Ogni volta
Mi rifugio
nei tuoi occhi
splendenti di candore
e pacifico la mia anima.
Nutrimento e speranza
i tuoi pensieri innocenti.
Luminoso sollievo
compensi le tenebre.
Quando sarò altro,
in uno sconosciuto altrove,
ricorderai dei giorni antichi
la mia voce severa
quand’eri in errore
e l’allegro giocare
nei momenti infiniti.
Capirai.
Sei stata per me
linfa vitale
ogni volta
che il mondo corrotto
mi lasciava deluso,
per quella magia
che solo un bimbo possiede
e che svanisce con il tempo.
A mia figlia BUONE FESTE A TUTTI
Un video in collaborazione con la mia grande amica Morgana, che non si riferisce soltanto alla lontanza tra l'uomo e Dio (se esiste), ma anche alla distanza troppo grande che c'è tra uomo e uomo, tra politico e cittadino, banalmente tra ricco e povero. Quel bambino, che alla fine del video rappresenta tutte le vittime innocenti del mondo, chi sta accusando con il suo dito puntato? L'uomo o Dio stesso?
UN UOMO QUALUNQUE
E' facile essere
un dio che fa miracoli
per inventarsi un universo.
E' molto più difficile essere un uomo
ed inventarsi una vita.
I pensieri sono liberi e senza confini, come le nuvole. Una videopoesia dello scorso anno completamente rielaborata da me. Grazie ad Alfonso Zammuto per le stupende foto.
Inizialmente caricato con la musica dei Pink Floyd Echoes, bloccata da youtube, la ripropongo con una nuova colonna sonora.
Nuvole
Passiamo.
Rapide e leggere
accarezziamo l'aria,
anonimo e discreto
battito d'ali per l'universo.
Eppure irrighiamo i campi
con lacrime gentili,
coloriamo innamorati tramonti,
o siamo mortali uragani.
Solo alcune di noi
restano per sempre
negli occhi fantasiosi
di un bambino.
Simili all'uomo?
Più simili ai pensieri
restiamo libere e senza frontiere.
Nascere consapevole
che calde braccia
ti accoglieranno
mani forti ti proteggeranno
inneggiandoti alla vita
scoprire un mondo vestito
dei colori dell'arcobaleno
ricco di sogni e speranze
da cogliere come piccole margherite
da prati immensi
La strada sempre facile non sarà
camminerai su sentieri
in boschi bui come la notte
Incontrerai colline
dove la bruma
confonderà i contorni
conoscerai la gioia
sul viso di pagliaccio
che dietro il sorriso
nasconde spesso una lacrima
Cogliamo il coraggio
dalla luce delle stelle
ed il sorriso della luna
Quando la notte
deforma i pensieri
e folletti birbanti
danzano intorno
paura non avere
La ruota del mulino gira e gira
scivolar via fa
l'acqua della giovinezza
Arrivati alle ultime fermate
del nostro treno
se ogni attimo avremo
vissuto intensamente
pronti saremo
ad oltrepassare la riva
dove un nuovo mondo
ci aspetta
per esordire nell'infinito cammino
verso una luce senza fine
Per tutta una vita di fronte
ho ascoltato il fiume
nel suo disordine calmo
trasportare
la voce degli alberi
che nelle foglie
lasciava il colore, prima
nel riflesso del cielo: poi
nel tempo del vento
- la transumanza dell'io traspare sospesa in un volo di polvere -
E cadeva la neve, leggera
posando i ricordi taciuti
sul rumore fermo dei rami
poi, erano le sere
a disfare nel cielo il tramonto
con gli occhi d'inverno
la stanza
rimase sospesa in una bolla di brina
dietro un rogo d'Oriente
- ho nostalgia
delle finestre socchiuse sul molo -
Della porta
è rimasta la chiave, sul muro, la sola
che dei passi e dei volti
ne tiene memoria
da qui
mi racconto il guardare
oltre lo sguardo di nuvole e il mare
di quel mare lontano
che ogni tanto di notte, mi arriva ancora l'ascolto
e ti penso al buio
come
tu fossi una luce.



