
Immagini fluenti ad incantar lo sguardo,
minuzie a voluminizzar ambienti,
arte fiabesca a spennellar con gran lievezza.
Naif di prati valli e monti,
paesaggi in candido tepore,
fiori dai profumi sopraffini,
e giganti girasoli..
Naif ad arte stilizzata,
semplice stesura eppur amata.
Fiabe e fantasia in allegria,
angoli sereni e disinvolti,
un sogno ed un altro a girotondo
mentre la tela di beltà s'ammanta.
Adele Vincenti
15 Maggio 2021
Invisibile tra tanti
mille foto mille volti
ma mai il tuo,
eppure sei lì con loro
ridi scherzi, parli.
Ma per uno strano
Incomprensibile motivo
in quelle foto tu non ci sei.
Come in uno di quei film
d'avanguardia,
tu sei lì ma non esisti,
e ogni ricordo di te diventa
evanescente, impalpabile.
Tra sorrisi e abbracci
Tu sai che c'eri
ma nessuno ti ha ricordata.
The end.
dopo amori sbagliati,
ma tu, piccola creatura,
tortorella caduta ai miei piedi,
sarai un amore diverso.
Amare ed aiutare
esseri viventi in difficoltà,
sarà un percorso
nuovo ed irto di ostacoli,
ma per chi crede,
tutto il creato è importante,
unico...
Che fai, nuvola sola?
Te ne stai lì in mezzo al blu
Come una triste bagnarola
Nelle acque di lassù
Come un' isola sul mare
Senza un arcipelago
E sei sempre impassibile al vento
Non sei stanca dell'eco del cielo?
Di questo sole che si muove così lento
In questo inverno pien di gelo
Degli alianti che ti passano accanto
E degli uccelli, che a vedere
Dalla mia finestra
Aperta ad areare
Sembrano così vicini
Ma anche così lontani
Troppo rapidi per fargli una foto
E ora, da che sembravi grande
Muori sopra queste lande
Gonfia e pronta ad espanderti
sembravi voler conquistare il cielo
Ma ora comincio a perderti
Ti dissolvi, pezzi di te se ne vanno
Perché in fondo sei solo aria
Vapore di acqua bianca
Pallida, languida e stanca
Una mortale materia
Sembri cotone o lana di pecora
Ma non sei così solida
Ecco, sei sottile sempre più
Tra poco te ne andrai
Nel ricordo del sempre
Dissolta in aria che io respirerò
Permea nei giorni che dimenticherò
Addio, nuvola. Mi mancherai
di poveri, ricchi, servi e padroni,
spesso si compra in formato convenienza,
per timore di rimanere all'improvviso senza.
Ha due o più veli di morbidezza,
evitare lo spreco è indice di saggezza,
giorno dopo giorno arriva a conclusione,
e occorre monitorarlo per evitare qualsivoglia imprecazione.
Ovviamente non entro nel merito della funzione,
non sarebbe indice di buona educazione,
ma un monito a tutti lo voglio fare,
è che la carta non si deve sprecare.
Un rotolo è come un conto corrente,
se finisce dovrai chiedere aiuto ad altra gente,
quindi mi raccomando: l'attenzione mai si perda,
per evitare di ritrovarsi nella merda.
ti gioco a scacchi
in una imperiosa sfida d’amore.
Il tuo sguardo costringo
nell’abile mossa d’attrazione
distraendo la tua attenzione
in discesa tra le curve
della mia seducente scollatura.
Mi fissi… Non pregarmi di smettere.
Sei uomo, pronto
a condurre la sfida
cadendo nel mio tranello perverso
alla scoperta di quel sapore diverso.
Sei pronto a tutto come alfiere
mentre con impeto ti schieri
alle mie sapienti provocazioni.
Il mio astuto sapere
ti conduce con lussuriosa seduzione
ad affrontarmi tutta la notte
dimenticando la tua Regina.
Prepotentemente nell’affronto
ti porto a smarrire i sensi
nel mio piacere, tra lenzuola
che per te rimarranno fredde…
povero, hai creduto di poter
vincere il mio istigarti;
rimasto intrappolato dalla mia sete.
Scacco!
lasciandoci orfani della tua attesa,
facendoci inseguire il prospetto del tuo riflesso
tra film d’autore, nelle lacrime di un cielo
che sprigiona alluvioni di dolori,
tra profumi di campi in fiore
calpestati dal rumoroso silenzio,
tra sguardi abbassati di ali spezzate,
tra sogni spenti e metamorfosi di vite.
Non puoi ancora indugiare il tuo ritorno,
non puoi permettere, che il tuo nome vibri
su bocche che ti usano per rendersi belle,
ungendo, il tuo potere dolce e sempre elegante.
Si è smarrito il tempio del tuo raccolto
tra nuvole di fango, che impediscono
l’assaporare il piacere del viverti
nel tuo azzurro splendore caldo di sole.
Ostentate la ragione e la ribellione,
Giustizia tace e langue e
Tace repressa nell'affanno
dell’ipocrisia e del buonismo
d' occasione.
Torna a splendere pura forza leale
affinché dal ciarpame tu possa ancora
far nascere il tuo fior di Loto più bello.
Dove sei stato…
Stesi le mani agli occhi
stropicciando le palpebre
e guardai fuori
accarezzando
il mattino che si apprestava ad entrare dalla mia finestra
tra i colli
punti gialli apparivano ingombranti e vistosi poi
movimenti circolari tra i sentieri confondevano, apparivano , sparivano
con quel fare affaticato.
Che meraviglia pensai !
Da un lato l’enorme distesa azzurra del mare a dispetto della quiete dei monti
con nuvole soffici sopra ad uno sfarfallio di luci
dall’altro macchie di fiori, alberi dritti e rigogliosi di foglie e suoni di voli minuti.
Un senso di serenità in assenza di desideri ,
tutto è un fiato mentre Aprile s’ adorna e il giorno prende forma.
tu cresci noi con cura e amore.
In ogni stagione da te vissuta
ci fai omaggio di ogni necessità.
E noi?
Noi ricambiamo i tuoi doni
con vandalismi e maltrattamenti,
senza scrupoli, senza rimorsi.
Con avidità deturpiamo le tue bellezze,
ricchezze inestimabili agli occhi dei pochi
che invece ti sanno amare.
Di volta in volta abbiamo spaccato il tuo cuore,
mare colmato di brutture doloranti,
fiumi riempiti di impurità e vergogna,
giardini ornati da siringhe e oscenità.
E ogni volta tu, cara Terra mia, sei rinata per offrirti a noi,
ancora e ancora…senza risparmiarti mai.
Nel tuo più alto splendore sei rifiorita
con frutti e cibarie sempre pronta a nutrirci.
Piangente vedi costretta i tuoi figli cadere,
mare in tempesta, montagne tremanti
danno voce al tuo struggente animo.
Ma l’amore ancora c’è e ad esso non si può mentire;
crei perciò ancora cieli stellati, soli splendenti;
sensi di beatitudine si possono sentire negli animi
di chi non vuole più soffrire con te
e finalmente con coraggio ti farà guarire.
in ricordo mi sovvengono per lo più maiali,
Ben presto capii quale fosse la loro sorte,
destinati per man dell'uomo a imminente morte.
Una grata di ferro li guidava nei movimenti,
uno dietro l'altro tutti sugli attenti.
Tutti in fila verso il loro destino,
qualcuno me lo sarei trovato in un panino.
Mentre io mi accingevo ad andare a scuola,
una lama affilata attendeva la loro gola,
tornando dalle mie lezioni il pensiero tornava a quei maiali,
ma dal cancello ferroso ormai li intravedevo già verticali.
Pensavo tra me e me che mentre io udivo la campanella,
qualcuno era intento a stappargli le budella,
intanto persone dagli stivali color rosso,
caricavano furgoni di carne a più non posso.
Ora quel posto non è più come prima,
al suo interno sorge una moderna piscina,
rimane il ricordo sbiadito di quelle esecuzioni,
che oggi mi sembrano solo normali azioni.
L'uomo è abituato a ben altre crudeltà,
lo avrei capito solo più tardi con l'età.
una certezza però accompagna la mia riflessione,
ricordando quel posto pieno di perdizione:
Se di vetro fossero state quelle pareti,
oggi ci sarebbe un vegetariano in più tra i nostri poeti!
Rinchiusi in queste mura di cemento.
Nascosti fummo da queste mascherine.
Cancellato fu il nostro volto.
Immobilizzati a causa di queste leggi.
Il silezio soccombe sulle città.
Nessuno è libero.
Solo i droni sono liberi di volare.
Siamo soli come l'acqua su Marte.
c'è un'attrazione molto geniale,
si tratta di uno scivolo rosso,
dove purtroppo salir io non posso.
Quando son lì di passaggio,
non guardo più il paesaggio,
ma vedo questo saliscendi di bambini,
in fila come laboriosi contadini.
Cosa avrà di magico questa cosa,
per metter quei fanciulli in ordinata posa?
Me lo chiedo da un bel po',
ma una risposta non la ho.
Di certo colui che l'ha inventato,
un Oscar avrebbe meritato,
si attribuisce ad un britannico dal nome impronunciabile,
ma questo particolare in questo scritto è trascurabile.
Sicuramente questo ingegnoso inventore inglese,
non avrà fatto difficoltà ad arrivare a fine mese,
ed ora che lui ormai non c'è più,
ha lasciato in eredità questi felici bambini che fan su e giù.








