« Ratti e topi non sono considerati in generale animali di compagnia ma animali nocivi, e ci sono quindi poche persone che si diano la pena di difenderli. Eppure il dolore che prova un ratto o un topo è altrettanto reale di quello provato da uno dei nostri amici a quattro zampe. Nei laboratori essi soffrono, come ben sa chiunque li abbia sentiti lamentarsi, piangere, uggiolare e persino gridare. Gli scienziati dissimulano su tutto questo, sostenendo che i loro animali sperimentali stanno semplicemente vocalizzando. Siamo ancora a Descartes. »
Topolini di campagna,
voi siete solo piccoli poeti.
Voi siete i lieti artisti di strada
che si crogiolano dolcemente
sotto la traiettoria evocativa
di un bramato primo sole.
In attesa di una qualsiasi
forma d’espressione,
anche io ora riposo:
finalmente lontano
dal cuore della città,
dal distretto dei teatri,
dalle suggestive lanterne
del vecchio borgo dell’Arbat,
e dagli agglomerati artistici,
gli ostelli dei finti creativi.
Non durerà un’altra vita,
Apodemus amico mio,
io credo che tornerò
al soffocamento,
all’asfissia, al nulla,
alla strana schiavitù
di una realtà fugace,
dove ci si sente veri,
sulla via del riscatto,
quand’anche si sia
già mezzi morti.

Commenti
charlie
Bello il concetto di essere sulla via del riscatto anche se ci sentiamo mezzi morti ,
il senso di non arrendersi comunque mai e' molto ben espresso .
Complimenti .
Quello che volevo esprimere (a mio modo) è un po' quanto Esopo, secoli prima del nostro anno zero, è riuscito a dire con la sua celebre storiella.
ciao
charlie