Tra cornamuse isteriche
e moltitudini di fango 
io m'abbandono.
In questo letto straniero
dove la morte s'adombra,
tenue.
Come tenera pennellata
d'acquerello celestiale
tra cancrene amputatate e aliti di sangue.

{ occhi chiusi }

Un esercito di sogni nel mio cuscino
prende vita,
e anima la speranza delle mie visioni deliranti:
sogni di un altra vita,
stroncati da una lacrima porpora, brutale.
Macigno che cade assassino.
"Oh mezzaluna d'autunno,
riportami indietro 
nei campi sterminati
della mia infanzia radiosa.
Oh mezzaluna d'autunno
proteggimi .."
Imploro gli ultimi respiri, a fatica.
E' finita.
 
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Profilo Autore: A.B.  

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Commenti  

nabrunindu
+2 # nabrunindu 30-09-2014 09:36
drammaticamente bella, la poesia è anche questa, tutto è e può essere poesia.
SilviaRacanicchi
+1 # SilviaRacanicchi 30-09-2014 22:05
...un ricordo che non vorrebbe essere tale...scritta teatralmente. Molto suggestiva, bella!
A.B.
+1 # A.B. 02-10-2014 01:06
Grazie mille! Felice che sia piaciuta

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