Nascosto tra due rami
il canto flautato di un merlo rompe
il silenzio del campanile.
il silenzio del campanile.
Sotto ad un cielo cinireo
nessun ombra mi accoglie e si pone in mezzo
a tanti secoli di storia.
nessun ombra mi accoglie e si pone in mezzo
a tanti secoli di storia.
Passi lenti i miei
tra decori antichi
ingoiati da occhi e da pensieri.
Sono istanti, anime
frammenti vissuti e sorretti
da mani congiunti in preghiera
da mani congiunti in preghiera
mentre catturo affreschi forgiati
mescolati da ori e colori .
Forse...
Forse, potrei incantarmi
ammirandone l'arte
ma è una tentazione
carezzare lo sguardo di ogni figura
sciogliermi in una lacrima
tra le navate, gli altari, le colonne ,
fino a sostare li accanto alla Croce
plasmarmi di quegli occhi velati
appassiti e infilati nel petto.
Poso cosi la mia mano
in sacramento.
Un gesto semplice
del corpo e della mente
che riempie e fa nuda l'anima mia.

14 Maggio 2016 "Duomo Di Monza"
18 commenti
Incanto delle vergini ,
ombra tenue, morbida ,sfumata,
nell’ovale volto
d’aristocratica eleganza.
Immagine di strana seduzione,
sguardo composto da fantasmi vaghi,
di cose lontane che hai guardato,
che hai vissuto,che empion l’anima!
Bellezza indescrivibile, inesprimibile!
Sono in te tracce di luce,
di profumi, di idiomi,
a muover dolce dubbio.
Forma, mobile e cangiante …
espressione di tutte le espressioni,
sei tutte le genti, tutte le stagioni.
Sei noi tutti, tutti i nostri mutamenti
e tutti i sentimenti.
Frutto d’ immortale illusione,
mistero interpretato
e nuovamente interrogato.
Idea incorruttibile d’amore e poesia;
mai stanca o infastidita
da domande d’ogni sorta.
Oh, tu incanto e magia dell’arte stessa,
che con dolce gioco
ci spingi a cercar sempre...
...l’idea migliore di noi stessi!

ombra tenue, morbida ,sfumata,
nell’ovale volto
d’aristocratica eleganza.
Immagine di strana seduzione,
sguardo composto da fantasmi vaghi,
di cose lontane che hai guardato,
che hai vissuto,che empion l’anima!
Bellezza indescrivibile, inesprimibile!
Sono in te tracce di luce,
di profumi, di idiomi,
a muover dolce dubbio.
Forma, mobile e cangiante …
espressione di tutte le espressioni,
sei tutte le genti, tutte le stagioni.
Sei noi tutti, tutti i nostri mutamenti
e tutti i sentimenti.
Frutto d’ immortale illusione,
mistero interpretato
e nuovamente interrogato.
Idea incorruttibile d’amore e poesia;
mai stanca o infastidita
da domande d’ogni sorta.
Oh, tu incanto e magia dell’arte stessa,
che con dolce gioco
ci spingi a cercar sempre...
...l’idea migliore di noi stessi!

Scritta con Silvana Montarello e dedicata a tutte le mamme
Buon giorno
all'alba che bussa
Buon giorno
all'alba che bussa
dietro le tende e alita un vento
leggero di baci
cosa sarebbe una casa
senza una mamma
che rallegra e profuma ogni cosa?
Anche la pioggia e le nuvole
non sarebbero
zucchero vanigliato
zucchero vanigliato
se non ci fosse lei
meraviglia
di tutto il creato!
di tutto il creato!
Mamma è l'infinito
oltre il cielo
è l'immenso
è l'immenso
un raggio di sole
tra i rami
protesi nel cielo
protesi nel cielo
una rondinella che fa davanzale
Mamma è una briciola di anima e pane
di ogni angolo e di ogni cuore
è lei l'unico
grande amore.


Lo so che stai a soffrì, sei ‘na lagna
quanno a pupetta grida e nun magna,
quanno je cambi puro er pannolino,
ed hai da sentì er profumino.
‘O so che sono solo finzioni,
nun sono vere ste lamentazioni,
ce fai solo a voler mostrà
tutto l’ amore che voi esternà.
E che nun ce lo so, so nonno anch’io,
de vecchia data e ringrazianno a Dio,
tutto l’amore che j’ho donato,
sembrava veramente esagerato.
E invece no ! E’ er frutto de ‘n amore
che s’esprime co tutto quel calore
de chi è padre e madre pe du’ vorte,
perché cosi decise la su’ sorte.
E nun me fa parlà, poetessa mia,
nun posso ‘nsegnatte quale amore sia,
a te che lo colori ogni giorno, oltre che Viola,
d’arcobalen parabola.
E amore così granne nun se trova,
de quello che te fa sentire nova,
cor fine de sentitte anche tu,
mejo da madre e da sua gioventù.
E qui cominceno però ‘e tue pene
perché devi distribuire il tuo bene,
pe tutta ‘n artra vita ancora
quella che la tua diletta onora.
Io penso che tu c’a poi fa,
a dare amore in tale quantità,
sai descriverlo spesso, ogni mattina,
pe te è quasi quasi ‘na dottrina.
E se te dicono che sei vecchiarella,
nun t’avvilì e pensa ‘a pupazzella
che te se aggrappa ar seno, come su madre
e che sto gesto te farà felice.
quanno a pupetta grida e nun magna,
quanno je cambi puro er pannolino,
ed hai da sentì er profumino.
‘O so che sono solo finzioni,
nun sono vere ste lamentazioni,
ce fai solo a voler mostrà
tutto l’ amore che voi esternà.
E che nun ce lo so, so nonno anch’io,
de vecchia data e ringrazianno a Dio,
tutto l’amore che j’ho donato,
sembrava veramente esagerato.
E invece no ! E’ er frutto de ‘n amore
che s’esprime co tutto quel calore
de chi è padre e madre pe du’ vorte,
perché cosi decise la su’ sorte.
E nun me fa parlà, poetessa mia,
nun posso ‘nsegnatte quale amore sia,
a te che lo colori ogni giorno, oltre che Viola,
d’arcobalen parabola.
E amore così granne nun se trova,
de quello che te fa sentire nova,
cor fine de sentitte anche tu,
mejo da madre e da sua gioventù.
E qui cominceno però ‘e tue pene
perché devi distribuire il tuo bene,
pe tutta ‘n artra vita ancora
quella che la tua diletta onora.
Io penso che tu c’a poi fa,
a dare amore in tale quantità,
sai descriverlo spesso, ogni mattina,
pe te è quasi quasi ‘na dottrina.
E se te dicono che sei vecchiarella,
nun t’avvilì e pensa ‘a pupazzella
che te se aggrappa ar seno, come su madre
e che sto gesto te farà felice.
Dall’utero immerso tra i due mari
dove le Cheradi rocciose
a baluardo dei marosi s’ergon
ed in essi si specchian
quando Ionio si placa a Tramontana
e sui prati di gorgonie
i pini marittimi si rifletton
e la costa mossa cela all’occhio
cale di linda sabbia fine
io nacqui.
Non potei allattare alle mammelle
gonfie d’albe consacrate a Clio
che videro i legni Elleni
baciare i raggi obliqui sulla rena
ne’ ai tramonti accesi da Erato cantati
che ispiraron gli animi più puri
ne’ attinsi dalla luna ad Eros tanto cara
più di quella d’altri stellati cieli.
Culla d’erba umida tra i monti m’accolse
lì mi nutrì di bruma e pioggia
di pallidi soli mi scaldai appena.
Torno a volte alla mia amata Madre
tra i seni vuoti il capo porgo
e gli occhi elevo al cielo
le labbra non suggono che il nulla
le iridi non scorgon che grigiore.
La sabbia ora sbiadita più non riluce
dell’isole all’orizzonte non v’è che l’ombra.
O Taras condotto dal delfino
di questa Genitrice tu per primo
godesti la bellezza ormai smarrita.
dove le Cheradi rocciose
a baluardo dei marosi s’ergon
ed in essi si specchian
quando Ionio si placa a Tramontana
e sui prati di gorgonie
i pini marittimi si rifletton
e la costa mossa cela all’occhio
cale di linda sabbia fine
io nacqui.
Non potei allattare alle mammelle
gonfie d’albe consacrate a Clio
che videro i legni Elleni
baciare i raggi obliqui sulla rena
ne’ ai tramonti accesi da Erato cantati
che ispiraron gli animi più puri
ne’ attinsi dalla luna ad Eros tanto cara
più di quella d’altri stellati cieli.
Culla d’erba umida tra i monti m’accolse
lì mi nutrì di bruma e pioggia
di pallidi soli mi scaldai appena.
Torno a volte alla mia amata Madre
tra i seni vuoti il capo porgo
e gli occhi elevo al cielo
le labbra non suggono che il nulla
le iridi non scorgon che grigiore.
La sabbia ora sbiadita più non riluce
dell’isole all’orizzonte non v’è che l’ombra.
O Taras condotto dal delfino
di questa Genitrice tu per primo
godesti la bellezza ormai smarrita.
Quella torre saracena, sentinella sul mare,
si veste di antichi segreti, stanotte,
e dolce magia si desta
in questa estate appena nata.
Il sole accarezza la luna e,
a malincuore, piano,
va spegnendo la luce.
Lei arrossisce, distratta,
si specchia sull’acqua e mille lucine,
zitte, zitte, restano a guardare.
E’ romantica luna degli innamorati,
sulla spiaggia ammantata di notte.
Incanto veste il paese
che si profuma di mare,
e resta affacciato
sui sussurri calmi delle onde.
S’impasta odore di lieviti
e legna bruciata,
e s’intreccia la brezza
alle alghe d’anfratti.
S’inerpicano,
tra le case dal mare alla collina,
gli aromi del fresco pescato.
Questo paese, stanotte,
risuona di mandolini e “Torna a Surriento”
e,per vicoli e piazzette,
si assaporano “margherite e capricciose”.
La cicala non smette il suo canto,
accompagna la danza di mille ricordi,
sparsi nel vento, volati via dal mare…
E’ notte di luna piena, questa notte,
di sorprese e magia, per chi sa sognare.
E c’è chi lascia i suoi sogni
nascosti tra gli scogli di questa costa!...
… E Buona notte,
a questo mio piccolo paese
che, da sempre,…
…fa un tuffo nel mare…
si veste di antichi segreti, stanotte,
e dolce magia si desta
in questa estate appena nata.
Il sole accarezza la luna e,
a malincuore, piano,
va spegnendo la luce.
Lei arrossisce, distratta,
si specchia sull’acqua e mille lucine,
zitte, zitte, restano a guardare.
E’ romantica luna degli innamorati,
sulla spiaggia ammantata di notte.
Incanto veste il paese
che si profuma di mare,
e resta affacciato
sui sussurri calmi delle onde.
S’impasta odore di lieviti
e legna bruciata,
e s’intreccia la brezza
alle alghe d’anfratti.
S’inerpicano,
tra le case dal mare alla collina,
gli aromi del fresco pescato.
Questo paese, stanotte,
risuona di mandolini e “Torna a Surriento”
e,per vicoli e piazzette,
si assaporano “margherite e capricciose”.
La cicala non smette il suo canto,
accompagna la danza di mille ricordi,
sparsi nel vento, volati via dal mare…
E’ notte di luna piena, questa notte,
di sorprese e magia, per chi sa sognare.
E c’è chi lascia i suoi sogni
nascosti tra gli scogli di questa costa!...
… E Buona notte,
a questo mio piccolo paese
che, da sempre,…
…fa un tuffo nel mare…
E meno male che te ho ringraziato !
Passare n’artra notte aggrovijato
a sto pensiero proprio nun m’annava
che a la salute certo nun giovava.
Me viè da battermi la testa
perché nun l’ho fatto apposta,
d’oggi a domani sempre rimannavo
e er dovere mio nun facevo.
Ma proprio a te dovevo tralascià ?
Vojo morì, vojo dimenticà.
A te che sei in cima alla mi lista,
diciamola tutta, sei ‘no specialista !
Famo così, appena ce ‘ncontriamo
te porto a cena così la risolviamo
e se alla fine dimentico di pagare,
fai tutto tu e nun te ‘nca…volare !
Passare n’artra notte aggrovijato
a sto pensiero proprio nun m’annava
che a la salute certo nun giovava.
Me viè da battermi la testa
perché nun l’ho fatto apposta,
d’oggi a domani sempre rimannavo
e er dovere mio nun facevo.
Ma proprio a te dovevo tralascià ?
Vojo morì, vojo dimenticà.
A te che sei in cima alla mi lista,
diciamola tutta, sei ‘no specialista !
Famo così, appena ce ‘ncontriamo
te porto a cena così la risolviamo
e se alla fine dimentico di pagare,
fai tutto tu e nun te ‘nca…volare !
Si arrampica
sui tuoi rami rinverditi
il vento d'Aprile
ma i tuoi germogli lambiscono l'arsura
e si pettinano di pioggia e di preghiera .
Olmo stretto al petto e al campanile
vegli i campi svuotati e sentierati
dai boccioli delicati della Primavera.
Olmo secolare immerso nel silenzio
corrugato dai pensieri
affacciato alle finestre dei poeti
macchiato dal martirio dei patrioti .
Fiorisci ogni anno novizie
modelli la tua folta chioma estesa
ed io ti vivo cosi come vivo i miei ricordi
in solitudine o in compagnia accanto alla Chiesa.
I secoli passano
passano le stagioni
ma tu resisti e dai rifugio alle anime buone
ondeggiando la tua ombra nella via
sei il ricamo immortale del mio colle
e cosi sia.

e cosi sia.

Che vi ho desiderate
ancor più di me stessa,
che c’eravate
ancor prima che nasceste.
Che ora siete fiato
e unica sete dei miei giorni;
Muse, a disegnare il mio destino...
...con voi, io vivo di più!
Che siete segni
del mio più grande amore,
nate, con idea di accarezzar la luna,
cresciute, per abbracciare il sole
e cavalcare il mare!
Siete rara immensità,
idea di paradiso,
storia d’eternità!
Oh, mie tenere compagne
che arricchite questo tempo
per voi, il mio bel pensiero,
mai si cambierà!
Che rugiada vi illumini i bei volti
simili alle più vellutate rose;
e che forte svolazzino
i lucidi capelli nella libertà del vento.
Che nei vostri occhi
siano sempre gemme nuove,
che le divine mani proteggano
i vostri sacri nomi...
...adesso so, che mai io più morirò!
ancor più di me stessa,
che c’eravate
ancor prima che nasceste.
Che ora siete fiato
e unica sete dei miei giorni;
Muse, a disegnare il mio destino...
...con voi, io vivo di più!
Che siete segni
del mio più grande amore,
nate, con idea di accarezzar la luna,
cresciute, per abbracciare il sole
e cavalcare il mare!
Siete rara immensità,
idea di paradiso,
storia d’eternità!
Oh, mie tenere compagne
che arricchite questo tempo
per voi, il mio bel pensiero,
mai si cambierà!
Che rugiada vi illumini i bei volti
simili alle più vellutate rose;
e che forte svolazzino
i lucidi capelli nella libertà del vento.
Che nei vostri occhi
siano sempre gemme nuove,
che le divine mani proteggano
i vostri sacri nomi...
...adesso so, che mai io più morirò!
E' passato tanto tempo
dalle prime chiacchierate
e risate
ma anche litigate.
Mi sembra ieri...
Che ti ho conosciuto
un'amicizia vera...
Bella.
A te dedico questi versi oggi
alla tua forza
al tuo coraggio
di ricominciare da zero.
Dai molto
dai tutto te stesso
anche se le ombre del passato
ti hanno segnato molto.
I tuoi
occhi
hanno conservato
il sorriso.
Quel sorriso stampato sul volto
quando parli
della gioia della tua vita
Sofia.
Parli di lei
e i tuoi occhi
si illuminano
dimentichi tutto
La rabbia
lascia spazio
alla
dolcezza.
A te
e alla tua nuova vita
auguro buon compleanno
tanti auguri simone.
dalle prime chiacchierate
e risate
ma anche litigate.
Mi sembra ieri...
Che ti ho conosciuto
un'amicizia vera...
Bella.
A te dedico questi versi oggi
alla tua forza
al tuo coraggio
di ricominciare da zero.
Dai molto
dai tutto te stesso
anche se le ombre del passato
ti hanno segnato molto.
I tuoi
occhi
hanno conservato
il sorriso.
Quel sorriso stampato sul volto
quando parli
della gioia della tua vita
Sofia.
Parli di lei
e i tuoi occhi
si illuminano
dimentichi tutto
La rabbia
lascia spazio
alla
dolcezza.
A te
e alla tua nuova vita
auguro buon compleanno
tanti auguri simone.
Virtuale...
Reale...
Si stringono legami
che vanno al di là del monitor.
Un sito...
Un club di poesia.
Amici...Amiche...
Conoscenti a volte anche qualche nemico.
Questo è
il club poetico.
Ma poi arriva il compleanno
di un'amica virtuale.
E ti accorgi che non è più
tanto virtuale.
BUON COMPLEANNO SARA.
Reale...
Si stringono legami
che vanno al di là del monitor.
Un sito...
Un club di poesia.
Amici...Amiche...
Conoscenti a volte anche qualche nemico.
Questo è
il club poetico.
Ma poi arriva il compleanno
di un'amica virtuale.
E ti accorgi che non è più
tanto virtuale.
BUON COMPLEANNO SARA.
Mi manca la tua voce roca,
impastata dal fumo,
e quella tua aria un po’ persa
mentre cammini nella tua anima.
E ripenso al tuo modo di essere
bambina quando, aggrappata ai sogni,
cerchi di volare portandoli in alto.
Il tuo sorriso mi manca,
semplice, caldo, affettuoso
e quel senso di unione che è nato
e che entrambe sentiamo
forte e sincero e ci scalda.
Mi manchi!... Ma poi rifletto!…
Tu non puoi mancarmi,
veramente,
perché ti ho nel cuore…
impastata dal fumo,
e quella tua aria un po’ persa
mentre cammini nella tua anima.
E ripenso al tuo modo di essere
bambina quando, aggrappata ai sogni,
cerchi di volare portandoli in alto.
Il tuo sorriso mi manca,
semplice, caldo, affettuoso
e quel senso di unione che è nato
e che entrambe sentiamo
forte e sincero e ci scalda.
Mi manchi!... Ma poi rifletto!…
Tu non puoi mancarmi,
veramente,
perché ti ho nel cuore…








