Luna crescente
tra le fessure
della solitudine.
Avara penna
scrivimi ancora.
Canta per l’anima
versi d’amore.
Inventa baci
tra giardini
di limoni profumati
bevendo desideri
dall’arcobaleno.
Abbatti gli argini
dei fiumi in piena
che inonderanno
il mio corpo inarcato
nella malizia di donna
per rubare
quel sorriso
dalla luna.
come scudi
oscurano il cielo
e mi nascondono
dalle nuvole curiose
mentre io
sdraiata su desideri
cerco il tuo profumo
a affondo le mani
tra le foglie secche.
Un corpo incarcerato
tra dolorose ombre
di voglia insaziabile
d’amore…
Indolenzito il respiro
sussurra il tuo nome
e solo il ruscello
che mormora vicino
porterà con sé il segreto
del battito
di mille onde
del piacere.
Mi affaccio
ad occhi chiusi alla finestra della vita
e come falco scruto il risveglio della realtà
pronta a vivere i miei sogni addormentati;
mentre cala il sipario
che non mente e che
si veste d'azzurro
spalancando le porte
alla solitudine,
gettandosi con abbandono
tra le mie misere braccia....
un treno correva
ansimando,
ingoiava
rotaie di rimorsi
luce scompariva
dietro la nostalgia
della sera,
racchiusa solo
da un’intimità
raminga,
ci accoglieva la notte
fuggendo con noi
suo scudo stellato
parava i colpi
lanciati da un mondo
non capito, reso stupido
dal consapevole
imbarazzo del suo odio
scalfito da diamanti
di lacrime incastonati
in un ultimo
delicato abbraccio
mentre tutto
scorreva via
dietro un finestrino
di un treno.
un pianoforte suona
in lontananza...
Melodie accarezzano
pensieri svogliati...
con un'effusione di
armonie
aprendo nella mente
porte di emozioni.
Il mio cuore é un luogo
dove governa la serenità
perché le cose belle della
vita non si osservano con
gli occhi
ma si sentono col cuore,
quando il sole della sera
accende una luce nei miei
occhi
ed accarezza effusioni di
armonie
custodendo i miei assopiti
pensieri....
per respirare la purezza
intralcia il mio pensiero
di beata solitudine
Quando muore la passione
muore anche il battito
faticosamente il sangue
scorre nelle vene per arrivare
a l’amore
Non c’è confine tra il tortuoso
e l’albero malinconico
solitario nella terra
circondato di fantasmi
mai nati
Oscurato dall’ombra
di figure semiferme
che aspettano il tremore
delle foglie cadute
allontanate dal soffio
della vergine purezza
Il sale dei tuoi baci,
i tuoi occhi neri contro il sole,
bruna, sincera, vera.
Capriccio giovanile,
poi inganno, sogno,
quindi delusione.
Calda come un soffio
di Malaga il Terral che brucia
e scuote.
Circe, sirena,
colorata odissea, conquista,
mare che si fa stretto
e non si può domare,
che si trasforma in oceano:
divinità pagana
che dal cielo si immerge
sempre più profonda.
Malaga, terra antica,
di bronzo ed acqua,
porta preclusa ai più
che lega i marinai a nuove acque.
Malaga di bronzo ed acqua
come la mia donna.
Malaga
ed i tuoi capelli scuri,
inferno, amplesso e condanna,
fino al rimpianto che si fa
burrasca.
Brividi al solo pensiero
che ritorna.
E dannazione.
Da tempo ormai,
che lo indosso...
non so più
se mi va largo,
mi va stretto,
oppure è demode'...
Mai più come camaleonte,
mi pesa più del piombo!
Che bello, leggera come
mongolfiera...
senza più zavorra,
sempre più in alto
nella brezza dell'azzurro...
Beata la farfalla,
non più prigioniera
lascia la crisalide
e vola via.
Anch'io voglio volare
perdermi nel cielo
verso la luce...
brillare per sempre
e perdermi con lei.
A sera la distesa di cardi
(tutta la casa)
cento pungiglioni ronzano sul prato
- come prova ti dico “sfiora la pelle”
frecce e fiamme
senti, la cospirazione….
quel tuono in ritardo, fiato
che chiude l’estate
tracima la schiuma, la luna
non s’è vista (mai) tanto incinta
resta il gatto sulla stufa, ingrifato
Questo, tutto: noi e le fusa
morbida è l’ora, scaviamo
lo spazio per la coda
Hanno messo
luci insensate
hanno messo fili elettrici
all'idea dell'oasi_
oasi in autostrada
per i gruppi insulari
di sapienti
col becco d'oca
e la corteccia
di pannocchie_
nell'atomo di acrilato
una piuma agglutinata
mi si è incollata
amara sul palato_
copro la stanchezza con l'unico sorriso
sposto le tre nuvole sopra quei pensieri
soffio sul tuo viso
e levo si levo
incertezze e dò-me in silenzio ancora
e ancora accarezzo
nella tanta voglia
se vuoi posso dimenticare il dolore
il dolore vicino
in ogni passo ma posso
in quel soffio
ridere con te
accarezzo ed un brivido dà
la certezza di vivere
in quel soffio
il mio bacio
ti copre.
L'amore è come un diamante dalle mille forme
dalle più svariate sfumature di luce
grezzo alla nascita muta in stella lucente
quando due esseri umani sanno plasmarlo
con abilità e pazienza
E muta non solo in Amore
ma condivisione di anima e corpo, lampo di temporale
che male non fa, attraversa gli sguardi
che si incrociano nei mille momenti vissuti
su strade pulite lisce come un pavimento incerato,
su sentieri impervi percorsi a piedi nudi
Si amalgama il sangue delle ferite putride
alle lacrime che pesanti rendono le ciglia
scivolando si fanno lago
dove dissetarsi e nutrirsi per sopravvivere
perchè anche di dolore si vive
L'Amore è gioiosa luce divina
un connubio di dolci carezze che avanzano lente
dando vita ad ardente passione
all'unione di due corpi nella carne e nell'anima
vivendo un amplesso che al cielo arriva …..
L'Amore è un'armonia di piccoli agiti
un caffè insieme la mattina,
una rosa sul cuscino al risveglio
un messaggio sul telefono a metà giornata
che fanno sentire amati tanto amati
Noi siamo tutto questo
uniti dal destino scritto nelle stelle dall'inizio dei tempi
proseguiamo a plasmare questo diamante
dalle mille forme dalle mille luci
per sempre ed ancora oltre ...
Va un carro tirato da due cavalli
sul mare basso verso l'infinito
come andrei a piedi io
su un pontile
verso tentazioni azzurre.
Riccioli di ghisa
in un medaglione da morto
posato alla ringhiera del poggiòlo
come se lì a rimirare
fosse vissuto un pesce
dal giorno della sua nascita.
nella notte come nel giorno
raggi di luna intrecciano danze
con il lento muoversi di foglie
luci ed ombre si alternano
e rigano il suo volto
come arcobaleno serale
l’ultima volta ha lasciato
spiagge chiare e acque trasparenti
per riflettersi nel mondo
accordando il suo respiro
con quello leggero
del vento di casa
in balletto di ritorno
è stato, è rinato
ha sorriso e pregato
in un paradiso lontano
ha camminato, ha sospirato
è volato e planato
in un paradiso lontano
su orme che disegnano
forme e colori nelle stagioni
raggi di luna tagliano tempi
e modi con il giacere
luci ed ombre si inframezzano
e ricoprono la sua pelle
come vestito notturno
l’ultima volta ha lasciato
spiagge chiare e acque trasparenti
per riflettersi nel mondo
accordando il suo respiro
con quello leggero
del vento di casa
in balletto di ritorno
è stato, è rinato
ha sorriso e pregato
in un paradiso lontano
ha camminato, ha sospirato
è volato e planato
in un paradiso lontano
lontano dall’altra parte
lontano dalla parte nascosta
lontano lontano








