I pazzi non hanno occhi di cielo 
risucchiano il midollo dei loro amati 
spolpano la carne alle ossa privi di zelo
delle loro prigioni sono ammaliati 
come un bambino dal fiocco azzurro che pende dal suo lettino 
Hanno la testa di carta velina e
pensieri fragili come burro
Sono risucchiati nella loro interiorità 
dalle voci che fanno sgretolare la loro dignità 
Non c'è poesia che possa addolcire 
il delirio che ovunque si mostri 
Porta l' uomo a regredire.
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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Tossiche scorie umane,

ai margini di sistemi disumani,

relitti senza tetto, senza domani,

per strada, nei giardini, anziani


rifiuti rifugiati tra cartoni,

accampati cercano asilo,

tra acquitrini, in tende, nei silos

silenti vittime di guerra


immigrati insicuri sulle banchine,

nei parchi i poveri sulle panchine,

l’uomo usa e getta si dispera,

lo scarafaggio sopravvive e si diletta.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Piero era seduto

sui gradini di una piazza

pensava alla sua donna

che ormai non c'era più

e intanto che pensava

passò di li un corteo

con gente che gridava

sventolando le bandiere

vogliamo più diritti

e pagare meno tasse

e intanto le parole

svanivano nel vento.

Piero era un uomo

venuto da un posto lontano

e da parecchi anni

non aveva più un lavoro

passava tutto il giorno

a suonare la chitarra

nella piazza del paese

cantava vecchie canzoni

e la gente lo ascoltava

viveva di elemosine

ma aveva tante emozioni

e in tasca i ricordi

di un tempo ormai passato.

Piero era seduto

sui gradini di una piazza

un giorno passò un corteo

che lo portò lontano

lo trascinò nel vento

insieme alle parole...

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Da un testo di matura giovinezza (metà anni ’70), quando già erano finite le illusioni. Più volte rielaborato in anni recenti, ora riscritto in quartine di endecasillabi a rime incrociate.

Come foglie d’autunno nel mio bosco
sono i fervidi giorni di quegli anni
tra illusioni, tra giovanili affanni
ove ancor mi rivedo e riconosco

in quei valor volati via col vento
ch’hanno esaurito la lor sorte amara
nel mito iconico di “Che Guevara (1)
che simbol fu di tanto movimento.

Nel sessantotto il mito culminò
bandiera d’impossibili ideali
disciolti di coscienze nei fondali.
Qualche folle a combatter seguitò,

ma ai più di noi giovani impegnati
quel sogno diventò imborghesimento,
al pensier dominante adattamento
ché male non si vive omologati.

Eppur quel patrimonio ancor è in noi,
quegli anni formidabili sessanta,
sogni su cui la rëaltà s’è infranta,
quando parea di vivere da eroi.

Così, come un amore un dì perduto
triste sovviene udendo le canzoni
che ne contrassegnaron sensazioni
e che ne accompagnarono il vissuto,

se ascolto Bob cantar al cuor va un morso:
“Non c’è risposta, amico mio, chissà,
forse nel vento caduta sarà”. (2)
Avevo anch’io quel vento già rincorso

che profondo cercare sa i poeti,
menestrelli e cantori d’ideali
d’un mondo senza guerre ed arsenali,
che il tempo rivelò vani profeti.

(1) Ernesto Guevara della Serna, detto “Che” (1928-67)
(2) adattamento di “The answer, my friend, is blowin’ in the wind” (Da “Blowin’ in the wind”, Bob Dylan, 1962)
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Scivola un rigagnolo 

di vino a basso costo 

al par d'olezzo 

sulla pioggia, domani 

l'alba tesa al barbone 

avrà un prezzo 

 

 

(dal manoscritto olografo "Aghi di luce dalla coda")

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Sospesi su borse in crollo,

i mercati monetari mai sazi,

inondazioni devastano spazi,

dazi per tutti e predazioni


trepidazioni sotto le stelle,

esondazioni nelle stalle,

chi piange sul latte versato,

che strazio l’arrivo del dazio


nei dazi indizi di latente pazzia,

lapidazioni tornano nelle piazze,

il pianeta in mano ai biscazzieri,

tornan dazi dei tempi di Alighieri.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Nuoceva l'alba

sul vetro.

Il riflesso,

ai suoi occhi

spezzato dal lume,

di cuore mai nato.

 

 

 

 

(dal manoscritto olografo "Aghi di luce dalla coda")

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Dalla finestra 

con la croce 

sente, la creatura 

ognuna voce 

di quei suoi morti,

colà l' internato induce

a giacere i suoi demoni,

nella notte e con la luce

 

 

 

 

(dal manoscritto olografo  "Aghi di luce dalla coda")

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 511 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Non sei sporco di luna

come giglio della terra,

il rosario della tua pelle

è inchiostro di carbone,

tela d’insulti e frustrate,

mondi di sguardi senza diritti

consumati al mercato degli schiavi.

Lacrime di sangue e fatica

imbiancano campi di cotone

come schiaffi di nuda miseria

a compiacer il volto dei padroni,

ma l’orologio della storia

truffa scarti d’uguaglianza,

spezza i rintocchi di mille catene,

ma questa umanità,

ancora di Dio acerba,

del suo stesso dolore

sarà per sempre serva.

Per la Giornata internazionale contro la discriminazione razziale

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Un Autore della mia giovinezza che mi ha ricordato la mia lontana infanzia, sullo sfondo di una guerra civile non ancora spenta e del persistente mito di una rivoluzione tradita. Sonetto a tre quartine, cui ho in seguito aggiunto, con schemi rimici differenziati, due quartine e una terzina.

Ho visto degli zingari felici
far l’amor rotolandosi per terra
rincorrersi tra arbusti e tamerici,
ebbri di luna in tardo dopoguerra (1)

di ferite incuranti e cicatrici,
altri ancor ebbri di vendetta e guerra
saturi gli occhi, orecchie e pur narici
di quel rancor che l’anima t’afferra.

Dell’età a giochi dediti tra amici
ancor fragili come fior di serra,
di famiglia e politiche radici
recavamo ognun proprio retroterra.

Fu in quegli anni che tante arie appresi
dalla banda ai funerali civili
e tra bestemmiatori e preti offesi
ero piccolo tra fazioni ostili.

Ricordo le Madonne pellegrine
di casa in casa ad aggregar rosari
mentre di scariolanti e di mondine
ridondavano i canti popolari.

La mia casa era in zona di confine
da una parte vivevano i borghesi
dall’altra gli operai delle officine.

Nel sessanta, eran giugno e luglio i mesi,
l’eco giungeva a noi, bimbi e bambine,
dei tumulti reggiani e genovesi (2)

e in tant’altre città s’ebber sommosse.
Forse da piccole coscienze scosse,
trasser poi seme le brigate rosse.

(1): Nel suo testo, scritto durante gli “anni di piombo”, Claudio Lolli (1950-2018) nomina Piazza Maggiore della sua Bologna, ma il mio incipit va subito a evocare un passato ancor più remoto.
(2): Genova, 30 giugno 1960: 40 feriti tra i manifestanti, 162 tra le forze dell’ordine; Reggio Emilia, 7 luglio 1960: 5 manifestanti morti; Licata, un morto il 5 luglio. Scontri anche in altre città: Roma, Milano, Torino, Livorno e Ferrara.
NOTA STORICA. I fatti scatenanti furono la formazione di un governo democristiano con il determinante appoggio esterno del Movimento Sociale Italiano (MSI) considerato erede del Partito Fascista Repubblicano fondato da Benito Mussolini dopo la caduta del fascismo (seduta del Gran Consiglio, notte del 24-25 luglio 1943), e la scelta di Genova (città partigiana, medaglia d'oro della Resistenza) come sede del congresso del MSI. Le reazioni d'indignazione furono molteplici e la tensione in tutto il paese provocò una grande mobilitazione popolare.

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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Il bullo firma

il suo estuario di violenza,

torchia col buio della ragione

la vita indifesa dell’altro

e lo sporca di soprusi

e lo sporca di vergogna

e lo intrappola nel silenzio

e lo intrappola nella paura.

Il bullo precipita nell’odio,

vince a scacchi con l’arroganza,

ma è solo un germoglio ammalato

gettato in un cuore accecato

che spera d’essere aiutato

a ridipingere d’amore

sé stesso e l’altro.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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La diversità abbraccia il mondo.

È trama d’orgoglio

che ordisce l’incontro con l’altro,

orlo d’anima, prezioso come gemma,

spogliato dal battito stupido del pregiudizio,

sguardo d’umanità

disegnato sul petto del rispetto.

La diversità

è il colore della bellezza

che vive per il mondo,

una cicatrice di magia

posata sul tempo d’ogni vissuto.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Eclissi d’empatia

graffiano la mente dei bulli,

lavagne di dolore

piangono sulla pelle

come silenzi di persecuzione

e l’anima trema di vergogna

ostaggio dello scherno,

geografie d’insulti

e aurore di dolore

spezzano la vita dei ragazzi,

come l’ombra imponente del buio

un fragile raggio di sole.

Eppure sono solo ragazzi…

Ragazzi dal cuore spento,

ragazzi dal cuore malato,

ragazzi strozzati dall’odio,

ragazzi sporcati d’indifferenza,

ragazzi baciati dal vuoto

d’una sconcertante eclissi d’empatia.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Gli scarabocchi del male

graffiano i suoi sporchi pensieri

ed un bullo è un cuore incompreso

che latita fra comete di violenze,

deride il prossimo indifeso,

ne umilia i sogni, il suo essere,

il suo bagaglio di vergogna,

lo uccide in un tormento senza oblio,

lo inchioda ad un silenzio tagliente.

Fermati bullo, fiorisci nel giusto,

sei giovane virgola d’umanità

che potrebbe salvare il futuro:

ama gli altri e te stesso

come primavera dopo l’inverno,

regala un grumo di pietà

alle cattedrali della tua fragilità.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Sotto questo cielo d’odio

i bulli cancellano il loro cuore,

disegnano macigni d’ingiustizie

e storie di ordinarie persecuzioni.

Annientano le pagine dell’anima,

spazzano via qualunque rispetto,

sfregiano d’infinito le vite altrui,

inchiodandole al disprezzo.

Sotto questo cielo d’odio

c’è bisogno di più cuore,

non di inutili diversi,

non di stupidi dolori,

non dei deboli

e nemmeno dei più forti.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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