C’era una volta mio Padre,
taciturno, ponderato, saggio,
con cui ho parlato troppo poco per imparare
il messaggio che ora conosco a perfezione.
L’ho guardato pochissimo quest’Uomo
per non capire che era un paesaggio da scoprire,
eppure oggi è l’unica mia fonte di coraggio;
il solo con cui parlare quando il mio mondo trema,
quando l’ora si fa scura.
Dalla sua Pace mi consiglia, rassicura
e tace quest’Uomo assente
ma presente in ogni anfratto di me,
suo figlio prediletto.
C’era una volta mio Padre
che col suo silenzio
m’insegnò soggezione, onestà e rispetto.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Quella sera caro padre
c'incoraggiasti a non disperare
pur non avendo certezze
sull'evolversi dell'imminente
sentenza ricevuta
come ad esorcizzare il male
che latente all'aura preziosa
dell'ignara ed amata sposa
in un tintinnio sordo progrediva.

Amaro calice
da noi tutti bevuto all'improvviso
senza averne avuto
il benché minimo preavviso.

 Nel tempo
dei tuoi giorni solitari
non avesti più certezze,
 in un limbo sconfinato
vivevsti il tuo presente,
e sentore non avesti del futuro
che gravido presentava ancora
dolori ed incertezze.


Dei tuoi giorni più belli vissuti
nei sussurri della giovinezza
quando il divenire
cominciava a prendere forma

[ormai dietro le spalle]
avevi qualche flash
qualche fotogramma
e in quei momenti t'immergevi
come fosse il tuo presente
nelle dolci primavere,
che ti addolcivano come in sogno
la coscienza addormentata...
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Profilo Autore: Grace D  

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Flebili come un sussurro
mi han lasciato fare
ho sbattuto così tanto i piedi
da piccola,
per tutta la vita.

Adesso ferma
è tutto così chiaro
è calmo, la fine della tempesta
quella quiete di cui tutti parlano
come schiaffi
mi svegliano
le loro voci mi seguono,
quasi non le sentivo,
per tutta la vita.

Stavo lì a contare le risate, le sigarette
i bicchieri di ghiaccio stretti tra le mani
ballavo tra le strade, sulle sedie dei bar
ho ballato
per tutta la vita.

Sono sempre rimasti a guardare
in disparte, la mia cornice d'oro
che oggi fisso attentamente
han trattenuto gli squarci
Il mio bel quadro regge ancora
Per loro.

Posso toccarli
ancora abbracciarli
ancora sentirli parlare.
Uscire dal quadro
non ha mai fatto così bene.

Con loro per la prima volta
come sempre
senza dare nulla per scontato
con loro anche se non me ne ero mai accorta.

Abbiamo bisogno di noi
dillo ancora
per tutta la vita
non potrò mai farne a meno
come sempre.
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Profilo Autore: Lehel  

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E’ musica il tuo corpo

disegna spazio fluido, sorriso

armonico continua senza sosta

e quasi senza fine

s’accende l’occhio ai passi sulle note.

 

E’ musica il tuo corpo

che danza con la fune

volteggia, salta e atterra nella corsa

s’avvita e poi s’afferra, poi l’abbraccio

ti pare senza sforzo.


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Profilo Autore: Diego Bello  

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Da padre vidi ch’era bella: mi darà un nipote,
sarà una buona madre, pensai della signora;
ha quella giusta dote per diventar mia nuora
e fu nel tempio sposa e ne sortì una figlia
una famiglia nuova, certo gradita a Dio,
eppure mi sbagliai.
DVD compiva cinqu’anni quand’ecco inveire lui:
<Son stufo, me ne vado, non la sopporto più>.
Furono tinte nere, incubi di morte, la mia peggiore sorte.
<Figlio che fai, c’è il bimbo, esiste un giuramento,
Sacramento di Dio, te ne pentirai, pensaci su!>.
Devastò il dovere, ignaro del peccato,
del genitor che fu s’era scordato.
Restai come ubriaco, cieco, tramortito.
Vagai tra la fanciulla, una brava moglie,
il piccolo, un infante candido, innocente,
la vergogna, la gente: mi mancava il fiato.
E m’è rimasto lui, tenero, educato,
la grande mia passione;
occhi color cielo e mare azzurro, volto miniato,
venuto a lenir la delusione
dall’incresciosa, ingiusta situazione
che ha spazzato via la mia stagione.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Se solo tu sapessi

figlio di queste ossa

l'odore di stantio

che occlude il mio penare





E quanto amore striscia

in curve strette e assenti

a sorseggiare infuso

che seda furie e grida





Calende a suggerirti

fiabe di cuori spogli
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Fratelli



in scala all'età ci si racconta sempre per poi saltare al sesso

ma non c'è sesso tra fratelli di un'unica casa e vita

Si chiamava padre il Re di famiglia e madre, Regina

Tutti mi videro ai fragili vetri mostrare sgomento nell'aria mia nuova

e nell'incertezza che andavo vivendo seguivo il dito a croce di un prete




Sei più due, otto




Eravamo.

Il numero giusto che Dio volle per noi perchè noi siamo giusti

di sbagli e medaglie che appesi alle pelli portiamo nel tempo

che sia esso bigio o raggio del giorno e la luna lo sa
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Profilo Autore: Aita Carla  

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T’ho visto sempre simile

tormento d’anima  

sposata a mie torture

lo sguardo perso

che ora arde

e ora tace

poi si riaccende

di nuovo

attento alla particola

pronto a difendere

immensità

senza apparente nesso

che invece dentro canta

e tu ne esegui altero

il ritmo e l’armonia

senz’ombra di pensiero vile.

Ho visto inebriarti nel mistero

ho visto

lacrime tue senza materia

asciutte

di tenerezza immane.

Ho visto lunghe mani tese

verso un dolore percepito

mai mosse per colpire.

Ho visto riccioli arruffati

parvenze di disordine

che è ordine complesso

nella precisa mappa cosmica

assente al velo d’occhi crudi.

Ho visto ombre

nere

sgretolarsi nella luce.

Mi è caro tutto

anche l’approccio fisico

le scie peripatetiche

ed il rumore

dei tuoi talloni sul parquet.

T’ho visto oggi uomo

negli occhi gioia lucida

e tutto come ieri

come sempre.

 

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Profilo Autore: Diego Bello  

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foto 6ooo



Volteggiano ricordi, memori d'attesa ad anni,
battito di ali a spolverar visioni.
Oh padre, fumo a destar offuscate immagini,
su quel ponte per Montequarcino.
Triste involucro di dolore,
mosaico di bene, musico dai toni amorevoli,
fiore a profumar d'amore.
Oh Padre m'amasti e amorevolmente t'amai.
Ricordi non vi lasciai morire,
su zolle di terra lasciasti il sudore e,
mazzolini di fragole selvagge,
dal buon sapore a profumar d'amore.
Tempo ad offuscar ricordo,
giorni, anni di lontananza,
assenza ad impartir comando.
Oggi quell'ombra tenue si risveglia,
nell'iride di una donna.
Padre riconosci quella bimba?
Quelle manine che amavi tanto?
Oh! Manchi al cuore, alle parole,
alla vita che avanza, ad ogni evenienza.
Manchi al mio amore...

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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e non crescono più ciliegie
nè fragole
ai bordi verdi dell’aspettarti



Di fiori sacri
non ne colgo più


Ma era Maggio nei tuoi golfini
a sera
e nei miei passi acerbi
ad echeggiare i tuoi.





Rimani nel mio passo


marziale 


a riportarti



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Profilo Autore: Aita Carla  

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Molto lo amò nell’innocenza,
n’esortò e guidò l’adolescenza,
da adulto ne spronò la coerenza,
lo consigliò, subì l’indifferenza
senza alterarsi, senza criticare;
gli insegnò a vivere e ad amare.
Niente intaccò la sua pazienza:
arroganza scusò e noncuranza,
addobbò le strade di clemenza,
donò senza cercar riconoscenza
Fu presenza costante nell’aiuto
lo soccorse minuto per minuto;
fu sostegno, difesa, protezione
mai s’avvilì, né perse la ragione.
Genitore e padre con coscienza,
premura, affetto, onnipresenza.
Più del necessario gli concesse
certo che una luce s’accendesse.
Troppo diede e sperò inutilmente.
I suoi occhi corrose con il pianto
ma il dolor disfece la sua mente.
Sorte crudele di chi ha amato tanto.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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coltivazione-del-melograno_NG3[1].jpg

A febbraio
con i mandorli in fiore
scalpitando venisti alla luce
fra una cascata lucente
di coriandoli e stelle splendenti.

Fosti il mio fiore più bello,
il regalo più caro
donatomi in quel giorno
che il cielo sciorinò
in tutto il suo splendore.

Più tardi mio bambino
ti tenni per mano,
ti presentai al mondo
e t'accompagnai
nel tuo gioioso cammino.

Mi proposi
che tu non smarrissi la strada
da percorrere...

ancor oggi che sei adulto e padre
fai parte della linfa
che scorre nella mia pianta
a cui hai sbocciato
un prezioso fiore profumato.

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Profilo Autore: Grace D  

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Forte al seno
trattieni bimbi addormentati
e latte come fiume che scorre
per saziare
madre pura come giglio
nei tuoi occhi veglia il sonno
che non riesci a provare
dal tuo ventre creature sono nate
tra i singhiozzi respirando a fatica
le tue labbra colme di baci
per cullare san di miele e dolci ninne
sei smarrita
e a loro tu ti stringi
trai forza dai virgulti
che con occhi estatici osservano
piccole farfalle le manine
s'aggrappano a te
e ti stringono piu' dei lacci
son cordoni ombelicali

che mai più recidere dovrà
sei amore puro, amore vero
infinito e senza fine né peso

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Abitava il sussurro d’un principe azzurro
e dai suoi quindici anni se lo modellava.
Glielo portò la sorte e lei gli aprì le porte.
Snobbò tre figli e moglie, i sette lustri in più,
il logico effetto di gelosia e sospetto,
valor di gioventù, di libertà e diletto,
e che l’invaghirsi non era come amarsi
Se pur in gabbie d’oro fu magro que tesoro.
Per la giovinetta il tempo ebbe fretta,
a soli quarant’anni le strappò l’alloro.
Si ritrovò sbranata da nuda libertà,
ed ebbe l’impressione non fosse più realtà.
Meditò parecchio la voglia di rivalsa,
tutto da rifare, nessuna mossa falsa
e consultò lo specchio di tanto tempo fa:
ma non trovò la bella di quel tempo in là.
Si riscoprì disfatta, inutile, inservibile
le sembrò incredibile ma era verità.
La realtà passata l’aveva consumata
ormai il gioco dolce e il peso allor leggero
non le sembrava vero, ma era gravità.
Si rattristò, ne pianse, si ritirò per sempre,
da quel fatal settembre mai si perdonò.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Tramonti senza luci
e senza vita.

Giorni da inventare
fatti di vuoti e di difficoltà.

Ma la svolta è dietro l'angolo
la vita che mancava rinasce.

Le luci tornano ad illuminare
i tramonti.

I vuoti si riempiono
di sorrisi.

Le difficoltà
svaniscono nel nulla.

Il tempo
non esiste più.

L'anima torna
a volare leggera.

Con i sorrisi
intorno al tavolo. 

Si ritorna
a fare festa.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 30-04-2013

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