E' nebbia.
Continuo a sanguinare,
mi trascino via.
Sono nel sentiero degli occhi di cristallo.
Arranco ma riesco a percorrerlo.
Le porte del giardino delle orchidee nere s'aprono al loro padrone.
Osservo e il sangue corre ancora.
I burattini della notte,
guardiani fedeli, m'aiutano.
Il quarto di luna appare
e con esso le vestigia del mio castello dei sogni perduti.
Ora sono a casa.
Ordino ai pupazzi di latta di predisporre le difese,
entro nella stanza del tempo inesistente e siedo sul trono dei pensieri.
Le anfore dei sette venti vengono aperte.
Le libellule nere volano con il libero grecale e
tutto vive nuovamente.
Il sacerdote Acepsut cura le ferite.
Lascio le stanze superiori e mi ritiro nelle grotte dei giganti,
nel profondo dei miei sogni.
Un silenzio rispettoso m'accoglie e il sentiero dell'amore
si forma a ogni mio passo.
Acque pure e fonti incontaminate sgorgano
e felci d'intorno allagano il cammino.
Lontano s'ode ancora il silenzio.
Il silenzio delle ninfee.
Dal lago dell'eterno desiderio la mia ninfa Akenafis mi spalanca le braccia.
Il tempio di Sefor emerge dal fondo,
la morte compie il suo sesto giro sull'orizzonte.
Questo è il mio segreto regno
e solo la mia fedele spada ne conosce la vera ubicazione.
Ho sempre vissuto nel mio regno.
Il regno di Sefor
e io sono Sefor.

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