Dopo che ho letto questa poesia
ho messo in pace puro l’anima mia,
che l’uccelleti che io amavo tanto
nun fosser trucidati, così, de schianto.
Passeri, pettirossi e cinciallegre
nun sono affatto fiji de le streghe !
Avemo er dovere de curarli
e nun pensare affatto d’ammazzarli.
Però, leggendo sempre a poesia
me sono un po’ stranito dai, evvia.
Me viene da pensà si ‘n’ucelletto
possa provocare quell’effetto.
Perché se uno solo fa quei guai
a riparar non finiremo mai !
E questa volta saranno lor i cacciatori
dei guai nostri gran procacciatori.
Leggetela tutti attentamente
e reggeteve la panza e non la mente.
Er passero ferito
(L'uccelletto in chiesa - attribuito erroneamente a Trilussa)
L'uccelletto in chiesa
Era d'agosto ed un povero uccelletto,
ferito dalla fionda d’un maschietto
andò per riposare l’ala offesa
sulla finestra aperta di una chiesa.
Dalle tendine del confessionale
il parroco intravide l’animale
ma pressato dal ministero urgente,
rimase intento a confessar la gente.
Mentre in ginocchio alcuni, altri a sedere
dicevano fedeli le preghiere
una donna, notato l’uccelletto,
lo prese al caldo e se lo mise al petto.
D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio
e il prete a quel rumore
il ruolo abbandonò di confessore
e scuro in viso peggio della pece
si arrampicò sul pulpito e poi fece:
“Fratelli, chi ha l’uccello, per favore,
esca fuori dal tempio del signore”
I maschi, un po’ stupiti a tal parole,
lenti si accinsero ad alzar le suole
ma il prete a quell’errore madornale:
“Fermi” Gridò “Mi sono espresso male,
rientrate tutti e statemi a sentire,
solo chi ha preso l’uccello deve uscire”
A testa bassa con la corona in mano
cento donne si alzaron pian piano
ma mentre se ne andavano ecco allora
che il parroco strillò: “Sbagliate ancora,
rientrate tutte quante figlie amate
ch' io non volevo dir quel che pensate.
Ecco, quello che ho detto torno a dire,
solo chi ha preso l’uccello deve uscire
ma, mi rivolgo, non ci sia sorpresa
soltanto a chi l’uccello ha preso in chiesa”.
Finì la frase e nello stesso istante
le monache s'alzaron tutte quante
e con in volto, pieno di rossore,
lasciavano la casa del Signore.
“O Santa Vergine” Esclamò il buon prete,
“Fatemi la grazia se potete”.
Poi “Senza fare rumore, dico, piano piano,
Poi “Senza fare rumore, dico, piano piano,
si alzi soltanto chi ha l’uccello in mano”.
Una ragazza che con il fidanzato
si era messa in un angolo appartato
sommessa mormorò con il viso smorto:
“Che ti dicevo? Hai visto, se n'è accorto!”.

Commenti
Questa la sapevo pure io!... Ahahah...
Ciao, Nì...
Sei un grande!!
Ciao Elisa