nessuno potrà mai bloccare
l'inarrestabile fluire degli eventi:
nulla riuscirà mai a fermare
il graffiante passaggio del mare sulla rena.
Ove l'acqua bacia la sabbia,
si consuma una breve storia d'amore:
in un breve attimo sulla rena nascono
riccioli di schiuma ricamata
che paiono teste d'angeli
con corpi bianchi, simili a cristalli;
che nell'altalenarsi del tempo,
cantano cori con le sirene nel mare.
incontra il Crocifisso.
Reclama a forza
all'ignavo Pilato
il corpo di Cristo.
Provvidenziale intervento:
il defunto destinato
a subir il ludibrio
degli ipocriti e dei malvagi;
e monito per i viandanti.
Un sepolcro privato,
scavato nella roccia,
accoglie la Spoglia Santa.
Prodromo di resurrezione
Quel che mi dici non faccio,
da dove posso comincio.
Se poi non devo, mi caccio
in ciò che voglio e incomincio.
Salto nel vuoto se credo,
volo con Icaro al sole,
sotto la pioggia mi siedo,
urlo taciute parole.
Non seguo leggi che imponi,
mi meraviglio del vento.
Nel buio corro a tastoni,
niente mi ferma un momento.
Solo il suo sguardo mi blocca
come se il mondo fermasse:
resta impalata la bocca,
senza sorriso, né classe.
Non più capace a pensare,
provo a sfuggire quegli occhi
che prigionieri san fare
qui nel mio cuore i rintocchi.
Quando rivolta pupille
sembra di cenere il campo,
restan nell'aria scintille
È sol silenzio in un lampo.
Senza capir mi ridesto,
provo a volar senza sosta
Voglio riprendere presto
il mio cercare risposta.
Devo la porta serrare
al suo frastuono doloso,
senza dover più affogare
in quel suo sguardo dannoso.
Getto la chiave nel vento
di quei discorsi fasulli,
ma sol gli basta un momento
per i miei sforzi far nulli.
E' persona comune e umile;
obbedisce ai canoni del Vangelo
e non giudica il prossimo.
Nell'espressione di carità
si fa beffe degli inganni del mondo,
servendo i poveri e gli ammalati.
Chi riceve le sue attenzioni
glorificherà Dio,
accendendo ex novo
la fiaccola della fede
o esumando un credo,
da tempo sepolto
nel dimenticatoio.
La via della salvezza
non conosce stagioni
si fissano da lontano,
un breve cenno di saluto.
Uno sguardo freddo e distaccato.
Coste frastagliate
negano
alle navi di approdare.
Impetuose procelle
impediscono la marcia della bonaccia.
Cortine di nebbia
rendono invisibili le isole.
Emozioni abortite
da coscienze accidiose
e il dolore, stanco,
si è seduto accanto a me:
non è svanito,
ma ha imparato a respirare più piano.
Mi aspetta un sentiero nuovo,
saranno passi nuovi a guidarmi.
Ho paura,
ma porto con me ogni battito del cuore,
ogni lacrima già versata.
Il dolore ancora pesa...
ma il tempo, paziente, lo smusserà.
Con mani tremanti,
ma con l’anima vigile,
ricostruirò il mio spazio nel mondo.
Non mi spezzo,
mi trasformo.
Devo imparare un nuovo respiro,
un passo diverso sulla terra ferita.
Non sarà facile,
ma dentro di me c’è una fiamma che non
si spegne.
Mi arrendo alla vita,
non al dolore.
Costruirò il mio domani,
anche con mani tremanti;
perché in fondo,
io sono già la mia speranza.



