Se non c'eri 
ti avrei inventato
avrei dipinto
il tuo viso
stampato 
quel dolce sorriso.
Che cosa sei per me?
Il dono più grande
che mi fa guardare
prati verdi
l'azzurro intenso
del cielo
la bellezza infinita 
del mare.
Sei immensa gioia
che scaccia
la malinconia
di una giornata buia
la dolce fata
che fa tornare il sorriso
sulle mie labbra.


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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Volto giovane
con connotati anziani
mutato
senza merito
dall'ignobile tempo...

Occhi di raro cristallo
rispecchiano lucenti ricordi
di un gioioso passato,
vivo e frantumato...

Sulla testa
un fertile campo:
qua e là
bianche e robuste
piante di esperienza
seminate negli anni più belli...

E mi prese
da sciocco pargoletto
per insegnarmi a narrare
per ingenue strofe
complessi scenari di vita...

E ora
mi invita in un mondo beato
con un palese sorriso di occhi,
forse un po'celato...

A te,nonno,
che guidi le mie membra
alla scrittura commossa
di questi tuoi versi dorati
dedico questa canzone
di glorioso argento...

A te,nonno,
che hai preso i miei primi gemiti
e li hai condotti in leggere poesie di bronzo...


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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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    Oggi ho visto
   una piega sul tuo viso
   segnata da tristezza.
   Tristezza
   per abbracci negati
   per parole 
   amare sulla pelle.
   Oggi  una lacrima
   era dentro me!
   Ma voglio dirti
   che sei bellissima
   e quella tristezza
   andrà a morire!
   Voglio stringerti
   al mio cuore
   e dirti le cose 
   che non ti ho mai detto!
   Sei bellissima
   ed io ci sono per te!
   

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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Bisbigli,
questua di calori
sembianze di bimbo
in cerca di difesa
tra le ginocchia poco sicure
di veterano.
 
Nelle espressioni
che cingono l’età volata
la mano scorreva
amabile e tremolante
carica d’amore
esperta della vita
sulle guance rigonfie
color rosa
mentre intonava una litania
che or rimembro.
 
Confusi gingilli
che hanno scalfito sulla pelle
un grande amore
e fissandomi allo specchio
una lacrima
si fissa sulla pelle secca
come un diamante nel deserto.



 
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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... Lieto giorno...

 

In un giorno particolare

Che sembrava lontano ad arrivare

 

Ricordi di quando bimba ricorrono

Immagini di splendida donna avvengono

 

Quel dolce cammino prendendoti per mano

In un freddo giorno d’inverno iniziato

Continua nel meraviglioso viale accompagnato

 

Lasciandoti con inevitabile stretta al cuore

Consapevole nell’anima di gioie dell’amore

 

Ti lascio la gioiosa mano

In silenzio rassicurandoti che non sarò mai lontano

 

Ora vai e sii felice

Incamminati sicura e autrice

 

Quel cammino fatto meraviglioso viale

Ti vede per mano al sogno reale

 

Percorrilo passo dopo passo

Non mancherà qualche insuccesso

 

Fanne tesoro ogni volta

Avanza sempre disinvolta

 

Immancabile qualcuno che non vedi

Guarda silenzioso come procedi

 

Certo i successi arrivano

Non avrai la mia mano

Ma

Un flebile respiro nel cuore

Sempre ti accompagnerà con tutto il mio amore
 

il P.G.d.L.


 

N.d.A. - da un papà...

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Profilo Autore: Piccolo Guerriero della Luce  

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Sei mio padre
e qualsiasi sbaglio
in passato hai commesso
io Devo perdonarti
e solo io lo posso fare
per ricambiarti
d'avermi generato.

Sei mio padre
e qualsiasi peccato
che non hai mai confessato
e lo tieni custodito
in un cuore malato,
solo io posso estirpare il cancro
che a te lacera e a me commuove.

Sei mio padre
sei il seme del mio sangue
sostanza di questa massa vivente
orgoglio di questi occhi lucenti
che s'abbagliano di astri e del niente
e si esaltano per effimeri sogni;
sei tu che mi hai fatto questo regalo
ed io non posso che perdonarti
d'ogni errore che tieni segreto.

Sei mio padre
e adesso che la luce si sfoca
non avere paura
solo io sento la tua voce che invoca:
è l'eco di Dio che ti chiama;
adesso che sei pronto
e stai sciogliendo gli ormeggi
non illuderti
nemmeno Lui potrà per sempre
proscioglierti;
non c'è giudice e non c'è Dio
che potrà perdonarti, abbracciarti
e dimenticare
come l'ho già fatto io.
.



 

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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Mio padre ha paura della morte
ed io ho paura della sua paura
quando viene sera lo sorprendo
con la testa infilata nella cruna
e con voce strana e un po' strozzata
mi chiede sillabando:
Dove s'infrange il volo dei rapaci?
Ed io non conoscendo la risposta
giro la testa e mastico l'inganno.
Mio padre ha paura della morte
ed io cerco tutte le sere d'estirpargli
le unghie negli occhi e gli sbadigli
nel gozzo della gola i suoi rimpianti.
Ah quanto vorrei raccontargli
di chissà quale paradiso
ma i petali della notte
soffocano il mio sospiro,
lui quasi se ne accorge
sorride e mischia le carte.
Mio padre ha paura della morte
e forse sarò io domani ad aver paura
chissà se anche mio figlio
avrà paura della mia paura.

 
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Radici, in vuoti conflitti
e introverse virtù
interrate nella polvere
di chi immaturo
disadorno di principi
avverso ai dinieghi delle parole
sventolava collera nel tempo.
Dei granelli remoti
germogliati con l’età
adesso è, tutto più cristallino
hanno fatto breccia
e con maschera diversa
rinnovati dal lato opposto
li ha riseminati.
Ora capisce e ringrazia
lottando per loro.


 
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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C’è un gelido anomalo
in questa dimora
com’è glaciale la luce
spoglia di umano calore
la quiete e l’unica signora
l’aroma dei fiori
in posti differenti gradito
in questo luogo è ripugnante.
 
Permango eretto, statico
a capo prono
il mio piglio
non intreccia più il tuo
vorrei proferirti intense parole
parole mai enunciate
discorsi rimasti
nell’alveo della mente.
 
Mi struggo
nel porgerti un leggero tocco
mentre una goccia di pianto
irrora la tua mano
in passato
energica è paladina.
 
Indugio immobile
costante il mio sguardo
sul tuo freddo e pallido viso
al momento troppo giovane
per un riposo cosi lungo.
 
Affine ad una bestia battuta
a spalle curve
il cuore a brandelli
le labbra inette a spargere note
m’instrado mormorando con dolcezza
nel fittizio silenzio
un ultimo saluto

Ciao Papà.

 
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Dolore di madre
ma quanto scotta
è come la febbre
quando è alta
non parla
non si sente
sta tutto dentro
al cuore.
Dolore di madre
impenetrabile
diverso 
da tutti i dolori
scavalcherebbe
i pericoli 
più grandi
per te
si getterebbe
tra le fiamme
solo se tu
glielo chiedessi.
E' grande infinito
come il mondo
e si colma solo
se la pace
è dentro te!



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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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   Quando leggo 
     la tristezza
     su quel viso
     e sento il gelo
     del tuo cuore
     quando 
     quel sorriso
     sul mio non posa
     allora annegherei
     nel buio 
     della notte
     chiudendo gli occhi
     tra le lacrime.
     Mi sveglierei
     soltanto
     quando il sole
     ti ha riscaldato 
     il cuore
     dentro al mio.

   

 
        
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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Mio padre tornava sporco di calce
mia madre lo attendeva ansimante
guardavo i miei amici dalla finestra
rincorrevano un pallone
le mie gambe immobili
mi facevan sentire un'aquilone
volavo con gli occhi
amavo la vita
mio padre mi offriva un pezzetto di torta
mia madre ricamava i sogni di lana
ed io comunque sorridevo
non l'avrei indossati
ma sapevo quant'amore
m'avrebbe donato
le mie gambe immobili
inutile peso di un corpo vivo
colsi due stelle dallo stagno
avvolsi i miei sogni
i miei viaggi pagavano la fantasia
vidi tutti i posti del mondo
 
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Profilo Autore: fgl  

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Rivedo come fosse ieri
la mia bambina
sorridere giocare felice
son passati tanti anni
la mia piccina è cresciuta
si è fatta donna
ma per me
rimane sempre la mia bambina
tutte le notti
che rientra tardi
ho sempre il cuore
che batte a mille
com'è difficile
il mestiere di padre
in questi tempi
così moderni
senza più regole e pudore
la mia bambina
s'è fatta donna
ma per un cuore di padre
rimane piccina.
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Profilo Autore: conca raffaello*   Sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2019

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Trovatella fosti per qualche dì,

allor che vagavi per la via insidiosa.

 

Ti scorsi, affamata e impaurita e così,

prima che troppo tardi fosse, t’adottai

e un fiocco rosa ti regalai.

 

Alla mia casa ti portai e senza meraviglia

diventasti per ognun parte della famiglia,

tant’è che fosti trattata al pari d’una figlia.

 

Piccola eri, in quel tempo e cresciuta sei or

che dopo sette anni, facendoci affezionar

rendi felici di noi i momenti, senza nulla domandar,

ma bramando soltanto di farti coccolar.

 

Celestiale fu l’entrata tua nella dimora,

ché  i salti e l’effusion che ci doni ognor

provare fan l’orgoglio di gesto così grande

che anni fa compii, sottraendoti all’orror

d'un destin sì tragico e crudele,

offrendoti un giaciglio su cui dormir

un sano nutrir e un’amicizia sincera di cui gioir.


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Profilo Autore: Maurizio Vecchi*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 31-12-2011

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Ti han donato la vita
cosa grande!
Più grande non c'è!
Stanchi camminano
senza fermarsi mai
sotto incessante pioggia
anche se la tristezza
soffoca il cuore.

Ti han donato la vita
ma è giunta l'ora
di farli entrare
in un castello incantato
di regalare aria nuova
da respirare.

La vita è un grande dono
e forse un grazie
è meritato.
Un grazie da dire
prima che il loro viaggio
possa finire! 

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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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