C’è rimasta la polvere delle galassie
di cui siamo fatti, la lingua ad uncino
per agganciare i sapori della terra
la guerra delle diverse opinioni
l’ ondata d’amore al tempo della bassa marea
la dea che ci guarda con sussiego
sorride di sbieco. Cieco è questo frullare
pensieri, se i sentieri della verità
sono sconosciuti, riguardo le foto
e ritrovo la memoria, sarà il fato
a decidere la nostra sorte, o almeno la metà
del nostro percorso. Perché l’altare
dell’altra è già addobbato, dal giogo
del nostro fiato a scomparsa. Vedi la boa
non è lontana, la doppieremo con i cloni
delle parole chiuse a chiave nella serra
baciata dal sole del nostro giardino.
Finalmente briciole di stelle senza ansie.

Commenti
Molto seria e intimista.
Uno scritto che apre all'armonia cosmica dell'opposizione delle forze.
Arriveremo ad annullarci nel cosmico pugnare, arriveremo a bere la coppa dell'eternità per primi, chi sarà il primo di noi?
Forse non importa, quel che importa che forte è stata la gara della sopravvivenza e che la polvere che ci connota seppur dispersa darà di noi testimonianza.
Nell'imprevedibile moto degli spazi una realtà non consona all'umano pensiero sarà pronta ad accoglierci e troveremo il nostro posto, ognuno con la propria dignità, fra la polvere delle stelle.
Quando l'intelligenza è posta al proprio servizio essa non conosce limiti di tempo e di spazio.
L'ho letta quattro volte ma ci ripasso in un momento più...fresco? Cos'è il fresco??? All'Accademia della crusca ce l'hanno? Ma...basta la parola per sentirselo?
E, come cantò Vasco, rimando tutto a domani.
A presto neeeee
Carla
è semplice, eppure complicato..
Meravigliosa composizione poetica, sei sempre più incisivo, crei bellezza, sempre.
Un abbraccio
Antonia