D'argine avvolto
parte migrò.
Tempo e rami nel fluviale corso.
Corso fra anse e ansie.
Vecchia felce piegata alla golena,
sicuro porto di melma e alghe;
di storie intreccio,
di percorsi riposo.
Ecco son con te ora
e poeta non sento più,
se non canuto scrivere
in irruente balzo.
Cedo nell'addio sincero
e maschera leve poggio sull'acqua scura...
che vada verso agognate maree.
Foci saluto e rimango in me.
Filtra del rosso dormiente
raggio in fronde
e chete luci avvolgono l'aria
e rude breccia scolpisce dentro
che mai si vedrà ancora in pergamena
docil scritto.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Commenti  

cordaccia
+1 # cordaccia 28-02-2018 23:09
la poesia è bella,ma un appunto( non me ne volere).Trovo che la sintassi penalizzi la freschezza dei versi,con gli aggettivi anteposti ai sostantivi
e un'impostazione un po' marziale .
Comunque ,valido questo lasciarsi trasportare dall'amore.

ciao :)
Giancarlo Gravili
+1 # Giancarlo Gravili 01-03-2018 09:06
Ti ringrazio molto del tuo giudizio, questo tipo di scrittura mi consente di usare l'anafora, figura retorica che amo molto, grazie ancora...

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