spento è il vostro fragile cuore,
candele pure accese
nel giardino degli innocenti,
il mio cuore vi adorna
di lacrime che ramificano nostalgia,
un dolore che culla assenze
nelle notti insonni ad ascoltare
silenzi che parlano senza fiato.
Le vostre ali dispiegate alla vita
ancor prima di divenire
accanto a me
son diventate piume celesti
a circondare del vostro ricordo
ovunque io, incerta, cammini
tra le fiamme della fredda realtà.
Vi lascerò,
senza abbandonarvi mai,
che siate nelle braccia dell'origine,
che siate alito purissimo
senza macchia che vi inquini l'anima,
e che colmi dell'amore infinito
mi aspettiate dove la triste morte
non esiste più.
Oh, miei amati angioletti
seppur non vi ho mai visto
il viso, le mani,i vostri dolci occhi
e il vostro sguardo curioso,
nei miei sogni vi ho abbracciato
in quell'arrivederci che ci riunirà
cancellando ogni malinconia,
e come stelle brilleremo
del nostro amore intrecciato
nel tempo che scriverà
la consolazione che rallegrerà
ogni istante del nostro per sempre.
Ottava di endecasillabi a minore, schema rime AAABBBCC.
Riprodurmi sarebbe cattiveria,
condividere resta poco seria
capacità, che poi solo maceria
è tutto quello che potrei offrire
e quindi ancora non riesco a capire
senso d'amare… solo per soffrire.
Debbo trovarlo quell'interruttore
da dove spegnere il dannato cuore.
11/10/2024
Vieni qui
mi strema, preme
a sguincio l’ombra
provi a fermarlo ma non puoi,
ti dici: 'Sembrava ieri quando',
invano che ritorni vai sperando.
Le stagioni scandiscon gli anni,
il tuo fisico accumula i suoi danni,
il volto allo specchio cambia riflesso,
il conto in banca e' più o meno lo stesso.
L'albero a breve prenderò in cantina,
di nuovo allestito pallina per pallina,
lo scotch sulla scatola più ingiallito,
anche l'asinello apparirà più intristito.
Ma oggi sfiderò il firmamento,
e lo farò con un semplice movimento,
di minuti preziosi farò incetta,
spostando dietro d' un 'ora la lancetta.
Terzine di endecasillabi canonici a minore in rima incatenata, schema ABA BCB CDC DED EFE FAF.
Non è mai stato, nemmen mai sarà…
non ignorato ma sempre a distanza
mi manteneva senz'aver pietà
del mio bisogno, mia vana speranza,
di star con lei, sempre e solo con lei
nei prati verdi o in una grigia stanza
ma coi suoi occhi fari per i miei
per orientarmi in mezzo a quella bruma
che nella vita confonde chi sei.
Saran trent'anni ma non si consuma
il sogno assurdo che tra le mie braccia
stringa il suo corpo lieve come piuma
e sussurrando stretti faccia a faccia
ci parta un bacio caldo che racconti
al mondo intero quanto lei mi piaccia…
E invece nulla più nei miei confronti:
da buoni amici mi ritrovo qua
con la sua assenza, solo a fare i conti.
10/10/2024
d’immagine evocante
la greca “psi”, grafema parabolico
tra due ali quel tratto verticale,
“psi” da cui psiche anch’essa svolazzante
anima-farfalla, soffio vitale
entrambe prede ed ambedue indifese,
di ragni e pipistrelli,
di predatori uccelli
e di vispe Terese,
di entomologi e di collezionisti
e pure di poeti narcisiti.
E quella tua simmetrica vaghezza
e leggiadria allusiva a qualcosa
che su un pistillo posa,
che sugge con dolcezza
evanescente e schiva
furtiva e fuggitiva
ti è valsa tuo epiteto giocondo
per quella che “L’origine del mondo”
icona inquïetante fu dipinta (*)
di donna senza volto e pur discinta.
Ma ciò che più m’inquieta,
metafora, teoria, filosofema,
è che un tuo batter d’ali senza meta
possa mutar un massimo sistema
nel dominio d’un Caso senza schema
che l’Essere a casaccio disciplina
e che a Necessità solo s’inchina.
(*) G. Courbet, Musée d'Orsay, Parigi
riscaldano l'animo
burrascoso rimanente
cerco uno spiraglio di luce
tutt'altro è l'amor
in occhi di chi vuole
non solo il bene carnale
respiro affannato
superficiali posson sembrar
rapporti seppur incompleti
solitudine recidente
corro in giro senza una meta
melancholia1 maledetta
richiama i tempi passati
in cui traditi e feriti
resto chiuso dentro me
la fiducia di chi ha amato
la paura di chi ha perduto
momenti di debolezza
cerco il tuo respiro
1 dal latino melancholia, origine della parola italiana "malinconia".
Spiegazione: la poesia tratta dei rapporti occasionali e superficiali che molte persone hanno ai giorni d'oggi. Si basa sulla teoria secondo la quale i citati rapporti vengano esplicati per via di delusioni amorose o affettive passate. Data la solitudine, con la paura di amare ancora, si tende a creare rapporti incompleti.
Due ottave di settenari con rime abababcc dededeff.
Narciso dentro il campo
di splendidi narcisi
cui il vento senza scampo
i petali ha recisi,
il tuono col suo lampo
non attenua i sorrisi
spocchioso come suole
anche se manca il sole.
Corona bianca e gialla
di già l'ha abbandonato,
fatica a stare a galla
nel terreno allagato
e nudo ora traballa
dai morti circondato
ma lui rimane fiero
perché è il narciso vero.
09/10/2024
L'aria è tutta sulle corde
e le lenzuola si gonfiano
Come vele
Sono pronta a salpare, Mio Capitano,
sono pronta!
Non più impastata di rabbia,
che è espressione antica l'andare in bestia
anche se come bestia vago
in questo profumo di terra.
sul filo di internet fioriscono
nelle ombre delle ansie
a farle sussurrare quel ti amo,
quel io ti amo da impazzire
in quel mi manchi da morire!
Non vi è destino più triste
da rimandare carezze sulla pelle,
dolci baci colmi di calore
e strette di cuore fino ad essere
un unico brivido insaziabile
sulle rotaie della passione.
Eppure il cuore sa che dopo
la pioggia delle attese
tra le fredde strade della tristezza,
arriverà presto l'estate
con le sue gioie,
tra conchiglie colorare
e stelle marine sotto al sole,
sulla battigia in riva al mare
ti vedrò arrivare come un principe,
e guardandomi nelle iridi
felice mi sussurrerai
" vedi che siamo riusciti
a superare la distanza".
ed io ti cingero col mio universo
per perdermi con te
nelle galassie più remote
per separarci mai più.
Tondeggiante e dinamica
amica da una vita,
filo d’acciaio mai evoluto
semplice e ben voluto
elastica e morbida
fermaglio perfetto,
abbracci i tuoi fogli
come fossero figli
piccola icona del design,
elegante e leggera,
ti ritrovo oggi on line,
negli allegati sei un clown.
quando dell’anima vo per sentieri
senza voce o parole poter dare
a emozioni vestite di pensieri.
Non c’è amica che possa accompagnarmi
a riviver con me quel ch’ho vissuto,
non c’è amante cui possa rivelami
in ciò che ho percepito, ch’ho veduto,
il fruscio di sfuggenti selvaggine
il volo dei rapaci sulle prede
i profumi dei fiori e loro spine
le ninfe cui il cuore si concede,
il sapore del pane nei rifugi,
i tramonti, i bagliori dei falò,
gli ardori, i timori, i sotterfugi
per riaver un amor che se ne andò.
Sicché quello che provo a rivelare
è solo una distorta fantasia
che narro per poter affabulare
le viandanti che incontro per la via.
E ora che ho incrociato la tua strada
e avverto le tue stesse reticenze
nella nebbia tra noi che mai dirada,
ti trascino con me nelle impudenze
per lasciare parlare i nostri sensi,
quel linguaggio che all’anima conduce
silente chiaroscuro a quel che pensi
ch’è quello che di te più mi seduce.







