La mia pelle che diventa tua,
la tua pelle che diventa mia,
quattro mani abbandonate,
il paradiso è già arrivato qui.
Nascosto tra le nostre pieghe,
non chiude più i suoi battenti.
.
Dammi un attimo di respiro.
Fammi aprire questi occhi
per controllare i tuoi colori,
per misurare i tuoi sudori,
per fermare i tuoi respiri
e i tuoi rossori, se rossori hai.
.
Questi occhi già perduti
tra le curve del tuo petto
e dei tuoi umidi rifugi,
fammeli aprire, te ne prego,
per guardare in ogni dove
la bella fretta di non morire,
la stessa che ora freme
nella fretta di vibrare.
.
Dammi un attimo di respiro
per pensare a quando tu
sarai lontana, rossa nuvola
mescolata nei ricordi bollenti.
.
Di queste nostre ore
io farò brodo fumante
in cui bagnare i miei sigilli
e il pane raffermo dell’oblio.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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