resistere e lottare?
È più facile scegliere un posto sereno
e lasciarsi andare
verso un mare che sgrava la mente,
verso un sole che scalda il cuore,
e arrendersi a un vento
che dà sollievo all’anima.
È più facile aspettare la luna
per consegnarle le tue pene.
È più facile attendere le stelle
per affidarle le tue lacrime.
È più facile desiderare le nuvole
per assegnarle i tuoi incubi.
È più facile scegliere un posto sereno
e arrendersi al dolore,
lasciandosi andare
senza alcun freno
verso il disfacimento.
mille battaglie,
si possono domare
mille scontri,
ma se si disputa la guerra
tra mente e cuore,
non importa
di chi sarà il trionfo,
l'anima ne uscirà devastata.
E non ci sarà più
alcuna primavera.
E non si susseguirà
più alcun autunno.
Solo devastazione.
Un cuore arido
più di qualsiasi estate.
Una mente fredda
più di qualsiasi inverno.
in quanto falsi oracoli di verità,
pretenziosi protagonisti pronti
a scriver senza scrupolo alcuno
folli interpretazioni della realtà
non comprensibili per un uomo sano.
Perché mettono in prosa o versi
ogni gioia, ogni dolore, ogni storia
non capendo che alla vita son avversi?
Ma poi si atteggiano da grandi maestri
e te leggi l'opere loro e ti dà noia
veder testi senza rime e tanti errori.
Ti diranno che è poesia moderna
ma io dico, che poesia è se non c'è rima
e se scritte di parole trovi solo 'na terna?
Non è meglio allora un testo scientifico
che non diletta lo spirito ma almeno lima
quel vuoto che colmate col poema epico?
Per non parlare di quei poeti che l'ordine
e la punteggiatura ignorano creando opere
con parole sparse in posizioni aliene.
Allora siano maledetti tutti i poeti,
passati e futuri, spero possa sparire
quest'arte vostra e con lei voi morti.
sfuggono improvvise
e i pensieri
le inseguono solitari...
Sarebbe bello ascoltare
solo il suono
melodioso
dell'acqua
di una sorgente
cristallina.
Le parole
possono ferire
come lame taglienti
ma sono solo tempeste
di grandine
che il sole generoso
può
sciogliere
poco dopo...
regalando
improvviso
un
arcobaleno
di pace.
Un mare calmo che s’agita con un alito di vento,
ecco, questo son io in questo momento.
Sentir notizie disastrose in ogni occasione,
fa di me una carica esplosiva che se la tocchi esplode.
Nel turbine d’un periodo sì lungo e deprimente,
mi son trovato recluso come anche tanta altra gente,
la quale rassegnata a questa vita tra quattro mura chiusa
inizia ad imprecar con frasi che da tempo ormai non usa.
Dai colpa alla pandemia, dai colpa a politici stolti,
fatto è che sia l’un che l’altri la libertà e l’ottimismo ci han tolti.
Crediamo in Dio, questo è ciò che ci consola,
la nostra vita grama senza rivincita rimane sola sola,
ma grazie al Creator, sempre dalla nostra parte,
siam paghi d’ogni consolazione e protezione ad arte.
Or che finisce quest’emergenza maledetta,
mi sento di dover dir, ma non così in fretta,
che piano piano, a breve i vaccinati,
non conoscendo le orme di questa via che ci ha lacerati,
dovranno ripensar, come le cavie fanno,
sarà una vittoria per tutti, o solo un danno?assoluta regina la margherita
niente spazio per altre piante.
Poi c'è lei, l'ortica
che nasce ovunque e trova sempre morte,
toccala e lei ti attacca,
loro vogliono farla fuori.
Nessuno la vuole,
ci tenta qualche vecchio nel suo infuso
ma passan due sorsi ed è già deluso.
Questa è la storia di una pianta,
la pianta uccisa ingiustamente,
pianta martire diventa santa,
rinasce ignara muore per niente,
raccontar la storia quanto duole.
Non è vivere l'immobilità,
ed è un lento morire
star fermi li,
come bambole rotte.
Con un filo di respiro
così che nessuno senta,
nessuno veda..
E la nostra assenza sia più invisibile
del nulla.
Non e vivere restare immoti
spettatori,
col tempo che ci sfugge tra le dita
e niente di noi resta
a dichiarare la nostra esistenza.
Questa paura di vivere,
questo terrore, come un feroce male
ci rende inutili.
Mentre fuori il mondo ci aspetta
e getta ponti ai nostri piedi.
Basterebbe un passo,per iniziare,
un solo coraggioso passo
verso la vita.
come il mio sangue.
Pulsa prigioniero
in un corpo affamato
dai tanti perché,
in un tempo senza risposte
perché risposta non c’è.
E si frantuma anche il ricordo
d’un tempo che forse ho vissuto,
o forse è una storia
che non voglio scordare.
Mentre continua a scorrere il sangue
come un fiume che cerca la foce,
la mia tremula voce scompare
da un tempo che non voglio abitare.
Nel bugigattolo ottuso
con altera destrezza defluisce
in crescente disfacimento
un millantato pensiero.
E' disadorno fregio
d'un caparbio giullare.
in asettici momenti
d'inopportuna esaltazione.
Semina
tortuosi e infantili esempi
d' inesorabili fallimenti
trasmutandoli in successi.
Nel progredir d'esordio
il profano palesa
audacia promiscua
in rilevanti eccessi.
Il vento ti accarezza il cuore
ma a volte puo' fare male
è un soffio in una mano
che non riesci a controllare
e le parole fa dissolvere nell'aria.
Il vento dentro l'anima
il cielo chiuso in una stanza
un ombra che ti avvolge
tra tanta indifferenza
e non importa stare male
sei solamente leggerezza
facile da trasportare
difficile da sopportare.
Il vento cancella tutto
anche le cose belle
e fa dimenticare
non sei mai esistito
sei una vita mai vissuta.
al parcheggio selvaggio fa ammonimento,
lo vedi lì tutto solo solingo,
se non ci fosse con il parcheggio sarebbe bingo.
Giallo è spesso il suo colore,
quando lo vedi è un colpo al cuore,
già immagini sistemata la tua autovettura,
ma vedendolo ti accorgi della fregatura.
Per avere il nome di un dolce è un pò amaro,
e a dispensar soluzioni è molto avaro,
alla fine però provi un certo affetto,
per quel panettone sol soletto.
Lui è li attento alla mala gente,
che crede di esser più intelligente,
impassibile vieta agli automobilisti coglioni,
di ostacolare il passaggio ai poveri pedoni.
Tuttavia nessun riconoscimento riesce ad avere,
seppur sempre lì immobile a far il suo dovere,
Se potesse parlare avrebbe forse tanti sogni,
primo tra tutti che almeno i cani non gli facciano su i bisogni.
Domenica andremo sul lago Maggiore,
della settimana allevieremo un po' l'ardore,
Stresa è una bella cittadina,
partiremo presto la mattina.
I bambini sono contenti dell'idea mia,
prima un giro in barca e poi in funivia,
il lago ha un fascino particolare,
ci torno spesso quando mi voglio rilassare.
Scarpe comode e a camminare dedizione,
oggi saliremo in cima al Mottarone,
prima però l'ultima passeggiata,
e poi con la cabinovia inizieremo la scalata.
Tutti a bordo saliamo finalmente,
con noi c'è tanta altra gente,
appaiono tutti sereni e divertiti,
fanno selfie per nulla intimoriti.
La cabina il suo percorso ha già iniziato,
il panorama è davvero mozzafiato,
ad un certo punto un rumore non ben identificato,
son tranquillo qui sarà tutto certificato.
No aspetta, questo non faceva parte del programma,
stringiti forte ora tra me e la mamma!









