Metri di detriti tisici
Ci strozzano
Nodi alla gola come navi
Viscere respirano nocche
Chetoniche, chetaminiche
Che mi spaccano le costole
Lentamente
Tenendo il mio fiato tossico
Come sempre
Presto 'sto polmone nero romperò
Con la Roca voce
Cercando d'urlare
Restando a sparare
Detriti di sangue
Guercio dalla testa
Ai piedi
Divorati all'osso
Solcato dalle lame metalliche
Che il mondo ha donato
Ai figli degli uomini di oggi
Al tramonto di un giorno passato
A dare solo cenere e sangue
Ogni cuore del mondo chiede,
possibilità di pace, costantemente
permetterà qualità di vita,
libertà e felicità nell’esprimere sentimenti,
e affrontare con coraggio pericoli e difficoltà!!
Con un po' di pace,
potremo rivolgerci con un pizzico di fiducia
in più anche all’anima, e al cuore
i centri del potere affettivo,
poter vivere ogni giorno con buon senso,
condividere insieme le complesse possibilità,
scambiarci amichevolmente le ideologie,
eliminando le infinite barriere di difesa,
riconoscendoci amici
ben disposti a diventare Operatori si Pace!!
Vieni Anno Nuovo in questo splendido
baraccone, noi gentili e premurosi ti accogliamo,
vieni disinibito e simpatico, noi abbiamo puntato
forte tutto su di te, dovremo riuscire ad effettuare
la scalata che il tuo Compare non garantendo
nessuna collaborazione, sgradevolmente ci ha
lasciati quasi disperati!! ora noi poveri diavoli,
vorremo nuove spinte e nuove ambizioni,
vorremo recuperare gran parte del talento,
ritrovare il vecchio fascino per raggiungere
l’unico vero scopo, riprendere la scalata
verso il rispettabile traguardo, recuperare tutti
gli svantaggi perduti, e dimenticare le frustrazioni
morali, in mezzo a tanto sconforto ci sta stretto
il ruolo delle vittime, in questa stagione
su tutti ha pesato enormemente la solitudine,
a tutto abbiamo dovuto rinunciare, ricattati
sentimentalmente e consigliati senza intelligenza,
vorremo da subito sapere delle tue inequivocabili
intenzioni!! asciugaci gli occhi, abbiamo bisogno
d’amore e di solidarietà, astutamente, vorremo
sfruttare, la situazione del tuo arrivo a nostro
favore, non ti conosciamo bene, ma non
buttare tutti i castelli in aria, su di te, con l’antico
sguardo fiero fisso contiamo riacquistare la
straordinaria bellezza dell’esistenza, su di te
abbiamo puntato la scommessa della vita,
permettici di accarezzare un sogno!!
Potessi rifuggire l'attimo dolente
sgonfiando nuvole di pianto
storcerei bocca al male
nell'evidente piaga solerte.
Sul muschio imbiancato
piedi affonderei
nella corsa all'abbraccio dei poveri
accovacciati nel mondo delle ombre.
Fremono nell'angoscia senza forma
tentando di scacciare quell'affanno,
mascherato preludio di dolore e morte.
L'indifferenza è una piaga senza storia.
hai rotelle come piedi
in corsa per mezzo delle tue braccia
pronte ad afferrare un raggio di sole.
Inerte, ma libero
più di chiunque altro
nei voli della tua mente
verso mete che t’illuminino.
Immobile, eppur ti innalzi
con la sola fantasia
fiorita in terra desolata
di chi inaridito non ha mai volato
di chi inasprito ha smesso.
Dalla tua carrozzina salti
in giorni che appassiscono
con desideri che in te fan capriole
per cercare di sbocciare in nuova vita.
E allora va'…
corri, vola, salta, afferra i tuoi sogni,
vivili a dispetto della ferrea crudeltà
che te ne voleva negare il permesso.
senza avere risposta.
Tu silenzioso ti insinui
nelle menti sognatrici
di piccole creature indifese.
Intente nel nutrirsi
in viaggi di fantasia
esplorano il mondo
percependo luci e colori.
Ignare della tua presenza
sorde nell’udire il tuo avanzare
lento, prudente, nel catturarle
imprigionarle nel tuo di mondo.
Una campana di vetro
all’improvviso appare attorno
ai loro occhi come riparo sicuro
dal caos rimasto fuori.
Qui nessun frastuono, nessun sobbalzo
può distoglierle dalla loro trovata quiete,
come rintocchi solo battiti di cuori
che qui vivono di deliziosi suoni.
Sguardi increduli non comprendono
il perché del tuo venire, né perdono
danno al tuo togliere la condivisione
d’ogni emozione e sensazione.
Chi sei tu da permetterti di derubare
piccole anime della gioia
della comunicazione nell’intreccio
di parole ilari e spensierate?
Per occhi maturi sei solo una parola
muta, vuota, ferma nel tempo
che lega le voci, offusca i volti
ma in fondo non arresta i voli.
La musica sopraggiungere
àncora di salvezza per chi
vive comunque di emozioni
che parlano tra intrecci di mani.
Tese verso ogni guardo che,
pur se basso, urla il suo canto
libera le emozioni troppo chiuse
in un ferreo isolamento.
Cercano note similari
a formar unica melodia
che decisa, acuta, rompa
questa falsa, ingiusta quiete
che imprigionamento altro non è.
Chi sei Autismo, ora si sa…
solo una semplice, insignificante parola
nulla di più per chi vuoi buttar giù
ma che pur senza ali riprende il volo.
La mente ritorna a sognare
occhi bassi si alzano al cielo
voci abbracciano affetti cari
vita riprende a librare come un angelo.
ascolto il silenzio dentro me
mentre fuori domina il rumore,
assordante senza un perché.
Non so come sono giunto fin qui
ricordo solo mia madre
tenermi stretto al suo petto
lacrime su di me piene d’affetto.
Ha sempre amato la mia voce
allora le canto qualcosa
che le dia gioia e
asciughi il suo pianto.
Ma la voce non c’era…
cantavo sempre per lei,
raccontavo a lei tutti i sogni miei
abbracciati teneramente in camera.
Mi ritrovo in muti sguardi
verso il mondo che va
e io fermo qua con i miei pensieri
in quel rumore che muto in suono.
Osservo la natura intorno
mi incanta catturarne i colori
li imprimo nella mia mente
senza paura dei miei cambi d’umore.
Se potessi, tornerei a cantare
se riuscissi a ritrovare la voce
tornerei a raccontarti di me, mamma
ma davvero non so dov’è.
Il mio suono spegne i perché
della mia diversa normalità
in questo autismo che rimbomba
e sovrasta il tuo dolore.
Oh mamma, non piangere…
la mia voce ormai è corta
ma ti parlo ancora
con gli occhi miei.
Senti i miei desideri
ascolti il bene che ti voglio
e se la voce non torna che importa
noi siamo forti nel mio sonoro mondo.
senza indossare il tuo velo,
oltraggiando tuo padre.
Non pretendevi di imporre
la tua sana passione,
offendendo il credo del tuo paese.
Volevi solo vivere il tuo sogno
fatto di sacrifici e volontà,
soddisfazioni e amicizie.
Chiedevi semplicemente rispetto
per un puro sport che ti bruciava in petto
con la fiamma della dedizione.
Quella palla per te era simbolo di libertà,
icona di tenacia e determinazione
ali verso un sano successo.
Vedevi un futuro radioso con occhi di speranza
sguardo di una giovane donna verso la maturità
di spirito e mente pronti a crescere al meglio.
Il tuo librare su lucidi campi
il tuo andare oltre la rete
erano viaggi verso una serena vita.
Superare le altitudini, i muri
set dopo set, partita dopo partita
era l’abbattimento di cruda realtà.
La stessa che senza scrupoli
mettendo in ginocchio il tuo sogno
ti ha spezzato in un colpo le ali.
La tua ultima partita l’hai persa in terra
contro la codardia di chi non accetta
la vera essenza della vita, la libertà d’animo.
Rimane tra noi però come prezioso regalo
la tua forza nel non mollare mai
nel perseguire e difendere ogni desio.
Nel vento udiremo ancora il tuo batter d’ali,
il tuo grido alla libertà d’essere sognatrice
e per te alzeremo sguardi d’ammirazione.
fermo ad aspettare
chissà chi, chissà cosa
venga a salvare me, la mia gente.
Devo liberami della zavorra
gettar via povertà e devastazione
tracciare nuove rotte
guidato da nuove stelle.
Devo indossare vele di speranza
salpare su vascello carico di coraggio
sospinto da vezzose onde che danzano
sulle note del mio canto libero.
Oh mare mio, ascolta, ti prego
questa melodica preghiera
d'un cuore diviso a metà
tra terra nostrana e terra straniera.
Oh mio Dio fa che essa sia riparo sicuro
di vita senza paura, senza occhi di cenere
oh mio Dio fa che sia il sole a baciarmi
non più fuoco e fiamme di guerriglie.
Preghiera invana, canto strozzato
onde vezzose ora son di lacrime
il mare mio, prima ponte tra guerra e pace,
ora da Caronte è navigato.
Mare di salvezza ora come fiume Acheronte
anime dannate siamo tutti per unica colpa
aver abbandonato una cruda realtà
in cerca di una utopica speranza di vita.
verso un nuovo paese
un nuovo mondo.
Abitanti soggiogati
da soprusi e violazioni
privati della loro essenza.
Hai lottato
brandendo solo
ideali e principi.
Hai combattuto
piantando su campi aridi
semi di coraggio e speranza.
Gente terrorizzata
dalla sua stessa volontà
di vivere liberamente.
Ora il tuo volo
è prigioniero tra sbarre
di cemento e ferro.
Ma continui
a dare speranza
col tuo silenzio.
Esempio di resilienza
piegato su di un freddo giaciglio
ancora contrasti l’ingiustizia.
Ali tarpate un giorno
riprenderanno il loro volo
e sarà vittoria per te e loro.
vile ipocrisia
catene alla tua voce.
Voce che in silenzio
urla diritto e rispetto
per la vita.
Simbolo di chi
stima e spettanza
da tanto non ha.
Ritrovato chiuso
in gabbia
come bestia feroce.
Senza pietà
tortura, privata
della propria libertà.
Ma presto l’omertà
farà spazio a chi
crede in te e lotta con te.
Verità e giustizia
spezzeranno le tue catene
urlando gloriose.
Due zingari coi denti gialli
si scambiano radiografie
ammirandole in controluce al sole,
un elettrocardiogramma bradicardico
che partorisce rifrangenze,
capaci di donare alle cose
colori disparati e ingiudicabili.
Intanto il mio piede freme
anticipando la frequenza
dei miei rari stati di coscienza.
Ma domani pioverà argilla
che vi incollerà al suolo
ricoprendo per intero i vostri corpi
sempre più fiacchi
sempre meno importanti.
Occhi sbarrati e spenti
di corpi erranti, assorti
in lucidità surreale.
Un tempo celati e rinchiusi
dietro cancelli e cemento;
d’ogni dignità denudati,
rei d’esistenza irrazionale.
Or abbandonati alla deriva,
su luridi cigli delle vie, dell’umana
indifferenza dei diversi.




