per occhi e mani che hanno più respiro
e ieri sarà un domani certo senza conti
nel mentre mi chiederò per sempre se son vivo...
Ho spesso pensato che io avessi un ruolo
qualcosa di simile ad una competenza
deciso dalle tante facce della vita, con un solo
punto in comune, quello di partenza...
Ma poi, ad un certo punto della tua esistenza
ti fermi, quasi a rigettarlo, quasi a rifiutarlo
e ti chiedi, se in questo tuo discorso di coerenza
questo tuo ruolo riesci ancora a sostenerlo.
E poi, riaprire gli occhi sulla mia "terra"
ed innaffiarla con il limo,
spegnere piano questa nostra guerra
ed aspettare che fiorisco il tuo giardino.
Il tuo giardino...
Decidere, di andare avanti senza fermarsi,
decidere di non pensare e andare ad oltranza
decidere di farsi un poco bene, ed incontrarsi
e stringersi forte a farsi male, finché non è abbastanza...
E poi, incrociare le mie mani con le tue
scambiarsi l'anima compreso le miserie
per perdonarsi semmai, dandosi un bacio sopra alle "bue"
e dire:"non c'è problema... lo so, ci sono cose, ben più serie"...
Io credo, che il tradimento un po' ne faccia parte
di ogni storia, anche della migliore
ma tu,
tu come un cancro, una cattiva sorte
m'hai fatto un male che non poteva essere peggiore
Io, attraverso i tuoi occhi e il cuore
ho visto la pellicola della mia vita
primo e secondo tempo insieme
senza avere mai una via d'uscita...
...E, adesso il tempo ingoia gli affronti
per occhi e mani che hanno più respiro
e ieri sarà un domani certo senza conti
nel mentre mi chiederò per sempre:
Ma io son vivo?
Apro la busta mentre tu dormi ancora
e vedo me, i miei capelli color nocciola
e la mia pelle color bronzo.
Il mio corpo, teso come una tela,
che ti stringe in un abbraccio virile.
Le mie gambe forti e tenaci come tronchi d’albero,
sorreggono il peso del nostro amore,
mentre i nostri cuori bilanciano i propri dubbi
sotto l’ombra dell’eucalipto.
Una fitta di nostalgia si insinua nelle pieghe
dei miei pensieri, ed è già quasi inverno qui.
Porto la foto al frigorifero e la fermo
con un magnete, come una capsula di tempo.
So che questo nodo alla gola si dissolverà
mentre mescolerò il primo caffè del mattino,
mentre ascolterò il mare sbadigliare,
e aspetterò pazientemente il tuo risveglio,
come una conferma alla mia fede.
La morte è nulla.
Sono solo scivolato nella stanza accanto.
Io sono io e tu sei tu.
non deve recitare la pelle,
siamo ancora-noi
chiamami con il mio nome.
Parla con me nel modo più semplice
quello che hai sempre usato.
Non cambiare il tono.
Non vestire l'aria forzata di solennità o dolore.
Ridi come abbiamo sempre riso
ci siamo divertiti insieme.
Giocato, sorriso, nella-favola
all'interno di ...
molte volte C'era una volta
C'era un uomo che ha amato una donna.
molte volte C'era una volta
C'era una donna che amava un uomo.
molte volte C'era una volta
C'era un uomo e C'era una donna
C'era una volta
forse solo una volta
un uomo e una donna che si amavano
è sempre stato.
Sia detto senza effetto.
Senza traccia d'ombra sul sorriso dei secondi.
La vita è tutto
perché dovrei essere fuori di testa
perché sono fuori dalla vista?
Sto aspettando, ma per voi.
Per un intervallo.
Da qualche parte.
Molto vicino.
Proprio dietro l'angolo.
Va tutto bene.
senza tempo
rubando le ore al cielo
per perdermi
nei tuoi occhi
che intensi mi guardano.
Voglio amarti
soffocandoti
di baci e carezze
della mia tenerezza
che ti prende dentro l'anima
nei giorni che verranno
ed esserci
senza rimpianto.
Avvolta dal tuo caldo sguardo
che dolce ancora mi sfiora
con gli occhi di ieri
,
non vedi i segni del tempo,
sale
che fuoco ravviva,
io donna fatale ai tuoi occhi mi sento

che ancora sa accender la tua fantasia,
io
la donna dell'uomo mio
Stanno versando nel lago
una ferita di violoncelli
languono come cervi
dal cuore strappato.
Le mie mani, le gambe,
la mia testa, ogni pezzo intanto
se ne sta ottenebrato
su un proprio pianeta
e il da farsi è premuto
in un angolo
da una grigia invadenza.
Osservo il mio corpo
sfioro la superficie adiposa
che ancora fa parte di esso,
non mi aggrada,
ma abbracciandomi mi sento
un peluche morbido
con il quale consolarmi
Nascondo dietro
questo fisico appesantito
la paura, l'incertezza
che davanti a me
cammina
Ingurgito dolcetti vari
allettanti anche alla vista
godendo di questo miserevole
masochistico attimo
di serenità,
vergognandomi nel tempo
di cui abbisogna il cibo
per arrivare nello stomaco
Domani basta, cambio il tutto
insalata e verdure
via dolci pane e pasta,
sarò ferma e forte
desidero essere migliore
a quel paese il detto
“Grasso è bello!”
La mia anima è grassa,
il mio cuore in sovrappeso
ma per questo
non esiste dieta
solo speranza che si sta sciogliendo
come burro nella padella ….
Ma si … ancora un biscottino
e poi un altro …
che differenza fa
ricomincerò domani
di quale settimana
ancora non so …..
I giorni passano e tutto sbiadisce
Ma tu non sbiadisci mai
Tutto mi fa ricordare di te
Per le strade in cui passeggiavamo
C’è sempre il tuo profumo
i tuoi sguardi che mi seguono ancora
dimmi cosa dovrei fare?
per dimenticare quel sorriso
Che dipingeva la felicità in me
Brucia tanto dentro lo sai?
Le tue mani nelle mie
quando ci parlavamo con gli occhi
Tutto doveva finire, perché?
Ora non ci sei più
Ma tengo sempre la speranza
Che tu un giorno ritornerai
superando gli ostacoli
che nemmeno tu sai
Cerco in questo lento fiume
melodia da ascoltare
mentre la natura
assorbe i suoi raggi
di quel sole
che mi tiene in vita
assopisco la mente
tra gli ultimi voli
ascoltando i tenui rumori
in questo silenzio
che la luna
mi racconta
rubo tra le dita
trovando nulla
ma semplice aria
che profuma di cielo
e come polvere sparirò
tra valli
in cerca di una
nuova vita

Pietre dissipate
nel ventre
tra linee serpentine.
Rumori assordanti
di mostri che sfrecciano
nello sguardo
che ora fissa il tempo.
In quei respiri frettolosi
e passi svelti
in una corsa affannata
verso destinazioni
delle stagioni,
si incrociano
mille luci,
sfiorandosi per un istante,
per poi prendere di nuovo
il tunnel del destino.
Ferrovie.
Una Sera di solitudine
come altre sere, che sono già tante
ma questa è un po’ più forte,
all’improvviso tutti sono spariti
il mio amore, la mia famiglia e i miei amici,
ciascuno è impegnato nei suoi progetti,
e io come una stupida, sto qui ad aspettare
in questa stanza vuota è fredda
aspettando un messaggio o una chiamata
da qualsiasi persona,
Sono arrivata a un livello
in cui non supporto più questa solitudine
navigando su tanti pensieri, con la voglia di scrivere,
ma non vedo neanche bene le parole
a forza di piangere
e a forza di non sapere più che fare o che dire.
Parallela vita
nella legittima
indifferenza
di…imperi oscuri.
Sazi respiri
di venti artificiali
mentre annaspando
vivo l’aria vera.
Illusione di colori…
mi tengo il nero.
Occhi imbastiti
di collera per il domani
mentre nel parallelo
chiudono crepe
sui volti e sulle mani.
Una mostra
di gentil presenza
portando bicchieri
di lacrime altrui
comprate per poche
biglie di misericordia.
L’apparenza salva
la nobiltà!
Usando un verso,
una metafora, un nesso
...potrei dir che piove!
Piove la mia poesia
sui tuoi capelli
e sulla bocca tua
dipinge baci.
Sei tu Rossana?
E' tardi mia cara, troppo tardi.
Morir d'amore è niente
se mi ami, ma io parto.
La luna chiama
e passato è il tempo,
lascio la spada, l'amore,
i sogni, il tuo sorriso.
Giro il mio naso a oriente
e si alza il vento:
rivedo i miei compagni,
le sfide a fil di spada,
al fin della licenza....
e adesso parto.
Sei tu Rossana?
Ormai sei nebbia,
ma sento il tuo profumo.
Accosta le tue labbra
alla mia bocca.
E potrò dir che piove...
gocce d'amore che
bagnano il mio corpo
finalmente!
Parto Rossana,
sei tu la mia poesia.
Abner Rossi








