« La solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata e me l'ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri. » (Hermann Hesse)
Persino all’irreale Café Voltaire,
in questo mezzo autunno australe,
il mio ieri è tornato fatto fantasma:
è già qui, trasognato come la terra
che si crogiola in pensieri infiniti,
e in un atto di fede nel nulla.
È decadenza oltre la porta,
è il vuoto dell’anti-arte,
è la mente racchiusa
in se stessa.
Ma cosa importa?
Devo nascondermi meglio:
devo ripudiare sogni e incubi,
e mantenere il mio status
di chiodo che sporge.

Commenti
E' proprio nella solitudine che s'affaccia, come ad una finestra, e logora o fa gioire ancora.
Nessuna gabbia nè botte di ferro, nell'anima, riesce a proteggere: dal passato non si può fuggire.
Forse ho capito tutt'altro, ma l'ho molto apprezzata.
Ciao...
charlie