Dolce nuvoletta sfili in strada,
filo delle fate ti rigiri al luna park,
soffice filamento giri sul bastoncino
sciolto tra le labbra di un bambino
cotone delizioso, candido batuffolo,
silente magia fra allegre bancarelle,
soffio attorcigliato dall’aria baciato,
cristallo di zucchero nel cielo rinato
il filatelico assapora lo zucchero filato,
il filantropo recita una poesia a perdifiato,
sfila nelle vie la parata musicale
si infila fra i denti un filo zuccherato.
al primo albeggiare della cognizione,
sotto i suoi occhi smeraldi, assetati.
Un velo enigmatico che si disperde
tra le correnti eterne,
lo rendono schiavo del suo nudo
una volta andato
non è più possibile riacquistarlo.
Perle di fortuna evanescenti
nella brezza imprevedibile
dell'incauto imprudente
cadono dalle scale della perdita,
nell'aria l'ira del leone sconfitto.
Ogni avere, cangiante e caduco, lanciato al suolo risuonando
elogi di autocompiacimento
si manifesta come un sauro
che scivola via in un battito di ciglia, emblema di un ricordo
ormai disperso nell'arroganza.
Un forziere vuoto di sogni brilla
nel suo nulla, in quelle promesse
mai onorate per qualcuno,
ma dissipate con frivolezza!
La speranza si esilia in ogni volto,
volti che un tempo
risplendevano con convinzione.
Ora metamorfosati in ombre,
riccioli di ricordi effimeri,
dove ogni raggio di luce
diventa un'eco di rammarico, lasciando l'abisso vuoto
assorbendo all'anima la pace.
L'angoscia si insidia
tra le pieghe del cuore,
e il dolore si fa compagno veleno muto e incisivo!
Un inchiostro indelebile
su pagine ormai ingiallite
sul quale piangere disperato.
In questo scenario desolante
di perdite e tormento,
il tempo si arresta e osserva
con occhio critico, l'egoismo punito,
mentre le storie
di colori festivi e opulenti
vivi di lussureggiante armonia,
acquistati con fiamma dorata
si estinguono nel baratro.
E i sogni, un tempo vibranti,
ora giacciono come foglie
morte sul terreno sterile.
Così il ricordo di ciò
che era apprezzato
per la sua carnalità,
si trasmuta in un soffio fetido annegato in un oceano di ombre,
di nostalgiche riflessioni
senza zattera salvifica
di salvezza mai coltivata
per eccessiva superbia,
e il fango nel suo latte
è letto perpetuo nel dimenticatoio
del rimorso nel suo ineluttabile
dissidio imperituro.
Si alzi il sipario e dopo,
e dopo parlino gli attori, sì,
perché voi non ne sareste in grado
Si va in scena!
Non è una scelta.
Solo lì posso salvarmi la vita,
solo sul palco tu, solitudine,
non puoi soffocarmi con le tue dita.
Si va in scena!
Non è un'esercitazione, non più.
Preparatevi alla distruzione,
alta la spada, mano agli scudi.
Si va in scena!
Solo lottando col cuore
potrete continuare a sognare,
Solo se lascerete un'idea
lo spettacolo potrà continuare.
Si va in scena!
Senza tregua, piovono bombe
bimbi in fuga, cadono bimbe
persone evacuate, forze allo stremo
famiglie in trappola sotto macerie
colpi di granata sopra un condominio
missili e droni nel cielo infuocato
sotto assedio gli ospedali,
sotto assedio scuole, nidi
sfollati, spostati, spaesati
caduti, sopravvissuti,
piccoli corpi in lacrime
piccole lacrime in corpo.
Ragazzi come mi sono divertito
questa sera!
Fuori pioveva
ma dentro c’era il sole
illuminato da sorrisi spensierati
in quel momento
mi son sentito come loro
migliore.
Chi lo avrebbe mai detto
se non l’avessi visto coi miei occhi
che esiste al mondo
codesta intelligenza
che bello!
Vedere quei ragazzi
che all’impatto
sembravano diversi da me
e ci ho messo un attimo
a capire che mi ero sbagliato
erano belli come il sole
ed il tempo non avrebbe mai cancellato
il loro sapere
facendo finta di non sapere.
non riesco a chiudere gli occhi
E farlo andare via
Per quanto tempo ancora
Per quanto tempo dobbiamo cantare questa assurda canzone
Perché oggi almeno per un giorno
Possiamo essere una cosa sola
Bottiglie rotte sotto piedi di bambini
Corpi sparsi attraverso la strada della morte
Ma non darò retta alla voce della battaglia
Mi mette con le spalle
Mi mette con le spalle al muro
Maggio sanguinoso primo maggio
Quante vittime ci chiederai ancora
Prima di ritrovare la speranza
Quanto dovremo lottare
Per riavere i nostri diritti calpestati
Dimmelo maggio di sangue
Come il colore di queste bandiere senza più umanità
E la battaglia è appena iniziata
molti sono i perdenti, ma poi dimmi chi ha vinto
la trincea è scavata nei nostri cuori
e madri, bambini, fratelli, sorelle
lacerati
Maggio sanguinoso primo maggio
In parata per chiedere ciò che dovrebbe essere tuo di diritto,
Marciare per avere giustizia e umanità
Tutti in ginocchio per avere un lavoro e un po' di solidarietà
Ma che senso ha ancora la nostra dignità
Per quanto tempo mi chiedo
Per quanto tempo dobbiamo cantare questa stupida canzone
Perchè oggi , noi uniti , possiamo essere una mano sola
Primo maggio di sangue senti le campane lontane urlare rintocchi di pace e umiltà
chiedono pietà a chi vive solo per odiare
Maggio di speranze umiliate
maggio di fiori dai mille colori come sogni recisi da una tragica realtà
maggio di gente che ancora sa lottare
Primo maggio chiediamo solo la nostra libertà
Asciuga le lacrime dai tuoi occhi
Asciuga le tue lacrime
asciuga le mie lacrime
asciuga le gocce di sangue dai tuoi occhi
Maggio di rose color porpora
Maggio di guerre mai dichiarate maggio di guerre mai terminate ,
Maggio di morti senza un perché,
maggio di bambini sventrati, come la loro innocenza , da bombe intelligenti senza colore ne bandiera
Dentro fantasmi di città che sono solo macerie grandi tombe senza lapidi ne ricordi nessuna preghiera
Noi non siamo immuni
quando i fatti sono finzione e la TV realtà
e oggi in milioni piangono lacrime dì sole
perché forse , forse , noi domani moriremo
Per combattere una battaglia senza tempo
Per Ritrovare il diritto di vivere non solo sopravvivere
Battersi per non strisciare più come schiavi
E non dover pregare per avere quel diritto alla vita
per cui un dio è stato giustiziato
Maggio sanguinoso primo maggio
ma la vera battaglia è appena iniziata
Se per pretendere la vittoria Gesù cinse una corona di spine
sul capo di un re disarmato
e morì per poi risorgere
I nostri ideali caduti nel fango rinasceranno per la nostra salvezza
per ricordarci che ogni uomo nasce libero e uguale
non è servo di nessuno ed è solo suo ,anche il destino
Maggio di preghiera , risurrezione e mille rose profumate di speranza
Maggio di guerre combattute senza coraggio senza pietà e solo spietata Intolleranza
Maggio sanguinoso sole di utopie di maggio..

Ad anima gentile ed un saluto breve ,
annuncio l’arrivo son già in provetta,
pulcino ad aprir uovo e nascer pigolando.
Non ho pretese che nascer tra le tue braccia mamma,
venir al mondo da piccolo e genuino bambino.
Vengo da lontano, lungo il viaggio,
nove mesi per stringerti al petto mamma.
Ad anima gentile vengo senza far rumore,
attender carezze e sorrisi,
e tante braccia a sostenermi,
con sincero e mistico destino.
Mamma, in gentil modi e maniere,
attendi il mio arrivo?
Non abbandonarmi,
vengo da te, col cuor nel petto,
a portar amore, gioia e vitalità di vita.
Mamma non uccidermi , son tuo figlio.
Mamma son microscopico e sereno bambino,
ti sogno ed amandoti ascolto la tua voce,
i tuoi sorrisi, la musica che ascolti.
Ho pochi giorni di vita,
e son nella tua pancia, qui nell'acqua al buio,
senza paura a respirar insieme.
Amami non uccidermi,
son tuo figlio, abbiamo stesso sangue,
i tuoi occhi e lo stesso sorriso,
t'assomiglio.
Mamma non abortire, non far di me un Angioletto!
Fammi vivere, donami la vita!
Donami ali per volare!
Non meravigliar dei tuoi simili
Sguazzanti di sorrisi, guerrafondai incalliti
Insieme agli amici arlecchini
di una parte o dell’altra
posseduti dalla rabbia fomentata
da ragioni remote, insensate e forti
Da ignoranza tramandata
Splendore edonistico
Feste insensate, imbandite di parole distorte
compiaciuti pensieri
Uccelli caduti per la caccia
Leggono e scrivono stando da quella parte
Non meravigliar dei tuoi simili
Se il giorno prosciuga la notte
Se il mare cala il suo lambire
Se il cielo fa ammalare
Se i cuori nobili si son persi
Se le vite sono incatenate
Se gli animi son stracciati
Feste insensate
Sature di luccicanti schiamazzi musicali
Sottolineate nei calendari
Vuote di concreto altruismo
il prossimo annientato
leggi e regole cacciate
Abortita l’umanità
hai messo tutto il mondo sugli attenti,
tutti in riga, sodati e mercenari.
davanti alla bandiera del tuo orgoglio,
ogni mattina suoni l’adunata
**
tu arringhi le tue truppe
prima della battaglia quotidiana,
proprio come farebbe un generale!
ma sei soltanto un uomo.
**
ed ecco dalla torre di Babele,
scagli la freccia per colpire Dio,
per uccidere Dio e impadronirti
delle stelle di Dio.
************
ciò che edifica:
spesso rema
contro se stesso.
Uomini di tutto il mondo:
assatanati...posseduti
da demoni satanici...
"giocano" a farsi la guerra.
Ardono le fiamme:
in quest'enorme
brace umana
urla la carne.
In nome di quale Dio,
in nome di quale fede?
Braccia di bimbi
piangenti...tremano.
Troppo piccole le loro mani.
Troppo grande la loro paura.
Non capiscono perché
gli uomini si uccidono fra loro.
Non capiscono perché
le loro madri muoiono.
Non comprendono perché
le loro case,
le loro scuole,
i loro ospedali,
i loro giochi
vengono distrutti.
Mani insanguinate
stritolano come spire
di serpenti...
e lo fanno solo
perché amano
il tintinnio dei danari:
non si accontentano mai,
ne vogliono sempre di più
e per averne...tanto
si fanno la guerra.
No, i bambini non capiscono
perché i prati
sono pregni di sangue.
Parlatene con i bambini.
Chiedete ai bambini
se sono contenti
di vedere corpi inermi
mescolati a urina e feci,
stramazzare al suolo.
Un gigantesco ego
serpeggia nei cieli:
strappa cuori,
eradica fili verdi
di tenera erba...
...e appassiscono i fiori...
e le api muoiono...
e la gente innocente muore.
In un cielo di fumo grigio
non piangono le nuvole grigie:
non sono nubi fertili,
ricche di provvidenziale pioggia;
ma sono ammassi di fumo
pregni di polvere da sparo.
Nuvole a forma di proiettili,
si stagliano "orgogliose" nel cielo:
puzzano di ferro,
puzzano di morte.
Se gli uomini grandi,
i "grandi uomini"
si decidessero a "crescere..."
forse le cose cambierebbero.
Se gli uomini,
i "grandi uomini",
pensassero come i bambini...
forse il mondo
diventerebbe
un posto migliore.
I bambini
non capiscono perché
gli uomini si odiano
così tanto.
Non capiscono perché
sono egoisti e
non vogliono bene
ai loro figli.
Chiedetelo ai bambini
se sono contenti
che i loro padri
distruggano il mondo.
Chiedetelo ai bambini
se preferiscono demolire
anziché costruire.
Provate a dirlo
ai bambini
che gli uomini
uccidono per i soldi.
Non capirebbero:
i bambini litigano fra loro,
ma poi si abbracciano
e fanno subito pace.
I bambini non sono
come i "grandi..."
...non ammazzano
gli altri bambini.
No, questo i bambini
non lo fanno.
La più bella cosa da fare oggi è
abbracciare il giorno
stare al sole
e a questo vaso di ciclamini
regalare acqua fresca.
Non c’è pace sotto queste nuvole .
Mi chiedo cosa passa dentro la testa
di quegli uomini
quando percuotono , scuotono e scaraventano
la loro ira .
Intrappolate , loro ,
tacciono per paura .
Una resa povere donne ,
perse dentro una visione distorta .
Se avessero la forza d’imporsi e non zittire ,
uscire dal dolore , dal martirio , lottare , vivere ,
scappare via, lontano per non morire .
Profondo il precipizio a cui devono sottrarsi,
tra cielo e inferno , una vera battaglia .
… c’è speranza?
-Smetterà mai questa “belva” di cibarsi di odio e di
spine ?
C’è tanto bisogno d’ amore ,
l’unica cosa che vorrei dire .
ITALIA
Italia, patria mia
percorsa da brividi e gocce di sangue
maltrattata fin dentro le viscere
da imbecillità cieche
sorde di uomini vili ed ingordi di potere.
I tuoi poveri figli svuotati smembrati
gridano senza più voce.
Sulla tomba dei tuoi eroi
aspri rovi e fantasmi di gloria.
Solo un dolore terreno di madre
con medaglia tra le mani.
Le vene della tua terra antica
percorsa dai solchi e fili d'erba
travolti dal vomere.
st.
In questo angolo di mondo
un pezzetto di cielo inquieto
ai miei occhi s’apre e finisce sul mare .
Pazientemente una candida vela
increspa l’acqua.
Come vorrei prendere una boccata d’aria
a pieni polmoni soffiare forte e
portarla dentro una tempesta.
Cosi che la stringo in un pugno
quasi l’accartoccio con il palmo della mia mano
con un colpo secco e deciso afferro le ruote
sferzo una tirata all’indietro
a non voler più guardare .
Ma un momento di cielo non è mai uguale all’altro ,
cosi che ritorno ai vetri
apro la mia mano
e la vela scivola cacciando il vento ,
sollevo gli occhi e in quel preciso istante
ogni cosa ha un senso
un senso ha ogni cosa .
Fuori la gente volteggia, corre, ha fretta, non parla ,
non guarda , sembra morta.
Io dalla mia seduta scomoda, fra mille precipizi ,
maneggio con cura lo spazio , non corro ,
non ho fretta e mi sento viva .
(siamo tutti unici e splendidamente diversi cit.)
Poesia sulla diversità.
Vuoi farti ascoltare










