Forse era per te
oggi che sei malinconica come l'Argentina
e le tue palpebre azzurre custodiscono la luce quando dormi rosa e delicata
come i fiori di ciliegio che morivano a Maggio qui di fronte
mentre si giocava a nascondino nelle cantine
e Giugno annegava papaveri nei miei occhi
tra i dintorni della zona industriale che era tale solo sui cartelli in tangenziale
poi i quattordici anni
i tramonti già delle spine sul mio petto
che mi facevano felice come una colomba
i terreni sparsi di fili d'oro
ed esplodevano Soli nelle nostre bocche come i paraventi delle stazioni
ed esplodevano rose di luce sulle ortiche delle nostre speranze
e mi chiedevo dove andava a finire la vita dopo i bar chiusi
proprio ora che hanno ridipinto i palazzi a Pontecitra come le tue unghie,
ma quante volte nelle strade d'inverno
mi son fermato a sentire l'eco dell'eterno
e non ho afferrato che manciate di maschere o volti
caduti come i vestiti di mia madre dal balcone,
e che n'è stato di tutto?
Lasciatemi questi ricordi di chitarre marcite
che mi hanno toccato come baci spiccati da fulmini gialli
e forse potevo scrivere parole più tristi,
potevo dire << Tace sui roridi rami la sera >>,
ma è brillata tra le mani questa poesia
solo ora che l'Alba sventola in cielo.
oggi che sei malinconica come l'Argentina
e le tue palpebre azzurre custodiscono la luce quando dormi rosa e delicata
come i fiori di ciliegio che morivano a Maggio qui di fronte
mentre si giocava a nascondino nelle cantine
e Giugno annegava papaveri nei miei occhi
tra i dintorni della zona industriale che era tale solo sui cartelli in tangenziale
poi i quattordici anni
i tramonti già delle spine sul mio petto
che mi facevano felice come una colomba
i terreni sparsi di fili d'oro
ed esplodevano Soli nelle nostre bocche come i paraventi delle stazioni
ed esplodevano rose di luce sulle ortiche delle nostre speranze
e mi chiedevo dove andava a finire la vita dopo i bar chiusi
proprio ora che hanno ridipinto i palazzi a Pontecitra come le tue unghie,
ma quante volte nelle strade d'inverno
mi son fermato a sentire l'eco dell'eterno
e non ho afferrato che manciate di maschere o volti
caduti come i vestiti di mia madre dal balcone,
e che n'è stato di tutto?
Lasciatemi questi ricordi di chitarre marcite
che mi hanno toccato come baci spiccati da fulmini gialli
e forse potevo scrivere parole più tristi,
potevo dire << Tace sui roridi rami la sera >>,
ma è brillata tra le mani questa poesia
solo ora che l'Alba sventola in cielo.

Commenti
Che queste diapositive siano uno sguardo al passato per reinventare il presente ,e albe nuove per il futuro.....Grande personalità!
Un caro saluto e complimenti......... ........HERA