Povero rabdomante vago fra i miei simili,
ricurvo e biforcuto come un ramo di nocciolo,
in balia di un concetto di fatalità che è solo altrui;
soggiogato da una vita al servizio di una forgia
che non arriverà mai a definirmi fabbro.
Tutto comunque è sempre lì, celato,
annebbiato dalla cortina di fumo
che si alza da questa officina:
il mio talento, la mia arte,
l’acqua che sussulta
al mio passaggio.
Ma sono inutile
quanto il piglio
cauto e attento
di un’umanità
che sa vibrare,
e non lo dice.

Commenti
Mi sento così, spesso.
Quasi come un rabdomante, appunto, che è nato con la capacità di trovare l'acqua e che però è costretto ad una vita da fabbro perché nessuno gli crede. Poveretto.
Charlie
Complimenti .
Charlie