Gli alberi bruciati dal tempo,
le foglie consumate dalla terra,
i campi arsi dal fuoco.
Coperto di stracci che
che ti davano calore,
sedevi insensibile sotto uno
di quei fusti umidi e vecchi.
Coprivi la terra, sedevi sul fogliame
ghiacciato, sul terreno bianco
del freddo inverno.
Raggiunta la tua solitudine
finalmente potevi pensare
finalmente potevi dire prima
di essere messo a tacere.
Finalmente potevi parlare allo spazio,
finalmente potevi parlare al
vuoto amico.
Ora potevi amare,
amare quel niente che vedevi,
quel niente che avevi sempre desiderato.
Eri padrone di te stesso,
immerso nel silenzio che
non contraddice,
nel silenzio che crea le cose.
Solo un cane nero
passava muto di fianco.
ai tuoi pensieri,
muto vicino alla tua solitudine,
becchino macabro del niente.
Si avvicino' e lecco' le tue vesti,
ma tu urlavi i tuoi versi,
cantavi le tue poesie,
ciecamente correvi lungo
quella strada di terra battuta
e inciampasti.
Freddo ti alzasti e camminasti
un po' umido vagabondo del niente,
inciampasti di nuovo nel silenzio,
foglie morte
e non ti rialzasti.
Steso a terra, avevi visto
che ormai era la fine,
le ultime parole, le ultime assurdità,
gli ultimi pensieri,
e accompagnasti il vuoto silenzio del
niente attraverso la vita.
le foglie consumate dalla terra,
i campi arsi dal fuoco.
Coperto di stracci che
che ti davano calore,
sedevi insensibile sotto uno
di quei fusti umidi e vecchi.
Coprivi la terra, sedevi sul fogliame
ghiacciato, sul terreno bianco
del freddo inverno.
Raggiunta la tua solitudine
finalmente potevi pensare
finalmente potevi dire prima
di essere messo a tacere.
Finalmente potevi parlare allo spazio,
finalmente potevi parlare al
vuoto amico.
Ora potevi amare,
amare quel niente che vedevi,
quel niente che avevi sempre desiderato.
Eri padrone di te stesso,
immerso nel silenzio che
non contraddice,
nel silenzio che crea le cose.
Solo un cane nero
passava muto di fianco.
ai tuoi pensieri,
muto vicino alla tua solitudine,
becchino macabro del niente.
Si avvicino' e lecco' le tue vesti,
ma tu urlavi i tuoi versi,
cantavi le tue poesie,
ciecamente correvi lungo
quella strada di terra battuta
e inciampasti.
Freddo ti alzasti e camminasti
un po' umido vagabondo del niente,
inciampasti di nuovo nel silenzio,
foglie morte
e non ti rialzasti.
Steso a terra, avevi visto
che ormai era la fine,
le ultime parole, le ultime assurdità,
gli ultimi pensieri,
e accompagnasti il vuoto silenzio del
niente attraverso la vita.

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