Lascia che ti sfiori il mento
con la mano che abbandona i tasti
in questo sabato pomeriggio
di luglio inoltrato.
Delle volte può succedere che basti,
tesoro, quel che non è proprio un bacio.
Chiudi gli occhi, sarà un viaggio vivere
la normalità: quella di lotte al solletico
e baci sulla porta, di mattine incazzate
e mani strette… finché c’è da stringere.
…e stringi, stringi finchè c’è respiro.
Stringi forte amore,
ch’io non possa più fuggire.
Perché si resta in un abbraccio,
nei più dolci legami fatti di dita e sudore.
Da bimbo vidi mia madre infelice
e spesso incline ad un dirotto pianto.
Fu quindi triste quel volto da attrice,
eppur lo sguardo suo piaceva tanto,
poiché come il gran mare era turchese.
La sua natura riservata e schiva,
dal male della gente la difese.
Come una fiera in gabbia lei pativa
in un luogo in cui il sole era un miraggio,
l’assenza del calor della famiglia.
O presto da sposata, con coraggio,
lontano andò con la diletta figlia
e col marito al tempo militare!
Ma sempre aveva in mente il suo paese
ove credeva un giorno di abitare.
Festa era quando tornava ogni mese
Dai genitori e da quella sorella
che molto amava perché divertente!
Insieme a loro la vita era bella:
come brillava di gioia il suo ambiente!
Or la famiglia a terra giace morta
e la mia mamma sempre è nel dolore.
Mio padre nel suo borgo ancor la porta
e lei ai defunti dona qualche fiore.
Ti ho amata
e ti amo
fino a carezzare l'impossibile.
Di più non posso amarti
sarebbe come spezzare
questo filo
che tiene sospesi
noi acrobati dell'amore
sopra l'infinito.
Due astri
così uguali e contrapposti
che si consegnano l'uno all'altra
sotto lo stesso cielo
che cangia solo di colore
innamorato
di quella luce magica
che sprigionano i tuoi occhi.
Io il sole e tu la luna
ad infiammare l'orizzonte
della nostra passione
che piano spegne il giorno
mentre si accende il desiderio
sotto la calda
trapunta di stelle.
In questo stesso sabato pomeriggio
di luglio inoltrato
prona nel letto, penso
che stamattina guardando lo specchio
ho visto sì una donna col viso tirato,
ma anche tanti sogni negli occhi.
E mi ha sorriso.
Allungo il braccio sul lenzuolo umido
tra la veglia e il sonno, e ti sono
debitrice, nella serenità del tuo viso,
di quei baci per la strada… quelli
quando non si può, quando non si deve.
I più belli perché inaspettati.
Mi hai lasciato scivolare sulla schiena
il tuo sudore, là dove si è fermato spiove.
C’è ora pioggerellina, e iride sul mare.
Ho letto il tuo foglietto ed è stato il mio
allunaggio; non destarmi, sono stesa sulla luna.
Mentre mi reggo il mento con la mano ti guardo
muovere le mani sui tasti, e m’innamoro anch’io.
In questo sabato pomeriggio
di luglio inoltrato
supino nel letto, mentre penso
all’ultimo racconto che ho scritto
dai più poco apprezzato,
allungo il braccio sul lenzuolo
umido tra il sonno e la veglia
e nel ristoro del ventilatore inizio
a conversare con te senza spazio
tra le nostre bocche, con la tua maglia
da cuscino che profuma
di quell’educazione che ho nel baciarti
col permesso dei tuoi occhi.
Guardo il tuo viso che ti sta d’incanto,
ti sussurro sulle labbra e per distrarti
ti faccio il solletico con la mia barba
sfatta, e scrivo su un foglietto
che un bacio deve peccare
di presunzione, fino
a credersi il primo per essere perfetto.
parlassi...
tesserei ricami
di parole mute;
il foglio bianco che attende.
Il sole riflesso abbaglia gli occhi miei
mentre l'inchiostro delle mie vene
arde di passione,
sentimenti taciuti,
stanchi di lottare per sopravvivere.
Vorrei accarezzare ancora
il tanto sognato Amore.
Vorrei sorridere ancora
nel nostro giardino d'infinito.
Or cammino solo, occhi spenti
in un sentiero privo di musica...
privo di colori che fino a ieri
hanno dato vita a magici scenari.
Bello il volto
che rifletteva l'artificiosa luce
Bello il volto
che rifletteva l"ombra dei monti,
Bello il volto incolore
senza luce nella notte
Bello il volto forte delle sue forme
Belli gli occhi che riflettevano
il sole appena tramontato,
Belli gli occhi ispidi
come un cespuglio di ortiche
Belli i capelli
come innocenti filari,
Belli i capelli
come le cascate che gocciolano,
Belli i capelli
come il tuono che addormenta,
Belli i capelli
come una coperta che riscalda,
Bella la bocca
come il cibo che ingoia,
Bella la bocca di labbra armoniose,
Bella la bocca
che può essere solo sensuale,
Bella la bocca
che non puoi sentire.
Belle le mani di cinque dita,
Belle le mani con i polpastrelli,
colline acerbe in un inverno crudo,
Belle le mani piccole e grandi
Belle le mani dal tatto sensibile,
Belle le mani esperte e distese.
Bello il petto coperto da vesti,
Bello il petto che potevi immaginare,
Bello il petto impersonato,
Belle le gambe coperte dai jeans,
Belle le gambe scolpite dal tempo,
Belle le gambe vive come la luna.
Bello ciò che di più erotico
potevi pensare,
Bello ciò che potevi desiderare,
Bello ciò che hai amato
ma che non potevi amare.
denuderò l’immagine della tua anima
il mio amore la rivestirà
sulla passerella della primavera
la irradierò con i profumi dei suoi prati
con i colori dell’arcobaleno
dipingerò i tuoi occhi di cristallo
avvolgerò il tuo corpo in strisce di luna
proteggendolo dalle tempeste, di paura e indecisione
sorriderò al soffio delle nostre vite
mano nella mano
accarezzati da aliti di vento
come aquiloni voleremo sulle ali del tempo
i cuori si fonderanno
due corpi in uno
i sensi troveranno la pace
il giorno ci sveglierà abbracciati
nel labirinto del prima
il dopo mescolerà le carte
superando la barriera della disciplina
le condizioni non sono parole scritte
i sogni spariscono come fantasmi
l’amore non sente ragioni
arriva all’improvviso
ti stordisce, ti confonde
non è mai certezza
in un attimo vola lontano
come foglia d’autunno
la paura non mi sorprenderà
accenderò la melodia del cuore
le note girano come droga, ti danno sicurezza
voglio credere che ascolteremo insieme
le melodie dell’anima
trasuda nel respiro
rugiada cristallina.
I tuoi occhi schiusi,
raccolti sono, nella fiaba
del nostro attimo inatteso.
Vibrazioni forti
percorrono liberi
le caldi curve
più sconsiderate del tuo corpo.
Il corpo, dal momento, reso fragile
dai pensieri raccolti
all’ombra dell’imperfetto
sapere di noi.
Tuonano i tuoi sospiri
d’infuocata passione
nel mio respirarti
dimorante nella tua carne,
incidono il nostro legame.
Chiudendo gli occhi
scrivo con la fantasia
immaginando le tue mani
sospiro alla vita
mentre
dandomi dello sciocco
immagino il tuo volto
cercando nel vento
le tue parole
prendo tra le dita
il tuo profumo
ascoltando il tuo respiro
su di me
quell'essenza
che sa di te
e tra queste pareti
della mia fantasia
inalo il tuo calore che lasciasti
tra queste mura
ascoltando ancora il nostro silenzio
Per caso, avete visto l’amore?
Oh Signore, devo chiedergli un favore!
Cosa dite? È birichino?
Sì, lo so.
Se lo prendo lo strapazzo.
Non può esser che da sempre
giochi sempre a nascondino.
Ieri là, oggi qua, domani boh...
si traveste ma... é sempre bello.
Cerchiamolo, diamoci da fare!
Tu! Vai in quella direzione
dai bambini con il lecca lecca in mano,
dalle madri colte al volo in un sorriso,
da quei figli che lo hanno propiziato.
Voi, invece, stazionate sotto il cielo.
E aspettate, aspettate buoni buoni
nostra luna con la scorta delle stelle
verso cui lucidi occhi, quattro almeno,
lanceranno tenerissimi sospiri.
Dai, non perdiamo altro tempo!
Qualche altro, dall’olfatto buono,
si immetta nel sentiero di collina
e controlli la freschezza tra i roseti
o i profumi delle primule odorose.
Forza, non restiamo imbambolati!
Quattro o cinque, coraggiosi,
per favore si dirigano pazienti
all'inizio dell’amplissima radura
dove udranno gridi di guerra.
Non si arrendano alla prima eco!
Specie là, la ricerca insista
tra una bomba e un’altra ancora,
tra le polveri delle vite ignare
o tra sagome d’innocenti in fuga.
Io dico che ce la faremo.
Quanto a me, sto per recarmi
nelle zone colorate, giù al mare,
e aspettando che m’arrivi l’alba
guarderò tra le pieghe delle onde.
Chi lo trova, avvisi gli altri.
Se lo prendi, quello è tipo che t’ascolta,
che si scioglie in mille pezzi e te ne regala uno.
Non prendiamoci la briga di rimproverarlo,
dicono che lui ha sempre ragione.
le sue mani le sfioravano la pelle.
Non riusciva a pensare,
impossessata da pudicizia e paura…
Ormai più niente poteva fermarla!
Il suo guardo annientato
in quegli occhi color mare…
si sentì inerme, mentre
il fuoco della passione la divorava.
Lui, attratto dalla mente incontrata,
muto nel tempo nell’ammirarla…
attraversato da un brivido feroce
nell’ascoltare quella voce decisa e ferma
ma che allo stesso modo, ricamava
dolcezza e calore nella tela del suo attimo.
Uno sguardo lo penetra e tremolante
si avvicina trasportato da eccitazione mentale.
Passione la divorava
e mentre l’emozione le serrava la gola
avrebbe voluto dirgli
che aveva atteso quell’attimo
per lungo tempo.
Avrebbe voluto dirgli che era ed è
il suo sogno più ambiguo… segreto.
Niente parole, lo attirò a se
offrendole quella femminilità
a lungo assopita.
Lui non gli diede modo di parlare…
ad un passo dalle sue labbra,
la strinse.
neanche un attimo senza pensarti,
neanche un respiro senza sentirti.
Questo è il mio amore per te,
questo lo stupido tentativo di un selfie.
Mostrami quella parte di cuore che mai smette di battere e con il suo palpito mi dice "sei suo"
legato stretto intorno al cuore,
attanaglia la mente in contrasto
tra veleni che vagano nel sangue,
e aguzzini che spezzano le ossa.
Terremoti di pensieri affliggono,
li affronto, li rifiuto, non li guardo.
Tentenna il cammino al franare
di un impero, su bordi rocciosi,
dove restano sospese le rovine
in bilico... sulle sabbie mobili che
senza pietà ingoiano macerie.








