I
Attraversare un passaggio chiuso
Dove l’anima reclama
Il corpo fa a pugni
La mente s’appiana
Dove l’urlo è necessario
Nel verde campo immaginario
Dove gli occhi si perdono
Nell’infinito buio
Oppressione toracica
Che toglie l’ossigeno
Un pugno che stordisce
E forse risana
È la paura che fotte
Blocca e morde.
Si, un urlo liberatorio ci vuole
II
Dolore
Che piega
Contorce
A spizzichi strappa brandelli
Immobile lascio fare
Osservando senza fiatare
Manca il fiato
L’energia di reazione
È un momento di lezione
Occhi colmi
Pronti al travaso
Ma le serrande son chiuse.
III
Tremar di passione
È paradiso
Tremar di dolore
E’ l’inferno
Quanto inferno ho toccato
E quanto ne ho attraversato
E’ inferno?
Non trovo l’aggettivo giusto
Quello garbato
Per dire che dell’inferno
Ne ho fatta indigestione
Senza gustarlo
Eppur quando muoio
Voglio andare all’inferno
Nel girone dei maledetti
Sorrido…
Ho solo bisogno di urlare.
IV
Inizio a deglutire
Quella saliva secca
Che stazionava stanca
La sento scivolare
Nel dolore della gola
Così arsa
In una colica ho vissuto
Ha lasciato il posto
A quella febbre lorda
Per ritrovarmi…ora
Dolorante dentro…
Sono solo rimasugli di malattia.

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