Legami, ti prego
Non permettermi di scappare ancora.
Legami coi fili resistenti del tuo amore.
Legami, ti prego
E fammi ridere
Fammi essere una ragazza
O soltanto una farfalla.
Legami
E lascia che pianga le mie lacrime
Una volta per tutte.
Arriva dove ad altri è proibito
Laddove fa male
In quell’angolo del cuore
Che non ha luce.
Toccami l’anima, sanami
Insegnami, perdonami, baciami.
Legami, ti prego
Lo sai amore: non sono debole, ma fragile si.
Allora vestimi gli occhi di forza
Lasciami la tua eredità
Ed il coraggio per figlio.
Fa che io porti il tuo nome.
Fa che io sia ciliegia e biancospino
E che non sfiorisca, la nostra rosa di maggio.
Amore mio bellissimo
Legami stretta .
In cambio posso darti soltanto
Un pugno di lucciole , dalle mie labbra.
Carolina Turroni@2012 S.E.C.
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Il testo e' stato scritto da: CAROLINA TURRONI
Vidi solo i tuoi versi
nel cielo che mi attraversava, e le campagne
fuggire,
nella nebbia fitta, nei pensieri...
E così
vado incontro, a quello... che tu lasci dentro,
tu,
che scrivi con le tue ali,
ciò che l'anima coglie, nei tuoi racconti
sapore
di miele,
il tuo sorriso...
E il tempo si fermò, pure
ad ascoltare,
un'anima nella corrente
e i tuoi versi,
sono carezze lievi, qui sul cuore...
Ma tu,
rondine di pomeriggi afosi,
dei tuoi ricordi, facesti un nido
protetto
solo dai tuoi sguardi,
navi ancorate nei porti, che mai
mai,
vidi, salpare...
E di sera,
se dai suoi abissi libera
la sua voce il mare,
io,
nel mio silenzio, qui rimango
in riva ai tuoi giorni,
come un gabbiano, volo
verso te,
verso il sole...
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Autore della poesia: SANTO AIELLO
Le lettere erano partite
come i tanti treni senza storia
che vanno e vengono a memoria
lungo il ferreo istinto.
Un solco nella nebbia, un vuoto
intorno ai tuoi occhi
che guardavano il silenzio della luce ondeggiare
insieme alla sua ombra, e dentro la memoria
ricordo l'odore borotalco della pelle
morbida infante dalle pieghe ai polsi
un po' di quella bimba magra di carezze.
Leggevo
i tuoi capelli sparsi sulla spalla
e avrei voluto perdermi
nel respirarli ancora, quando sola
allungavi la tua mano sulla tavola, quasi
a volermi toccare la distanza
quella stessa
che si scuce ora
allacciandosi al pensiero
con un filo d'inchiostro
nella voce sorda di un singhiozzo
trattenuto in gola.
Avrei fatto l'amore
con quel tempo versato di parole
lasciando i silenzi nelle tasche della notte
dove si nascondono le stelle, quando gli occhi
riflettono la luce del tuo sguardo
illuminando a giorno il tuo ricordo,
avrei fatto l'amore
con il rumore dei tuoi passi
correndogli incontro
spogliandoli dalle vesti del ritorno.
Con te
avrei fatto l'amore
al buio
delle tue paure e dei miei anni
con te
che ti leggi la vita dentro una fermata
che ti leggi la vita
sfogliando le stagioni
senza trovare
quella pagina strappata
di un amore
di un sorriso
che io
dal giardino dei miei giorni
ho rubato per te.
È palpito crescente
quel costante velo e le adiacenze
d'un vestito troppo corto
da indossare...
la vita bassa
e le mutandine da guardare.
Tu discendi,
l'esploso dei miei sogni
e mi ricordi vivide emozioni,
i miei bisogni,
tessere su te, le alternative
le mie gioie...
le più tardive
e sciolti,
quei capelli infrangono regole
l'attratto di una gazzella d'ammirare
e sciolte le tue gambe da guardare
un rimirar di bocca da baciare
a fil di pelle il rosolar m'avvolge
la tua carne e il brulicar di ritmi e impressioni
tu donna...
delirio mi scompone all'assuefatto
l'avvizzir di me al tuo cospetto
reclama ed urla senza più rispetto,
amore di una notte senza fine, restar contratto,
infine fuso o Dea.
È
l'ansimarti e il respirarti dentro
di quell'alcova madre, sento
il ribollir focose carni, fra tremule
conchiglie rosa.
È
il perdermi tra le evanescenti mani
pendule,
fra le sporgenze tattili perdo i miei domani,
incredule
saran le ore, al mio girovagarti,
non scenderà sete all'argentinea polla
né saremo gli unici rimasti
d'un mondo che si va scemando.
È
il grigior che abbiamo intorno
a tinger rosa il nostro incontro
rosse le tue labbra la rugiada di un buon giorno
rimane tutto un sognol'immagine che mi rimane dentro.
La poesia di Raffaella Amoruso, dona il titolo all'antologia di poeti contemporanei, ideata e curata dalla stessa artista, che unendosi formano un'opera di sentimento e sensibilità, profondi e genuini. Un momento che rimarrà impresso per sempre.Si ringraziano gli autori:Enrico Andreini , Jolanda Arcidiacono, Fernanda Besagno , Roberto Caucino, Sonia Matranga, Nemo Oceano Lontano, Donatella Ronchi, Maurizio Spreghini , Paola Toto, Elena Versolatto, Claude Verwaerde. La casa editrice: Città del sole edizioni e l'agenzia letteraria La Bottega editoriale. TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI
ad osservare l'orizzonte,
per poi spiccare il volo...
per sentire la brezza dell'aria
sul mio viso,
fino a sfiorare le nuvole...
andare ancor più in alto
per assorbire il calore
e la forza del sole...
fin quando sfinita
mi tufferei
nelle fresche onde del mare...
per catturare tutta la sua
potenza e maestosità...
e ancora...
essere protetta
nella madre terra...
come germoglio,
per nascere
un'altra volta ancora...
Cercami
nei rumori del tempo
nei racconti taciuti dei luoghi
nel fumo
di un tramonto al risveglio
dove il mare vive la sua sera
nel richiamo d'un'ora rimasta a guardare
sulle distese
dove gli orizzonti
incontrano ancora i ricordi
Sarò
nel profumo di una rosa
l'essenza senza volto
il tuo sapore sulle labbra
dove l'amore ha parlato la sua vita
cercami
nel vento di una carezza
sarò la mano del tempo che tace
del tempo
la mano di una carezza
nel segno d'un amore
pensami e sarò
di quel giorno di noi
il sogno lieve
come la neve
rimasta negli occhi
che non va più via.




