Volto giovane
con connotati anziani
mutato
senza merito
dall'ignobile tempo...
Occhi di raro cristallo
rispecchiano lucenti ricordi
di un gioioso passato,
vivo e frantumato...
Sulla testa
un fertile campo:
qua e là
bianche e robuste
piante di esperienza
seminate negli anni più belli...
E mi prese
da sciocco pargoletto
per insegnarmi a narrare
per ingenue strofe
complessi scenari di vita...
E ora
mi invita in un mondo beato
con un palese sorriso di occhi,
forse un po'celato...
A te,nonno,
che guidi le mie membra
alla scrittura commossa
di questi tuoi versi dorati
dedico questa canzone
di glorioso argento...
A te,nonno,
che hai preso i miei primi gemiti
e li hai condotti in leggere poesie di bronzo...
Oggi ho visto
una piega sul tuo viso
segnata da tristezza.
Tristezza
per abbracci negati
per parole
amare sulla pelle.
Oggi una lacrima
era dentro me!
Ma voglio dirti
che sei bellissima
e quella tristezza
andrà a morire!
Voglio stringerti
al mio cuore
e dirti le cose
che non ti ho mai detto!
Sei bellissima
ed io ci sono per te!
Bisbigli,
questua di calori
sembianze di bimbo
in cerca di difesa
tra le ginocchia poco sicure
di veterano.
Nelle espressioni
che cingono l’età volata
la mano scorreva
amabile e tremolante
carica d’amore
esperta della vita
sulle guance rigonfie
color rosa
mentre intonava una litania
che or rimembro.
Confusi gingilli
che hanno scalfito sulla pelle
un grande amore
e fissandomi allo specchio
una lacrima
si fissa sulla pelle secca
come un diamante nel deserto.

... Lieto giorno...
In un giorno particolare
Che sembrava lontano ad arrivare
Ricordi di quando bimba ricorrono
Immagini di splendida donna avvengono
Quel dolce cammino prendendoti per mano
In un freddo giorno d’inverno iniziato
Continua nel meraviglioso viale accompagnato
Lasciandoti con inevitabile stretta al cuore
Consapevole nell’anima di gioie dell’amore
Ti lascio la gioiosa mano
In silenzio rassicurandoti che non sarò mai lontano
Ora vai e sii felice
Incamminati sicura e autrice
Quel cammino fatto meraviglioso viale
Ti vede per mano al sogno reale
Percorrilo passo dopo passo
Non mancherà qualche insuccesso
Fanne tesoro ogni volta
Avanza sempre disinvolta
Immancabile qualcuno che non vedi
Guarda silenzioso come procedi
Certo i successi arrivano
Non avrai la mia mano
Ma
Un flebile respiro nel cuore
Sempre ti accompagnerà con tutto il mio amore
il P.G.d.L.
N.d.A. - da un papà...
Sei mio padre
e qualsiasi sbaglio
in passato hai commesso
io Devo perdonarti
e solo io lo posso fare
per ricambiarti
d'avermi generato.
Sei mio padre
e qualsiasi peccato
che non hai mai confessato
e lo tieni custodito
in un cuore malato,
solo io posso estirpare il cancro
che a te lacera e a me commuove.
Sei mio padre
sei il seme del mio sangue
sostanza di questa massa vivente
orgoglio di questi occhi lucenti
che s'abbagliano di astri e del niente
e si esaltano per effimeri sogni;
sei tu che mi hai fatto questo regalo
ed io non posso che perdonarti
d'ogni errore che tieni segreto.
Sei mio padre
e adesso che la luce si sfoca
non avere paura
solo io sento la tua voce che invoca:
è l'eco di Dio che ti chiama;
adesso che sei pronto
e stai sciogliendo gli ormeggi
non illuderti
nemmeno Lui potrà per sempre
proscioglierti;
non c'è giudice e non c'è Dio
che potrà perdonarti, abbracciarti
e dimenticare
come l'ho già fatto io.
.
Mio padre ha paura della morte
Radici, in vuoti conflitti
e introverse virtù
interrate nella polvere
di chi immaturo
disadorno di principi
avverso ai dinieghi delle parole
sventolava collera nel tempo.
Dei granelli remoti
germogliati con l’età
adesso è, tutto più cristallino
hanno fatto breccia
e con maschera diversa
rinnovati dal lato opposto
li ha riseminati.
Ora capisce e ringrazia
lottando per loro.
C’è un gelido anomalo
in questa dimora
com’è glaciale la luce
spoglia di umano calore
la quiete e l’unica signora
l’aroma dei fiori
in posti differenti gradito
in questo luogo è ripugnante.
Permango eretto, statico
a capo prono
il mio piglio
non intreccia più il tuo
vorrei proferirti intense parole
parole mai enunciate
discorsi rimasti
nell’alveo della mente.
Mi struggo
nel porgerti un leggero tocco
mentre una goccia di pianto
irrora la tua mano
in passato
energica è paladina.
Indugio immobile
costante il mio sguardo
sul tuo freddo e pallido viso
al momento troppo giovane
per un riposo cosi lungo.
Affine ad una bestia battuta
a spalle curve
il cuore a brandelli
le labbra inette a spargere note
m’instrado mormorando con dolcezza
nel fittizio silenzio
un ultimo saluto
Ciao Papà.
Dolore di madre
ma quanto scotta
è come la febbre
quando è alta
non parla
non si sente
sta tutto dentro
al cuore.
Dolore di madre
impenetrabile
diverso
da tutti i dolori
scavalcherebbe
i pericoli
più grandi
per te
si getterebbe
tra le fiamme
solo se tu
glielo chiedessi.
E' grande infinito
come il mondo
e si colma solo
se la pace
è dentro te!
su quel viso
e sento il gelo
del tuo cuore
quando
quel sorriso
sul mio non posa
allora annegherei
nel buio
della notte
chiudendo gli occhi
tra le lacrime.
Mi sveglierei
soltanto
quando il sole
ti ha riscaldato
il cuore
dentro al mio.
Mio padre tornava sporco di calce
mia madre lo attendeva ansimante
guardavo i miei amici dalla finestra
rincorrevano un pallone
le mie gambe immobili
mi facevan sentire un'aquilone
volavo con gli occhi
amavo la vita
mio padre mi offriva un pezzetto di torta
mia madre ricamava i sogni di lana
ed io comunque sorridevo
non l'avrei indossati
ma sapevo quant'amore
m'avrebbe donato
le mie gambe immobili
inutile peso di un corpo vivo
colsi due stelle dallo stagno
avvolsi i miei sogni
i miei viaggi pagavano la fantasia
vidi tutti i posti del mondo
Rivedo come fosse ieri
la mia bambina
sorridere giocare felice
son passati tanti anni
la mia piccina è cresciuta
si è fatta donna
ma per me
rimane sempre la mia bambina
tutte le notti
che rientra tardi
ho sempre il cuore
che batte a mille
com'è difficile
il mestiere di padre
in questi tempi
così moderni
senza più regole e pudore
la mia bambina
s'è fatta donna
ma per un cuore di padre
rimane piccina.
Trovatella fosti per qualche dì,
allor che vagavi per la via insidiosa.
Ti scorsi, affamata e impaurita e così,
prima che troppo tardi fosse, t’adottai
e un fiocco rosa ti regalai.
Alla mia casa ti portai e senza meraviglia
diventasti per ognun parte della famiglia,
tant’è che fosti trattata al pari d’una figlia.
Piccola eri, in quel tempo e cresciuta sei or
che dopo sette anni, facendoci affezionar
rendi felici di noi i momenti, senza nulla domandar,
ma bramando soltanto di farti coccolar.
Celestiale fu l’entrata tua nella dimora,
ché i salti e l’effusion che ci doni ognor
provare fan l’orgoglio di gesto così grande
che anni fa compii, sottraendoti all’orror
d'un destin sì tragico e crudele,
offrendoti un giaciglio su cui dormir
un sano nutrir e un’amicizia sincera di cui gioir.Ti han donato la vita
cosa grande!
Più grande non c'è!
Stanchi camminano
senza fermarsi mai
sotto incessante pioggia
anche se la tristezza
soffoca il cuore.
Ti han donato la vita
ma è giunta l'ora
di farli entrare
in un castello incantato
di regalare aria nuova
da respirare.
La vita è un grande dono
e forse un grazie
è meritato.
Un grazie da dire
prima che il loro viaggio
possa finire!





