Che state ad aspettare, voi poeti?
Su! Agitate i freddi calamai,
date luce agli anneriti inchiostri,
affilate la punta delle penne!

Io non so scrivere di certe cose,
d’abile verso che catturi i cuori,
e un aiuto adesso qui mi serve
perché si leggano i vecchi riti.

State quindi ad ascoltarmi bene
giacché dovrete al meglio poetare
quel solo istante che cattura l’uomo
che, innamorato cotto e poi stracotto,
riceve infine amore dall’amore
a cui lo aveva chiesto e poi richiesto.

Mi raccomando, date voi risalto
a quanto a lui accade proprio dentro,
durante quel bel viaggiar del bacio,
labbra su labbra bene inchiodato
per scoppiare al primo seno nudo.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Commenti  

Giò
+1 # Giò 28-10-2020 20:14
Incisiva, non banale.
Amore nella poesia, quella cantata e ricantata.
Una poesia che dia pace ai cuori, metta serenità all'anima.
I tempi sono duri, i cuori troppo stanchi e le penne un pò mute. Ciao... ^.^

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