai sofferto.
E' la forza di un uomo
che ha saputo incantare
con le dolci parole
melodie dentro un cuore
da tempo malato.
Un eterno ragazzo
l'infinita passione
di un immenso sorriso...
Ti senti persa smarrita hai creduto per
tanto tempo che era la cosa più importante.
Ma non era cosi…. cadi nella disperazione.
Quante bugie…. adesso hai capito la verità
sta li davanti ai tuoi occhi non vuoi crederci.
Forse perché sai che quel sole che credevi ti
Illuminasse si e spento definitivamente.
Sei tornata nelle tenebre
in un buio che ti fa sprofondare
nella disperazione più totale.
Parole come petali di rose
tappeto morbido
dove posare passi stanchi
di piedi ancor più stanchi
Parole come cirri bianchi
navigano nel cielo
sorridono di un sorriso fiacco
Parole come lacrime di pioggia
gocce ghiacciate feriscono la pelle
stilla sangue nero
nero come il buio di una notte
che mai finisce
Parole come raggi di un sole
sbiadito abulico
contagiato dal virus
della tristezza che permea
sul mondo
Parole danzano dentro di me
note impazzite di una melodia mozartiana
un requiem alla vita
che amica non mi è ora ….
La porta sbarrata
e la bestia dentro
sollevo le mani
per allontanare il buio
e il cuore batte piano
per non far rumore
Rivesto di brandelli
la dignità che cieca
chiede l’elemosina
ad occhi bassi.
Era rosa di campo
su letto innocente
appena sbocciata
ora
memoria svenuta
e petali strappati
non si riconosce
Ha odore di lapide
la cicatrice sulla pelle.
Su di essa la gente inventa
cammina con piedi distratti
e mena il dito
Non sarai mai più la stessa.
Resta immagine aperta
Urlo silenzioso di pianto
Inferno cullato
che tutto infetta.






