“Che orrore!”…

non mi guardi

“Quanta sofferenza!”...

non mi guardi

“Troppi morti!”…

non mi guardi

“ti hanno rigato la macchina"

Mi guardi!

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Vedo, filmo, sono

I phone, I pad, I am,

on line, on the road

the photo is my god


posto il pollo arrosto

così mi sento apposto,

occhi puntati sul display

tra le rovine di Pompei


chini sul telefonino

come tanti manichini,

social assassini,

su la testa cittadini.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Non vuoi rimetterci nemmeno un ciuffo di pelo?

La tagliola e’ stata ben congegnata in effetti.

Un altro giro di valzer, un altro pasticcino, ma prego!

 

hai pesato giustamente la fatica?.......

Come hai misurato l’angoscia?.......

Non mi trovo con i tuoi conti………

 

Un salto ,

sono di la

non credo morirò

mentre ti vedo pulire scrupolosamente gli  angoli della bocca all’ora del the

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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arrivano i nostri...........

 

non più panni astiosi,

ma indumenti garbati

consapevoli slanci

con umori cristallini

e quozienti intellettivi ben stirati

Tutto è compreso

in sguardi deodorati

e il movimento

e' in costante equilibrio

in un cerchio perfetto

e sempre uguale

 

arrivano i nostri............

 

un groppo in gola.

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Hanno dilaniato e svuotato la politica,

l’anima, il senso, persino la voce.
Vi accomodate nel vostro palazzo,
ma per noi non c’è più posto.

Non ricordate più nomi,
né volti, né strade.
Il vostro potere è un insulto alla gente,
il vostro arricchimento brucia la speranza.

Non avete patria,
non avete ideali,
la dignità è solo un ricordo sbiadito.
Solo opportunismo, finché dura …
poi per noi resta solo vuoto e sgomento.

Trasformate il dibattito in litigio,
la parola in farsa,
il futuro in moneta.
Ma la politica è altro,
cura, ascolto, responsabilità.

Chi tradisce il popolo
non tradisce solo un voto,
tradisce la vita,
tradisce se stesso.

Ed il mio disprezzo
lo avete ormai costruito e raggiunto.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Ai margini di una fragile cartilagine,

negli scarti di una lettera iniziale,

sulla cresta di un’onda anomala

rivive il sogno di una bufala


ai confini di un ghiacciaio evaporato

nell’acqua l’impronta di una vita,

sull’orlo di una pagina appena letta

una matita lascia il segno di un’amica


immigrati rifugiati dentro un ombra

ai margini di confini senza immagini,

senza tetto, senza casa, senza dimora

nei margini di una vita senza senso.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Contro il Fanatismo

Fanatismo, anima d’odio,

 nel tuo credo.
Cammini vestito di sacro,
ma non c’è futuro nei tuoi passi di odio.

Il tuo profeta ti condanna.

Ti prendi un libro, qualunque corano,
e lo spezzi a metà
per usarlo come arma.

Ti fai forte con i deboli,
dei soli, dei confusi,

delle donne senza volto
e chiami “verità” il veleno
che versi nei loro sogni.

Non vuoi avere occhi,
ti travesti di religione,
di patria, di giustizia,
ma ovunque passi, lasci solo cenere

in questo mondo che vuole amore.

Tu dici “obbedisci”,
noi diciamo “pensa”.
Tu dici “odia”,
noi diciamo “scegli”.
Tu urli “guerra”,
noi ti rispondiamo con la tua stessa eco
che rimbalza vuota.

Fanatismo,

 bestia cieca e ignoranza voluta
e vivi solo dove la libertà è in catene.
E sarà proprio la libertà,
più ostinata della tua furia,
a soffocare il tuo grido primitivo
fino all’ultimo respiro.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Quattro chiacchiere con un tresette,

una briscola ed una combriccola,

l’ammiraglio gioca a terziglio,

l’alpino col ramino si scompiglia


beoni dal naso paonazzo

degustan beati il verduzzo,

seduti su sedie impagliate

raccontan di storie e ballate


la lambretta per le strade,

un’ombretta in osteria,

tra un rosso e un bianco

nasce libero il divino canto.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Lentamente lungo il fiume

nell’attesa con la lenza

l’incertezza nel futuro

molti dubbi sul domani


vattelappesca


tutto cambia e tutto muta

muta la folla nella follia,

nel cielo vola una foglia

il caos in un batter di ciglia


vattelappesca


echi di bombe da terre lontane

fiumi di sangue nelle fontane

urla strazianti lungo le vie

certa la morte di chi sopravvive


vattelappesca

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Cadono

bombe sulla tua testa

mentre esprimi un desiderio
e guardi il cielo nero.

Piangono

stelle esplose lassù

come polvere di un vulcano
che erutta e si disperde.

Piangono

bambini gettati quaggiù
come fiori che si fanno strada
nel deserto tra la sabbia.

Cadono

uomini su questo mondo
come fronde di un albero
sotto i colpi di un carro armato.

Muoiono

fiammelle ostinate in un terreno bruciato.

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Profilo Autore: Antonio Radano  

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Perdonate figli di Gaza

la fragilità dei nostri sguardi,

la flebile luce dei nostri ideali.

Perdonate l' insipida rabbia
che sgorga dalle nostre parole.

Poi in fondo siete così lontani
che quasi non pare affare nostro...

Ma si dai, domani forse sciopero,
solo che ho il mutuo da pagare...
facciamo che ci penso.

E comunque vi penso!

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Profilo Autore: Er  

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Mordi e fuggi, un krapfen nei rifugi,

tornelli nei parchi, un selfie nel bosco,

torelli sui prati, un drone nel cielo,

yak sul sentiero tra mountain bike


tra cime rocciose la gente tracima,

Tre Cime in navetta con sigaretta,

triste Trieste sommersa dai turisti,

Castello di Miramare da ammirare


montagne di click spengono emozioni,

la montagna in un click illumina il cuore,

tra selfie, resort e ristoranti stellati,

nel cielo le stelle brillano, autentiche.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Caino, mutaforme,
ha reso l'animo dei suoi discendenti deforme,
mascherando antichi comandamenti
in vigenti norme.

Ogni giorno che passa,
squarcia nella sua marcia sibilante
il cuore del suo popolo,
manipola le menti.

Con parole rotondanti e zuccherose,
nel bel mezzo del massacro,
torce giovani vite
come steli di rose.

Per i non pensanti,
che per un pezzo di terra
colonizzano il selciato
di scheletri azzurri.

In nome di un Dio
che ai loro occhi non si è ancora manifestato,
un Dio infelice e per troppi infame,
che tante parole silenti dice,
manifestandosi negli occhi
di quei bambini martoriati,
che bramano pace e patiscono
da settantacinque anni fame.
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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Il ventre della pace

Nel ventre di Maria,
la pace non ha colore d'ebano,
né profumo d'ulivo,
per i corpi crocifissi al loro destino,
privati di un azzurro mattino,
mentre il cielo di pietà,
verso il loro sguardo, sembra privo.

Nel ventre di Maria,
nella sua patria di manna e miele,
la pace cresce come onda di mare,
nella sua intensità,
per ogni proiettile che un bambino
riesce a schivare.

La pace cresce come girasole
tra i rovi,
appena la bocca si riesce a saziare.

E negli occhi delle madri
in fila per il cibo,
la Vergine si rispecchia annichilita,
in loro che sembrano scarabocchi senza vita.
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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Di te
ho avuto paura 
per gran parte 
della 
mia
vita,
fino a quando 
per lei ho stretto 
il tuo 
sangue 
tra le mie 
dita.


(da Cravatta a nodo Pratt-Shelby)
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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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