“Il mito però non riconosce nell'albero solo un simbolo della vita ma anche del cosmo. Con le radici affondate nel terreno primordiale, dischiudendo la sua fioritura nell'universo, genera stelle e soli. Qui il padre e la madre sono uniti in eterno splendore. È il legno della vita al centro della città eterna in cui ancora non vi sono divisioni né luoghi sacri. Anche il frassino Yggrasil, all'ombra del quale ogni giorno si riuniscono gli dei per tenere consiglio, non deve morire con loro: sopravvive oltre il tramonto.”
(Ernst Jünger)
Mi
troverai
appena sotto
il grande albero
cosmico
intento
ad osservare
l’arazzo del destino
e ad ascoltare i segreti
che il vento sussurra
al tuo orecchio.
Portami via.
Il più
lontano
possibile
dall’asse obliquo del mondo,
dalla dignità della poesia.
Sparpagliamoci a caso
su una tela bianca:
tu lacca scarlatta
io blu cobalto,
e rotoliamo
per un po’.
Poi, da fermi,
parliamo d’amore
come due vecchi
ciarlatani.
Mi
troverai
confuso
e quasi estinto
perso tra le vette emotive
dell’arte parietale e del free jazz,
intento ad immaginare i nostri corpi
ridursi allo stato embrionale
per tornare di nuovo
a crescere.
Tu ed io
siamo amore
avvolto su se stesso,
due corpi accovacciati
in posizione fetale
fra terra cielo
e inferno
.

Commenti
Ciao, Charlie
ciaooo
Charlie
ciao!!
Charlie