Vorrei ritornare a Maceiò, per non parlare più,
per bere batida de coco e muovermi nel vuoto.
Vorrei dormire la siesta del tropico
e svegliarmi fra latte di olio di lino,
pigmenti di blu ceruleo e bianco di zinco,
acquaragia e trementina.
Vorrei che il sale marino si cristallizzasse
sul contorno dei miei occhi,
che il terriccio delle strade e la polvere del sole
dimorassero fra le dita di mani e piedi,
negli anni più creativi della mia propria vita.
E vorrei essere solo, lontano il più possibile
da questa mia Genova ingrata,
che come una madre che non ama
sta ignorando le mie urla di rabbia e di pena,
il mio intimismo più universale.
Quanto a te, mio unico amore, mia sola musa,
non pensare che ti possa mai abbandonare:
è proprio quando parlo al singolare
che parlo di noi, e tu non devi avere dubbi,
non farei un metro senza di te.

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